Prima e dopo: le Cinque Terre ricostruite e ripulite dopo l'alluvione

Nove mesi dopo l’alluvione dell'ottobre 2011 le Cinque Terre sono rinate (vedi articolo). Ripulite e tornate al loro splendore, Vernazza e Monterosso hanno ricominciato a vivere, come testimoniano queste foto in esclusiva che documentano lo scempio di ieri e la bellezza ritrovata di oggi.

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Residenti e volontari all'opera per una strada di Monterosso invasa dal fango dopo l'alluvione del 25 ottobre 2011. 
È stato stimato che il fiume incanalatosi nelle vie del paese trasportasse tra i 120 e i 240 m3di fango al secondo.

Foto: © Massimo Sestini/OLYCOM

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Il 25 luglio 2012 la stessa strada di Monterosso, Via San Pietro, si presentava così: negozi e locali hanno riaperto e i turisti girano per il paese.

Foto: © Massimo Sestini

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Un elicottero sorvola la piazzetta sul porto di Vernazza a poche ore dall'alluvione.

Foto: © Massimo Sestini/OLYCOM 

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Il porticciolo di Vernazza dopo 9 mesi dall'alluvione si presenta così.
Dal borgo sono stati portati via 60 mila m3 di detriti.

Foto: © Massimo Sestini

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Vernazza, 26 ottobre 2011. La piazzetta sul mare con la chiesa di Santa Margherita di Antiochia del 1300 invasa dai detriti.

Foto: © Massimo Sestini/OLYCOM 

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Il 26 luglio 2012 la spiaggetta di Vernazza sgombra e con bimbi e bagnanti . 


Foto: © Massimo Sestini

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Il mare sporcato dal fango.

Foto: © Massimo Sestini/OLYCOM 

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Il Colle dei Cappuccini (a destra), con la torre medioevale Aurora, separa il borgo antico da quello moderno a ovest.

Foto: © Massimo Sestini

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Non si entra nella Vineria Santa Marta in via Roma 44. La scatola di cartone e il muro dilavato dimostrano che l’acqua era arrivata sopra la tenda.
A Vernazza l'acqua era arrivata anche a 9 metri d'altezza.

Foto: © Massimo Sestini/OLYCOM 

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L'enoteca ha riaperto, le strade ripulite accolgono i turisti, la vita per gli abitanti del paesino scorre normale come prima dell'alluvione.

Foto: © Massimo Sestini

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Monterosso. Uno scorcio di via Roma subito dopo l’alluvione: in primo piano Simone Viviani al lavoro.

Foto: © Massimo Sestini/OLYCOM 

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Simone Viviani, bagnino al Baia Hotel, torna a passeggio nella via centrale.

Foto: © Massimo Sestini

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Un bar devastato dall’alluvione sotto i portici di via Roma.  

Foto: © Massimo Sestini/OLYCOM 

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Monterosso oggi: l'arredamento rinnovato del  bar Davi accoglie i turisti che si godono l’ombra. 


Foto: © Massimo Sestini

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Vernazza, via Roma all’altezza del civico 2. I detriti vengono trasportati con le ceste della vendemmia.
Nei due paesi di Vernazza e Monterosso l’alluvione del 25 ottobre 2011 ha ucciso 4 persone.

Foto: © Massimo Sestini/OLYCOM 

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Vernazza oggi. Nel paese è tornata visibile l’insegna della Farmacia Elena, prima inghiottita dai detriti.

Foto: © Massimo Sestini

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Monterosso. L’interno dell’Oratorio della Confraternita dei Bianchi o di Santa Croce pieno di fango.

Foto: © Massimo Sestini/OLYCOM 

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La chiesa dopo i lavori di risistemazione 

Foto: © Massimo Sestini

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Subito dopo l’alluvione il porticciolo invaso da 6.500 m3 di detriti.

Foto: © Massimo Sestini/OLYCOM 

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Il porticciolo è tornato come una volta. In soli 20 giorni i detriti sono stati portati via, controllati dall?'Arpal, l'agenzia regionale dell’ambiente che li ha ritenuti adatti al riutilizzo per ricostituire la spiaggia della Tagliata a est dell’abitato.

Foto: © Massimo Sestini

Residenti e volontari all'opera per una strada di Monterosso invasa dal fango dopo l'alluvione del 25 ottobre 2011. 
È stato stimato che il fiume incanalatosi nelle vie del paese trasportasse tra i 120 e i 240 m3di fango al secondo.

Foto: © Massimo Sestini/OLYCOM
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