Pericolo dall'Etna

Il magma che si accumula sotto il vulcano siciliano potrebbe causare altri terremoti.

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Pericolo dall'Etna
Il magma che si accumula sotto il vulcano siciliano potrebbe causare altri terremoti.
Quella del 27 ottobre 2002 è stata una delle più intense eruzioni della storia dell'Etna: la pioggia di cenere ha raggiunto addirittura i cieli della Libia.© Nasa
Quella del 27 ottobre 2002 è stata una delle più intense eruzioni della storia dell'Etna: la pioggia di cenere ha raggiunto addirittura i cieli della Libia.
© Nasa

Secondo alcuni studiosi dell'Istituo nazionale di geofisica e vulcanologia di Catania e Roma, l'Etna potrebbe in futuro diventare molto più pericoloso. Lo studio, pubblicato sulla rivista Science questa settimana, prende in esame molti anni di vita del vulcano siciliano, e giunge a conclusioni inquietanti. Lo studio ha considerato 647 terremoti originati nei pressi dell’Etna tra il 1994 e il 2001. Secondo Domenico Patanè, l’autore principale dell’articolo, questi terremoti sono stati provocati da enormi quantità di magma che si sono introdotte sotto il vulcano, passando attraverso punti deboli di due faglie che sono sotto l’Etna stesso.
Futuri tremori. La spiegazione degli autori è questa: all’inizio del fenomeno, il magma è stato confinato in grandi camere situate 6-15 chilometri sotto il livello del mare. Proprio questo fatto ha causato grandi pressioni sui fianchi della montagna e ha provocato i terremoti. Man mano che il magma si accumulava, la pressione andava aumentando e il magma risaliva fino a dare origine alle eruzioni dell’ottobre 2002. Ma il magma è ancora presente a bassa profondità nelle viscere dell'Etna e ha causato ancora altri piccoli terremoti. Per concludere, nelle parole degli autori: «Il vulcano è stato intensamente fratturato durante le ultime due eruzioni, l’attività vulcanica potrebbe diventare più frequente, voluminosa e potenzialmente pericolosa in un prossimo futuro». Anche se lo studio mette in guardia quindi dalle prossime eruzioni, potrebbe aiutare i vulcanologi a fare previsioni più accurate e certe.

(Notizia aggiornata al 6 febbraio 2003)

06 Febbraio 2003