La pianta carnivora che comunica con i pipistrelli

Attira i chirotteri utilizzando i loro stessi ultrasuoni, per nutrirsi poi dei loro escrementi.

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Una chiacchierata tra amici.|Ch'ien Lee/Minden Pictures/contrasto

Una pianta carnivora che cresce nel Borneo ha sviluppato un singolare sistema per comunicare con i pipistrelli: la Nepenthes hemsleyana, una specie del genere Nepente, è infatti in grado di riflettere gli ultrasuoni emessi dai chirotteri, in modo da attirarli nelle vicinanze del proprio ascidio (la foglia-contenitore).

 

L'obiettivo della pianta non è però quello di nutrirsi del mammifero, bensì di ottenerne gli escrementi per ricavarne nutrienti essenziali per la propria sopravvivenza. Lo studio che descrive questo raffinato meccanismo adattativo è stato pubblicato sulla rivista  Current Biology.

 

Un esemplare di Nepenthes hemsleyana. | Ch'ien Lee/Minden Pictures/contrasto

Le piante carnivore sono vegetali che si nutrono di animali: solitamente insetti e altri artropodi, e in casi rari non disdegnano rettili, piccoli mammiferi e minuscoli uccelli. La particolare dieta è determinata dalla povertà del terreno su cui crescono (rocce, torbiere, paludi) e permette di colmare, ad esempio, la carenza di azoto attraverso l'assimilazione delle proteina animali.

 

Specchio riflesso. Di norma le piante carnivore usano il loro nettare, i colori brillanti o specifici odori per attirare gli insetti nelle nei pressi della loro sacca, dove vengono poi intrappolati e digeriti.

 

Il team guidato da Michael Schöner, dell'Università di Greifswald (Germania), ha scoperto che la parete dell'ascidio della Nepenthes hemsleyana riflette le onde sonore generate dai pipistrelli, dando origine a un'eco di ritorno che funge da richiamo per i mammiferi (vedi immagine sotto).

 

| Current Biology

 

«In generale le piante carnivore hanno già risolto il problema della carenza di nutrienti in un modo molto insolito», spiega il ricercatore, «e nel caso della N. hemsleyana, il sistema ha preso una piega ancora più sorprendente.»

 

 

Ecolocalizzazione. I ricercatori hanno svelato il trucco grazie a un dispositivo in grado di emettere e registrare ultrasuoni. Affinché il sonar dei pipistrelli possa distinguere la Nepenthes hemsleyana da altre specie di nepente nella giungla del Borneo, le strutture riflettenti della pianta devono essere intatte; in caso contrario il fascio di suoni non rimbalza correttamente e il richiamo diventa meno efficace.

 

Un'insolita alleanza. Per la Nepenthes hemsleyana, gli insetti non rappresentano l'unica forma di sostentamento: la dieta alimentare viene infatti completata con gli scarti della digestione dei pipistrelli. Una volta attirati sul luogo i chirotteri trovano spesso rifugio tra i rami di qualche albero, da cui espellono il loro guano che si trasforma così in prezioso fertilizzante per la pianta.

 

24 Luglio 2015 | Davide Decaroli