Un viaggio 3D all'interno delle piante carnivore

L'interno delle "cacciatrici" da giardino come probabilmente appare agli sfortunati insetti che finiscono nelle loro grinfie.

Sovvertono il naturale ordine della catena alimentare, e mangiano insetti, protozoi e piccoli mammiferi anziché essere mangiate. Le piante carnivore rappresentano uno degli esempi più affascinanti di evoluzione in natura: con i nutrimenti che ricavano dalle proteine extra che incamerano, infatti, riescono a sopravvivere anche in ambienti altrimenti ostili.

Tigri da giardino: tutti i più astuti meccanismi di caccia delle piante carnivore

Enrico Coen, scienziato e ricercatore botanico del John Innes Centre di Norwich, Regno Unito, ha realizzato insieme ai colleghi questo video in cui le tecniche di visualizzazione 3D vengono utilizzate per esplorare la conformazione di queste piante dalle forme complesse e dai colori sgargianti, che intrappolano le prede in grandi foglie a forma di caraffa (ascidi), con mucillaggini adesive, aspirazioni o risucchi.

Enzimi antibatterici nello "stomaco" delle piante carnivore

Il filmato è stato creato utilizzando la tecnica della tomografia ottica di proiezione (OPT), una tecnica microscopica che consiste nel proiettare fasci di luce su un campione montato su un supporto girevole, consentendo di osservarne la struttura da diverse angolazioni. Le immagini sono poi assemblate con un software che crea un'immagine 3D molto accurata delle piante (di 4 specie diverse: Cephalotus follicularis, Sarracenia, Nepenthes singalana, Utricularia praelonga).

Il gruppo di ricerca di Coen è appena stato finanziato con 2,5 milioni di euro per lo studio dei meccanismi di crescita e dell'evoluzione di queste piante, in particolare di quelle del genere Utricularia, piante carnivore d'acqua dolce che per mezzo di sofisticati sistemi di aspirazione sottovuoto catturano nematodi, larve di zanzare e girini.

Esistono piante carnivore gigantesche?
05 Aprile 2013 | Elisabetta Intini