Un sistema immunitario per le piante

I microbi presenti nel suolo si comportano come la flora batterica del nostro intestino: tengono alla larga infezioni e parassitosi dai raccolti.

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Una miniera di difese nascoste.|U.S. Department of Agriculture

Per difendere i raccolti da funghi, batteri e parassiti abbiamo sviluppato una vasta gamma di pesticidi, che se da una parte offrono qualche buon risultato (a patto di innovare frequentemente i prodotti), dall'altra hanno anche diversi effetti collaterali. Eppure il segreto per proteggere con maggiore efficacia le nostre coltivazioni potrebbe essere sotto ai nostri piedi.

 

Come sostengono alcuni scienziati in un articolo pubblicato su Science, i microbi del suolo tutelano ciò che vi cresce sopra agendo in modo analogo al sistema immunitario del corpo umano.

Revival scientifico. L'idea che la presenza di batteri non patogeni nel terreno protegga le piante dall'aggressione di microbi e parassiti non è nuova. Già nel 1931 lo scienziato canadese A.W. Henry si era accorto della presenza, in diversi tipi di suolo, delle spore di un fungo che poteva attaccare e faceva marcire le radici, ma che sembrava rimanere silente. Henry realizzò che per permettere al fungo di diffondersi, avrebbe dovuto sterilizzare il suolo: il microbioma dei terricci in salute sembrava tenere il patogeno a bada.

 

Scudo e frecce. Ora Mark Mazzola, patologo delle piante del Dipartimento dell'Agricoltura americano, e Jos M. Raaijmakers, dell'Istituto di Ecologia olandese, stanno cercando di catalogare questi microrganismi "buoni", che agiscono in modo molto complesso. Proprio come i microbi del sistema immunitario, infatti, adottano due diverse strategie: una difesa collettiva delle piante contro ogni tipo di invasione, e attacchi mirati contro nemici specifici.

 

Chi prima arriva... Quando il suolo brulica di microrganismi "nativi", questi consumano una tale quantità di nutrienti che agli invasori non rimangono risorse, o ne restano troppo poche per prosperare. Così funziona la protezione "di gruppo". Altri batteri prendono invece di mira patogeni particolari. Quelli del genere Pseudomonas, per esempio, proteggono il grano da un fungo che ne fa marcire le radici, perché nutrendosi degli elementi prodotti dal cereale producono un composto tossico per il patogeno. 

 

Come agire? Importare un singolo microbo nel suolo per proteggere le piante da un batterio, però, spesso non funziona: i microrganismi agiscono in complessi ecosistemi, spesso coordinati dalle piante stesse, che richiamano come guardie del corpo specifiche specie batteriche rilasciando particolari sostanze chimiche nella terra.

 

Una possibile strategia potrebbe essere, quindi, coltivare piante in grado di auto-organizzare le proprie difese. Un'altra, è incoraggiare lo sviluppo di microrganismi già naturalmente presenti nel terreno, nutrendo quelli che svolgono un'azione protettiva.

 

 

22 Giugno 2016 | Elisabetta Intini