Natura

Tracce della più antica forma di vita terrestre

Sono stromatoliti, ossia strutture prodotte da organismi viventi che crebbero in prossimità di geyser 3,5 miliardi di anni fa. Dov'è nata la vita sulla Terra? Negli oceani o sulla terraferma?

Quelli scoperti da un gruppo di ricercatori della University of New South Wales (Sidney) potrebbero essere le testimonianze degli organismi più antichi mai scoperti sulla terraferma. Si tratta di stromatoliti che si svilupparono in prossimità di sorgenti termali 3,48 miliardi di anni fa.

Le stromatoliti non sono degli organismi bensì delle strutture sedimentarie che si osservano generalmente in rocce calcaree e che sono state create con l’aiuto di organismi viventi, in particolare da microrganismi procarioti (organismi senza nucleo e altre strutture cellulari) e microscopiche alghe eucariote (organismi provvisti di nucleo cellulare).

Il più antico fossile mai rinvenuto è vecchio di 3,7 miliardi di anni: venne scoperto nel 2016 in Groenlandia, un'area all'epoca caratterizzata da un mare poco profondo.

L’attuale scoperta, presentata su Nature Communications, è frutto dell'analisi di rocce prelevate nel cratone Pilbara (Australia Occidentale): i cratoni sono aree molto antiche e stabili della crosta terrestre. Quello australiano è di 3,6 miliardi di anni fa.

L’importanza della scoperta sta nel fatto che gli organismi viventi che hanno edificato le stromatoliti dimostrano in modo incontrovertibile che la vita primordiale sulla terraferma si sviluppò in prossimità dei geyser che caratterizzavano il nostro pianeta dopo il cosiddetto intenso bombardamento tardivo di asteroidi, tra 4,1 e 3,8 miliardi di anni fa.

stromatoliti, com'è nata la vita sulla terra?
Strutture stromatolitiche prodotte da forme di vita primordiali. Una ricerca del 2013 ha rinvenuto tracce analoghe, anche in quell'occasione nel cratone Pilbara e attribuite "a antichi indizi di vita", attorno a 3,5 miliardi di anni fa. Quelle stromatoliti erano però collocate in "un antico ambiente di spiaggia", a differenza delle stromatoliti cui fa riferimento la nuova ricerca, collocate in prossimità di sorgenti termali. La domanda, allora, è proprio questa: la vita è nata negli oceani o sulla terraferma? C'erano condizioni tali da permetterne lo sviluppo indipendente nei due ambienti? © UNSW

Una delle prime conseguenze della scoperta è che, a questo punto, bisogna chiedersi se la vita è nata negli oceani oppure sulla terraferma o, ancora, se le condizioni promordiali del nostro pianeta erano tali da permettere lo sviluppo indipendente nei due diversi ambienti.

Marte connection. Spiega Tara Djokic, coordinatrice del lavoro, che «la ricerca è importante non solo per capire com'è nata la vita sulla Terra, ma per le importanti implicazioni e correlazioni con la ricerca della vita su Marte, perché il Pianeta Rosso presenta testimonianze di antichi depositi termali di età simile alla Formazione Dresser, dove sono state rinvenute le stromatoliti».

La questione diventa estremamente interessante soprattutto considerato che il rover dell’Agenzia apaziale europea, ExoMars 2020, dovrebbe atterrare nella regione nota come Columbia Hills, che si ritiese ospitasse, nel lontano passato, una sorgente termale.

stromatoliti, com'è nata la vita sulla terra?
Le Columbia Hills, dove atterrerà ExoMars 2020. © NASA

Lo studio delle stromatoliti australiane e il confronto con quanto troverà ExoMars 2020 sarà di fondamentale importanza per capire se anche su Marte la vita potrebbe essere sbocciata in prossimità di geyser. Su questo fatto Martin Van Kranendonk, direttore dell’Australian Centre for Astrobiology, ha aggiunto che «le rocce di Pilbara hanno un’età simile a quella delle rocce marziane dove scenderà ExoMars: le Columbia Hills di Marte potrebbero riservarci molte emozionanti sorprese».

L'ottimismo potrebbe essere giustificato: alcuni mesi fa ricercatori italiani del CNR hanno individuato, su Marte, nelle foto del rover Opportunity, quelle che secondo loro somigliano in tutto e per tutto a strutture stromatolitiche.

12 maggio 2017 Luigi Bignami
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