Sull'isola di Guam, i serpenti uccidono la foresta

I rettili arboricoli, praticamente privi di predatori, hanno cancellato quasi tutte le specie di uccelli che si occupano di disperdere i semi. Decimando il numero di nuove piante nate.

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I veri padroni di Guam. | Miles Barton/Nature Picture Library/contrasto

I serpenti bruni arboricoli (Boiga irregularis) che dalla Seconda Guerra Mondiale hanno invaso l'isola di Guam, nel Pacifico occidentale, stanno condannando alla scomparsa anche gran parte delle sue piante.

 

Fuori controllo. La piccola isola di 50 km per 10 nell'arcipelago delle Marianne ospita ormai 2 milioni di questi predatori notturni, innocui per l'uomo ma velenosi e fatali per gli uccelli del luogo. I rettili giunti sull'isola 70 anni fa a bordo di navi cargo militari, hanno trovato nella giungla locale un habitat praticamente privo di predatori. Negli anni '80 avevano ormai causato la scomparsa di 10 delle 12 specie di uccelli endemici, condannando la sua foresta a un innaturale e inquietante silenzio.

 

Effetto a cascata. Ora i ricercatori dell'Università del Colorado hanno sollevato un'altra preoccupazione: quella che i serpenti possano determinare, indirettamente, anche la diminuzione della vegetazione.

 

Il 70% degli alberi di Guam si riproduce infatti grazie alla dispersione dei semi da parte di uccelli che si nutrono di frutta. Ma solo il 10% dei semi finisce oggi effettivamente al suolo nei pressi della pianta madre. In base alle nuove stime, pubblicate su Nature Communications, il numero di nuovi alberi sull'isola potrebbe pertanto diminuire di una quantità compresa tra il 61 e il 92%.

 

14 marzo 2017 | Elisabetta Intini