Sicurezza alimentare: agricoltura e cambiamenti climatici

I dati sulla produzione agricola globale per le principali colture sono complessi: il quadro generale suggerisce che è necessario elevare il livello di attenzione.

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Germania: coltivazioni distrutte da un'estate eccessivamente calda e secca. In molti Paesi non autosufficienti dal punto di vista agricolo/alimentare, si accusano conseguenze negative più marcate sul fronte della produzione agricola.|Tanja Esser / Shutterstock

Orzo, mais, manioca, palma da olio, colza, riso, sorgo, soia, canna da zucchero, grano: sono le dieci principali colture al mondo, e forniscono l'83% delle calorie assunte con l'alimentazione. Vari studi hanno previsto che, in futuro, assisteremo a un'importante riduzione dei raccolti, se i cambiamenti climatici in atto dovessero proseguire con l'intensità attuale.

 

Adesso, una nuova ricerca dimostra che il cambiamento climatico ha già influenzato negativamente la produzione di queste risorse vitali, e che in alcune regioni del mondo la riduzione è più marcata che in altri. Lo studio, pubblicato su PLOS ONE, condotto da un team di ricercatori delle università del Minnesota, di Oxford e di Copenaghen, ha messo a confronto i dati meteorologici e i dati dei raccolti agricoli degli ultimi anni per valutare l'impatto del clima sull'agricoltura.

 

I risultati sono riepilogati in questa infografica:

 

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Infografica (clicca sull'immagine per ingrandirla). I cambiamenti climatici e l'impatto sulla produzione agricola globale (tonnellate/ettaro/anno) per a) orzo; (b) manioca; (c) mais; (d) olio di palma; e) colza; (f) riso; (g) sorgo; (h) soia; (i) canna da zucchero; (j) grano - Variazioni di color marrone: indicano regioni dove si riscontra una riduzione della resa agricola; variazioni di color verde: un guadagno in termini di resa. Aree bianche: dati non coerenti col modello adottato; aree in grigio scuro: dati non studiati; aree in grigio chiaro: regioni per le quali non sono disponibili dati oppure con volumi agricoli non significativi. | Ray et al. 2019, via PLOS One

 

In estrema sintesi:

 

# 1 # i cambiamenti climatici causano (a livello mondiale) una significativa variazione nel rendimento delle principali colture; la riduzione media complessiva è dell'1%, ma si declina dal -13,4% della palma da olio al +3,5% della soia;

# 2 # l'impatto dei cambiamenti climatici sulla produzione alimentare agricola sono per lo più negativi per Europa, Africa meridionale e Australia, mentre sono leggermente positivi per l'America meridionale; più incerti (tra positivi e negativi) per Asia, America centrale e settentrionale;

# 3 # la metà di tutti i Paesi non autosufficienti nella produzione alimentare agricola accusano una riduzione della produzione, e questo vale anche per alcuni Paesi industrializzati dell'Europa Occidentale.

 

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La soia, un legume usato prevalentemente per l'alimentazione umana e degli animali da allevamento, sembra avere beneficiato (in termini di resa agricola) del cambiamento climatico in atto. | WikiMedia

 

I risultati dello studio sono sotto esame da parte delle agenzie delle Nazioni Unite che si occupano degli obiettivi per lo sviluppo sostenibile. «Il lavoro ci mostra una situazione molto complessa», commenta Snigdhansu Chatterjee (Istituto di statistica dell'università del Minnesota): «è necessaria una elaborata modellazione statistica e una valutazione dei dati estremamente rigorosa», anche per arrivare a dare le giuste indicazioni per sviluppare politiche agricole ragionevoli, per evitare che vi siano Paesi che si ritrovino a essere totalmente dipendenti da altri per i propri bisogni alimentari - «uno scenario verosimile che dobbiamo cercare di evitare».

 

08 Giugno 2019 | Luigi Bignami