Quando le api si trasferiscono in città

Ampia, di design, immersa nel verde, sistema anti-intrusione e pulizie incluse: è il Bee Collective’s Sky Hive di Maastricht, in Olanda, la nuova casa in città delle api fiamminghe. Realizzata anche per sensibilizzare i cittadini sul problema della moria di api.

Vedi anche: un hotel per insetti a Londra, le api al microscopio e altri alveari di città.

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In controtendenza rispetto a quanti scappano dalle città, le api olandesi sembrano apprezzare la loro nuova casa nel centro di Maastricht. In cima a una torre gialla alta circa 20 metri svetta il primo prototipo di Sky Hive, l'alveare urbano di design creato per incrementare e sostenere l'apicoltura in città, garantendo allo stesso tempo la sicurezza di api e passanti (guarda la puntura di un ape in diretta).

Al momento l'arnia ospita le prime due colonie di api, ma sono in programma altri alveari in diverse città europee. Gli alveari urbani, posizionati in luoghi strategici e ben visibili, nascono con l'obiettivo di sensibilizzare i cittadini sull'importanza di questi piccoli insetti per il loro fondamentale ruolo di impollinatori. La drammatica moria di api a cui assistiamo da qualche anno a questa parte e la conseguente crisi in cui versa il settore dell'apicoltura, portano con sé l'inevitabile declino della biodiversità di fiori e piante, con pesanti ripercussioni in primis per l'agricoltura e, più in generale, per gli ecosistemi terrestri. Anche le ripercussioni economiche sono tutt'altro che irrilevanti: si stima infatti che il valore dell'impollinazione a livello mondiale valga circa 200 miliardi di dollari l'anno.

Una volta a settimana, apicoltori specializzati si prendono cura delle api occupandosi della manutenzione dell'alveare e della raccolta del miele prodotto, oltre che della salute e crescita della colonia. Queste visite costituiscono anche un'opportunità per incontrare il pubblico e informarlo sull'attività dell'apicoltore, sulla produzione del miele e sulla vita di questi piccoli insetti, poco conosciuti ma così fondamentali per la salute del nostro pianeta.

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La moda degli alveari sui tetti delle città è diffusa in mezzo mondo (vedi Alveari in città). Sembra infatti che le api di città, che hanno fiori molto vari e più o meno tutto l'anno, siano più "produttive" di quelle di campagna.

A Maastricht, in Olanda, è nato però il primo alveare urbano di design: una torre gialla alta oltre 20 metri che svetta nel verde dello Sphinxpark, un parco pubblico molto frequentato.

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L'accesso all'alveare per la sua manutenzione e per estrarne il prezioso miele è molto semplice: basta azionare un sistema a manovella che permette di regolarne l'altezza, portandolo facilmente fino a terra.

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L'alta torre su cui è installato l'alveare rende possibile portare l'apicoltura in città senza pericoli per i cittadini - che non rischiano dolorose punture - e per le api, lontane da possibili malintenzionati.

Il suo colore giallo e la posizione in aree pubbliche molto frequentate ha invece lo scopo di incentivare l'apicoltura.

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Una volta a settimana un gruppo di apicoltori urbani provvede a raccogliere il miele prodotto dalle api delle Sky Hive e a effettuare le operazioni di manutenzione dell'alveare per garantire salute e crescita alle colonie ospitate.

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Gli apicoltori che curano lo Sky Hive estraggono le arnie dall'alveare per raccogliere il miele. Ma quanti fiori deve visitare un'ape per produrre il miele? Secondo gli apicoltori italiani, per produrre una sola goccia del prezioso nettare ogni ape deve visitare circa 100 fiori e per produrre un chilo di miele 30 mila api dovranno visitare 2 milioni di fiori...
 


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# Quanto lavoro per un chilo di miele!
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A Parigi sono numerosi gli alveari convenzionali posti sui tetti. Ci sono sul Grand Palais, sull'Opéra (nella foto) e sul tetto di una boutique di Louis Vuitton: vedi Alveari in città, l'apicoltura urbana.

