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Sono i pipistrelli la fonte del coronavirus?

2019-nCoV: alcuni ricercatori hanno dubbi sul fatto che il coronavirus cinese provenga dai pipistrelli.

Ferro di cavallo cinese (Rhinilophus sinicus)
Il capo di un ferro di cavallo cinese (Rhinolophus sinicus), che abita l'est dell'Asia. | Nguyễn Trường Sơn

La sequenza del nuovo coronavirus proveniente dalla Cina, il 2019-nCov, è stata determinata molto velocemente un po' in tutto il mondo - Italia compresa, anche se non "prima in Europa" com'è stato sbandierato. Un risultato che, tra l'altro, permette di indagare per cercare di capire quale sia la fonte del virus: dato per scontato che proviene da un animale selvatico, il primo suggerimento è che l'origine sia un pipistrello, in particolare il ferro di cavallo cinese (Rhinolopuhs sinicus). Come riporta la rivista Lancet, "Per 2019-nCoV i pipistrelli sono l'origine probabile, sulla base delle prove sequenziali di campioni nei primi pazienti che hanno sviluppato la polmonite, in cui i ricercatori hanno trovato un'identità dell'85% con un genoma precedentemente pubblicato di coronavirus, simile a SARS di pipistrello". Questo perché i pipistrelli sono "accusati" di ospitare numerosi virus senza esserne vittime, e quindi poter fungere da sorgente delle infezioni.

Il punto di vista degli zoologi. Alcuni studiosi di pipistrelli, però, come Merlin Tuttle, fondatore dell'associazione Bat conservation e notissimo chirotterologo, mettono fortemente in dubbio queste accuse, basandosi su alcune considerazioni. Per esempio, nonostante si dica che i pipistrelli siano portatori di un numero maggiore di virus rispetto ad altri animali, non sono documentati maggiori rischi di trasmissione tra loro e l'uomo. Nel caso della SARS, un altro coronavirus attribuito all'origine (2002) ai pipistrelli, ci sono oggi forti dubbi che la caverna nello Yuannan (Cina) in cui è stato trovato una versione di SARS simile a quella umana fosse la fonte dell'infezione, perché la grotta si trova a circa 1.000 chilometri da Guangdong, dov'è iniziata l'infezione.

 

Anche per un'altra epidemia, la MERS, scoppiata nel 2012 in Medio Oriente, erano stati accusati i pipistrelli, prima di scoprire che all'origine dell'infezione c'erano i dromedari. Gli stessi dubbi ci sono anche per Ebola: anche per questa terribile infezione sono stati accusati i pipistrelli, ma siamo lontani dalle certezze. Infine, molti ritengono che prima di arrivare all'uomo il virus 2019-nCoV sia passato in un ospite intermedio ‒ in altri casi si parlava di un viverride, la civetta delle palme comune.

 

Convivenza pacifica. Come dice Tuttle, «con i pipistrelli abbiamo una lunga storia di coabitazione, in grotte, capanne di paglia e baite. Milioni di uomini in Africa, Asia e nelle isole del Pacifico e dell'Oceano Indiano si nutrono di pipistrelli; migliaia di abitanti dei tropici del Vecchio Mondo trascorrono innumerevoli ore nelle caverne di pipistrelli per raccogliere il guano; migliaia di speleologi sportivi esplorano grotte in tutto il mondo... Il tutto senza incappare in focolai di malattie!»

 

In conclusione, le funzioni ecologiche dei pipistrelli sono innumerevoli (dall'impollinazione alla dispersione dei semi degli alberi) e farli diventare bersagli di una persecuzione sulla base di "sospetti", e forse anche perché è comodo indicare subito un colpevole, potrebbe portare a gravi conseguenze ecologiche.

 

5 febbraio 2020 | Marco Ferrari