Un tuffo tra le barriere coralline più belle del mondo

Concedetevi qualche minuto di snorkeling virtuale tra i reef più spettacolari e minacciati degli oceani terrestri. Un nuovo database disponibile sul web raccoglie foto panoramiche dei coralli e dei loro abitanti.

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Una delle immagini panoramiche della Catlin Seaview Survey realizzata a Lady Elliot Island, Grande Barriera Corallina. Le altre foto a 360 gradi dei reef nella gallery qui sotto.

Riscaldamento globale, inquinamento e acidificazione degli oceani minacciano la sopravvivenza di alcuni dei più complessi e popolati ecosistemi dei mari: le barriere coralline. Ma il problema, nascosto sotto centinaia di metri cubi d'acqua al largo di remoti paradisi tropicali, rischia di coinvolgere ben poco l'opinione pubblica.

Per questo la Catlin Seaview Survey, un progetto internazionale per la tutela dei reef e dei loro abitanti, ha lanciato un nuovo database online che comprenda foto panoramiche e ad alta risoluzione delle barriere coralline più minacciate del nostro pianeta: una sorta di diario fotografico che immortali, passo per passo, lo stato di salute di questi ambienti e aiuti scienziati e grande pubblico a capire che cosa è necessario fare per proteggere il futuro dei reef.

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Le basi del progetto erano già state gettate nel settembre 2012, quando la Catlin Seaview Survey ha iniziato a documentare la composizione e le condizioni della Grande Barriera Corallina. In quell'occasione, sono state realizzate più di 100 mila immagini panoramiche a 360 gradi su tutta la lunghezza del reef (mica poco: 2300 km) e a diverse profondità.

Dato il successo di questo primo lavoro, il team ha allargato i propri obiettivi, arrivando a fotografare i reef di Belize, Messico, Aruba, Galápagos, Filippine e altri affascinanti mondi sommersi. Per realizzare le foto, è stata utilizzata una speciale fotocamera subacquea chiamata SVII (e la sua versione più avanzata, la SVII-S), che consente di realizzare panoramiche a 360 gradi a ritmo continuo, ogni 3 secondi, nuotando a una velocità di circa 4 chilometri all'ora.

Questo nuovo database, chiamato Reef Record, incrocerà le immagini con i dati di agenzie ambientali specializzate come la NOAA, la Scripps Institution of Oceanography, il World Resources Institute e il Global Change Institute. Le foto forniranno così le prove di ciò che è indicato da numeri e statistiche. L'ultima spedizione del team alle Bermuda, per esempio, ha confermato le prime, lievi tracce del bleaching, lo sbiancamento dei coralli dovuto all'aumento della temperatura dell'acqua, già in precedenza segnalato dalla NOAA.

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24 Settembre 2013 | Elisabetta Intini