Tornado: domande e risposte e la scienza dei tornado

Le domande più comuni e le risposte dalla scienza sui tornado, come quelli che in queste ore stanno devastando gli Stati Uniti. Sono in aumento? In Italia hanno la stessa potenza distruttiva? E a fine notizia, gli incredibili video di alcuni dei tornado di questi giorni.

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Un cumulo di macerie a Washington, Illinois, negli Stati Uniti, dopo il passaggio di un tornado. (Foto: Jim Young, Reuters) |

Almeno 70 tornado nel Midwest, temporali fortissimi (soprattutto lunga la costa orientale, New York compresa), grandinate intense hanno devastato domenica 17 novembre, minacciando 53 milioni di persone in 10 stati diversi e lasciando - dopo il loro passaggio - decine di migliaia di persone senza casa. Il bilancio della devastante sequenza di tornado è ancora provvisoria. Per capire la portata di questa ennesima tragedia degli eventi atmosferici estremi, abbiamo raccolto le più comuni domande e risposte scientifiche sui tornado, per provare a capire cosa sia successo.

Che cosa sono e come nascono i tornado?
Un tornado è un fenomeno meteorologico improvviso e violento: dove passa rade al suolo edifici di uno-due piani, sradica alberi secolari, solleva automobili. Nell’epicentro del tornado il vento raggiunge i 600 chilometri l’ora e l’aria ha una pressione bassissima, inferiore ai 900 millibar.
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La Scala Fujita misura l'intensità di un tornado dai danni che questo ha apportato alle strutture costruite dall'uomo. È utilizzabile, quindi, solo dopo il passaggio del tornado e va da un minimo F0 (danni leggeri, rami caduti e cartelli stradali divelti, a un massimo di F5 (dnani gravissimi, case sollevate dalle fondamenta, auto sollevate e scagliate lontane come missili).

Questo tipo di misurazione solleva alcune problematicità: i danni inflitti dal vento, per esempio, sono legati al tipo di costruzioni presenti nella zona. Altri parametri da considerare sono l'ampiezza del tornado e la durata della sua permanenza al suolo.

 

Tornado nel Midwest degli Stati Uniti: le foto della distruzione
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No, secondo il National Weather Service americano. La lieve crescita che si riscontra nella frequenza di tornado negli ultimi 55 anni sarebbe legata ai più avanzati sistemi di monitoraggio operati dai radar della NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) che registrano i danni inflitti dai tornado anche nel caso di eventi minori che non vengono documentati altrimenti. Un tempo questi strumenti non c'erano: il trend al rialzo potrebbe spiegarsi semplicemente così.

 

Il 75% di tutti i tornado della Terra colpisce il Nord America. In particolare quella che i media hanno ribattezzato "Tornado Alley" (corridoio dei tornado), una macroregione centro e sud orientale degli Stati Uniti che comprende Oklahoma, Kansas, Arkansas, Missouri, Iowa, Texas e il Colorado orientali, ma anche il nord della Louisiana, il centro e il sud di Minnesota e Sud Dakota, Mississippi, parte di Illinois, l'Indiana, Nebraska, Tennessee, Kentucky e Wisconsin.

La ragione è da cercare nella posizione geografica dell'area: l'aria calda e umida proveniente dal Golfo del Messico rimane intrappolata tra due fronti opposti, l'aria calda e asciutta continentale e quella fredda e secca proveniente dalla Montagne Rocciose. Quando queste masse d'aria collidono, possono generare le cosiddette supercelle, fenomeni temporaleschi particolarmente violenti che possono evolvere in tornado. Negli USA, l'Oklahoma è al quarto posto per numero di tornado dopo Texas, Kansas e Florida. Negli Stati Uniti si verificano ogni anno in media 1253 tornado all'anno.

I tornado che hanno colpito gli USA dal 1950 al 2006

 

Tornado e tromba d'aria sono la stessa cosa (la prima è una denominazione che abbiamo mutuato dagli USA): entrambi i termini si riferiscono a quel mulinello scuro che si vede scendere dalle nuvole e che, pochi istanti dopo, scatenerà la sua furia distruttrice. Bisogna distinguere, invece, tra tornado di origine mesociclonica o non mesociclonica.

Il primo è un vortice d'aria che discende da un grosso cumulonembo che presenta un moto vorticoso al suo interno (la supercella) che ruota intorno a un'area di bassa pressione e in cui direzione e velocità dei venti cambiano con l'altezza; gran parte dei tornado che si verificano nella "Tornado Alley" hanno questa origine. I tornado di natura non mesociclonica sono invece più deboli e si dissolvono in pochi minuti. E gli uragani o i tifoni? Sono un'altra cosa ancora, come spieghiamo in questa domanda e risposta


[Da sapere: il decalogo per difendersi da una tromba d'aria]

 

In molte regioni italiane i tornado sono fenomeni frequenti, anche se non raggiungono la stessa intensità che hanno negli Stati Uniti. Regioni come la Lombardia, l'Emilia Romagna, il Veneto, il Friuli-Venezia Giulia, la Puglia e la Sicilia sono da considerarsi più a rischio di tornado violenti, anche se ad essere maggiormente colpite sono le coste tirreniche dello Stivale.

I colpevoli sono anche in questo caso la morfologia del territorio (le grandi pianure sono più soggette a questi fenomeni) e gli scontri tra correnti d'aria calda e d'aria fredda di diversa provenienza (per esempio, l'arco alpino per l'aria fredda in Emilia e Lombardia, l'Africa per le correnti d'aria calda in Sicilia e Puglia). Non abbiamo, comunque, le sterminate pianure del centro degli Stati Uniti, dove la differenza di temperature tra le correnti d'aria è molto maggiore che nel nostro Paese.

Per approfondire: perché in Italia sono così frequenti le trombe d'aria?

 

Il servizio di Abc World News.

 


Un video amatoriale registrato a Decker, nell'Indiana.

 


Le immagini di 4 tornado raccolti da Storm Chasing Video, un'agenzia che si occupa di filmare gli eventi atmodferici estremi che avvengono negli Stati Uniti.

 

18 novembre 2013 | Elisabetta Intini