Roma e Milano le peggiori in Europa nella lotta allo smog

Secondo un recente studio tedesco Roma e Milano sono le città europee meno impegnate nella lotta allo smog.

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La classifica delle città europee impegnate nella lotta allo smog |

Se abitate a Roma o Milano sarà meglio che vi decidiate a lasciare a casa la macchina per convertirvi ai mezzi pubblici e alla bici. Secondo un recente studio tedesco infatti, la nostra capitale sarebbe la città meno virtuosa d’Europa dal punto di vista ambientale seguita a poca distanza da Milano.
Gli esperti di Friends of the Earth e dall'European Environmental Bureau, la più grande federazione continentale di associazioni ambientaliste, hanno stilato una classifica delle metropoli europee ordinandole in base all’efficienza nella riduzione del biossido di azoto (N02) e delle polveri sottili (PM 2,5 e PM10) prodotte dall’inquinamento veicolare.

Gli ultimi saranno i primi. A inquinare
Secondo la ricerca le due grandi città italiane sarebbero il fanalino di coda nell’attuazione di politiche volte alla riduzione dell’inquinamento, per esempio l'incentivazione all’uso del trasporto pubblico, la realizzazione di piste ciclabili, la limitazione alla circolazione delle auto e così via. Nemmeno il tanto discusso Ecopass, introdotto nel capolouogo lombardo qualche anno fa, sembra aver convinto gli esperti tedeschi.
Ma se l’Italia piange, nel resto d’Europa non se la passano meglio: nemmeno Berlino, che è risultata essere la città più impegnata nella lotta allo smog, ha superato l’esame con il massimo dei voti.

Lo smog è di destra o di sinistra?
Ciò che sembra aver particolarmente penalizzato Roma e Milano rispetto alle altre città europee è l’approccio politico e non scientifico al problema dell’inquinamento.
Lo ha sottolineato in un’intervista al Corriere della Sera Andrea Poggio, vicedirettore nazionale di Legambiente: «All'estero anche quando cambia l’amministrazione, non si interrompono tutte le attività intraprese: la lotta al traffico, gli investimenti per i mezzi pubblici o le multe agli inquinatori, in Italia invece basta un cambio di assessore o di consiglio d'amministrazione di una società per ribaltare ogni scelta».

 

9 settembre 2011 | Franco Severo