Una catena di vulcani lunga 2.000 chilometri

Un punto caldo della Terra si è spostato, in milioni di anni, e ha formato in Australia 2.000 km di vulcani.

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La catena di vulcani, da nord a sud dell'Australia, si allunga per circa 2000 chilometri.

Dalle Whitsundays, arcipelago a nord dell’Australia, fino a Melbourne e ancora più a sud - fino alla Tasmania - una catena di vulcani si allunga per 2.000 chilometri: è la più estesa catena vulcanica mai scoperta sulla terraferma.

 

Si è formata nel corso degli ultimi 33 milioni di anni, da un punto caldo della Terra, un hot spot, sotto il continente australiano.

I punti caldi sono i calderoni della Terra.

 

Il magma arriva dalle profondità del mantello, anche da 2900 chilometri sotto la superficie terrestre. «Poiché l’Australia si è mossa sopra il punto caldo, le fuoriuscite di magma hanno creato una serie di vulcani lungo la linea di movimento del continente», ha spiegato Rhodri Davies, dell'Australian National University. La presentazione dello studio segue di poco la scoperta di un grappolo di vulcani spenti al largo di Sydney.

 

Le ricerche hanno permesso di appurare che il pennacchio magmatico è in grado di arrivare in superficie solo quando la crosta ha uno spessore inferiore a 130 chilometri: una scoperta «che permetterà di chiarire molte caratteristiche geologiche dell’Australia», ha sottolineato il geologo.

 

L'evoluzione delle Hawaii (cliccate sull'immagine per ingrandirla).

 

Più di Yellowstone. Sono oltre un centinaio gli hot spot noti sul pianeta. Tra i più famosi sulla terraferma vi è quello che ha creato la caldera del parco di Yellowstone, «ma quello australiano ha lasciato una "traccia" lunga almeno tre volte quella americana”, ha sottolineato Davies.

 

I vulcani di Yellowstone si trovano sopra un punto caldo.

 

Un altro hot spot ben noto è quello che ha formato le Hawaii, ma si trova in pieno Oceano Pacifico, non "sotto" la terraferma. In ogni caso, il punto caldo australiano, chiamato hot spot Cosgrove, sembra ancora attivo al largo della Tasmania, e dunque ora si sta prolungando sotto l’Oceano.

16 Settembre 2015 | Luigi Bignami