Natura

Sabbie mobili fai da te

Un fisico olandese è in grado di realizzare potenti sabbie mobili. In laboratorio e senza acqua.

Sabbie mobili fai da te
Un fisico olandese è in grado di realizzare potenti sabbie mobili. In laboratorio e senza acqua.

Addio cara. Non te l'ho detto, ma quelle sono sabbie mobili.
Addio cara. Non te l'ho detto, ma quelle sono sabbie mobili.

La sabbia ha il loro fascino e la sua attrattiva. Per via dei giochi che vi si possono compiere per esempio. Ma se vi capita di trovarvi nei laboratori dell'Università di Twente in Olanda, state alla larga dalla sabbia che potreste trovare. Si tratta di sabbie mobili, costruite da Detlef Lohse e dalla sua equipe di scienziati con sabbia asciutta.
Le mortali sabbie mobili, infatti, di solito sono costruite da un impasto di sabbia, acqua e argilla. L'acqua che arriva dal basso altera la coesione tra i granelli e “gonfia” la sabbia. E un qualsiasi oggetto pesante inizia a sprofondare.
Trappola d'aria. Lohse invece è riuscito a dimostrare che si può essere inghiottiti anche da una sabbia completamente asciutta. E per di più del tutto simile a quella normale. Il segreto del suo esperimento, descritto sulla rivista Nature , sta tutto nel soffiare aria tra i granelli di sabbia, mescolandoli tra loro e rendendo la struttura molto instabile, come per esempio un castello di carta.
Una volta terminato di “pompare” aria, la sabbia ha mantenuto la sue proprietà di inghiottire oggetti. Lohse ha dunque provato a porre delle palline da ping pong leggermente appesantite sulla sabbia. In un baleno sono sparite (vedi sequenza fotografica o il video al rallentatore). A differenza delle sabbie mobili, le “sabbie ariose” inghiottiscono le loro “prede” molto rapidamente. Secondo Lohse, la scoperta potrebbe spiegare alcune repentine e misteriose sparizioni nel deserto.
Fare il “morto” per non morire. Ad ogni modo, per chi si dovesse trovare nelle sabbie mobili il consiglio degli esperti è semplice: mantenere la calma e non compiere movimenti bruschi. Con gesti molto lenti ci si libera di eventuali pesi (zaini, pacchi) che possono accelerare lo sprofondamento. Quindi bisogna cercare di stendersi sul dorso, tentando di fare il morto come in acqua e facilitando il galleggiamento. E poi nuotare piano piano verso riva.

(Notizia aggiornata al 22 dicembre 2004)

20 dicembre 2004
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