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Alcune prediligono l'avventura mentre altre sono abitudinarie, alcune percorrono sempre gli stessi tragitti mentre altre ne cercano in continuazione di nuovi. Proprio come noi umani, anche gli insetti sembrano possedere una personalità. Questo è il sorprendente risultato di uno studio condotto dall'Università dell'Illinois che ha individuato nel cervello delle api mellifere (Apis mellifera) le stesse caratteristiche, già riscontrate nell'uomo, che rendono alcuni insetti più intraprendenti di altri.
Ma cosa fa di un'ape un'Indiana Jones? Secondo gli scienziati, alcuni geni correlati a specifici neurotrasmettitori sarebbero in grado di influire sulla predisposizione al cambiamento del singolo insetto.
In particolare, lo studio ha preso in considerazione i due differenti tipi di api esploratrici: quelle che vanno alla ricerca di un nuovo alveare e quelle che invece si lanciano verso l'ignoto in cerca di cibo. Gli scienziati, dopo due anni di osservazioni in otto diverse colonie, hanno scoperto che gli individui che solitamente esplorano luoghi sconosciuti alla scoperta di nuovi nidi sono almeno tre volte più inclini a cercare nuovi campi fioriti per procurarsi il cibo rispetto ai loro compagni sedentari. In altre parole, dimostrare che un individuo tende a comportarsi nello stesso modo in contesti diversi equivale a individuare un tratto tipico della sua personalità.
Chissà se l'ape della foto è più o meno avventuriera. Di certo sappiamo una cosa: non ha nulla da invidiare a un giocoliere, riuscendo a tenere in equilibrio sul dorso ben due gocce di rugiada contemporaneamente mentre se ne sta appollaiata su un fiore. L'incredibile scatto è stato realizzato dal fotografo Sudarmanto Agus utilizzando delle speciali macro per catturare questi splendidi primi piani.

Se volete scoprire com'è fatta un ape, non perdetevi
Api kamikaze e incontri (molto) ravvicinati

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Alla larga da casa mia, o dovrai passare sul mio cadavere! È più o meno questo quello che passa per la testa di un’ape operaia (gen. Apis) ogni volta che qualcuno mette gli occhi sul suo alveare. E c’è da prenderla in parola, perché pur di difendere il suo "nido"- e l’ape regina che vi abita - il coraggioso insetto è disposto a tutto. Anche a lanciarsi in una pericolosa missione suicida.
Conficcando il pungiglione (qui al microscopio) nel corpo dell’intruso infatti, l’ape firma la sua condanna a morte. L’aculeo non perfettamente liscio, ma "seghettato", rimane incastrato nella pelle del malcapitato e nel tentativo di estrarlo, l’operaia si strappa parte delle viscere addominali. Morendo così nel giro di un paio di giorni.
Grande fratello nell'alveare (guarda)
Punture d'api contro il dolore

[E. I.]

In controtendenza rispetto a quanti scappano dalle città, le api olandesi sembrano apprezzare la loro nuova casa nel centro di Maastricht. In cima a una torre gialla alta circa 20 metri svetta il primo prototipo di Sky Hive, l'alveare urbano di design creato per incrementare e sostenere l'apicoltura in città, garantendo allo stesso tempo la sicurezza di api e passanti (guarda la puntura di un ape in diretta).

Al momento l'arnia ospita le prime due colonie di api, ma sono in programma altri alveari in diverse città europee. Gli alveari urbani, posizionati in luoghi strategici e ben visibili, nascono con l'obiettivo di sensibilizzare i cittadini sull'importanza di questi piccoli insetti per il loro fondamentale ruolo di impollinatori. La drammatica moria di api a cui assistiamo da qualche anno a questa parte e la conseguente crisi in cui versa il settore dell'apicoltura, portano con sé l'inevitabile declino della biodiversità di fiori e piante, con pesanti ripercussioni in primis per l'agricoltura e, più in generale, per gli ecosistemi terrestri. Anche le ripercussioni economiche sono tutt'altro che irrilevanti: si stima infatti che il valore dell'impollinazione a livello mondiale valga circa 200 miliardi di dollari l'anno.

Una volta a settimana, apicoltori specializzati si prendono cura delle api occupandosi della manutenzione dell'alveare e della raccolta del miele prodotto, oltre che della salute e crescita della colonia. Queste visite costituiscono anche un'opportunità per incontrare il pubblico e informarlo sull'attività dell'apicoltore, sulla produzione del miele e sulla vita di questi piccoli insetti, poco conosciuti ma così fondamentali per la salute del nostro pianeta.