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Passiflora: elogio della bellezza

Della passiflora si conoscono oggi 465 specie, tutte - o quasi - con fiori splendidi dai colori a volte intensi, a volte delicati: foglie e petali sono carnosi, ma non è per questo che si chiama fiore della passione.

Il fiore della Passiflora caerulea è quello che ha battezzato l'intera specie: passiflora, fiore della passione, così chiamato dai missionari gesuiti in America Latina, attorno al 1600, che nelle particolari forme disegnate nel calice da petali, stami e pistilli leggevano i simboli della passione di Cristo, come la corona di spine e i chiodi della croce. Più tardi, nel 1745, il botanico svedese Linneo dette alla specie il nome latino di Passiflora. In generale le Passifloracee sono originarie delle Americhe, dell'Asia e dell'Australia, ma oggi sono coltivate in serra ovunque: la P. caerulea è però l'unica che, all'aperto, non teme troppo il freddo invernale, almeno fino alle latitudini del nord Italia.

I fiori ascellari raggiungono i 5-6 centimetri di diametro. I cinque sepali sono verdi all’esterno e bianchi all’interno; i cinque petali hanno invece un colore che può variare dal bianco al rosso pallido. Una corolla secondaria all’interno dei petali è composta da quattro corone di filamenti disposte a raggiera attorno all’asse del fiore di colore bianco e viola. Sono questi sorprendenti intrecci che hanno decretato fin dall'inizio il successo di questa pianta nelle case e nei giardini. Quanto a bellezza, anche il fiore in questa foto non smentisce la fama della specie, ma... è una Passiflora foetida, e lei davvero non smentisce il suo nome: le foglie, se toccate e schiacciate, emanano un odore fetido.

La passiflora rossa (Passiflora coccinea o P. fulgens) è una bella pianta rampicante vigorosa, sempreverde in un clima mite. I fusti della P. coccinea sono da rossi a purpurei con foglie grandi color verde bottiglia. La sua stupenda fioritura avviene da metà estate all'autunno con fiori a piattino rosso scarlatto, molto vistosi, seguiti da frutti arancioni o gialli.

Dalle foglie di alcune specie di passiflora si ottengono diversi infusi, alcuni dei quali sembrano avere proprietà sedative e antispastiche: in fitoterapia sono proposti nel trattamento di stati di irrequietezza e di insonnia, e per il rilassamento muscolare in caso di contratture.

Germogli di Passiflora foetida. In generale le foglie della passiflora si sviluppano alternandosi da una parte e dall’altra del fusto e sono ricoperte da una peluria fitta e sottile: la dorsale della foglia, ossia la parte inferiore, rivolta verso il basso, è più pelosa di quella ventrale (superiore, rivolta verso l'alto).

Il frutto della passione è un piccolo frutto dalla buccia non edibile di colore viola o giallo a seconda della varietà, e dalla polpa gelatinosa e profumatissima. La Passiflora edulis è la specie che produce i frutti commestibili di colore violaceo (maracujà viola), mentre la Passiflora edulis flavicarpa produce frutti gialli (maracujà gialla). Molte specie di passiflora concentrano sostanze psicoattive nelle foglie e nelle radici, e alcune producono componenti molto tossici (sostanze cianidriche e glicosidi cianogenetici).

La Passiflora incarnata è una specie rampicante perenne, con viticci lunghi 2-3 metri, che possono essere glabri o leggermente pelosi. È una specie originaria degli USA, che cresce per lo più ai margini delle foreste, lungo i corsi d’acqua. I suoi colori vanno dal viola acceso al lavanda tenue, e anche al rosa, ed è dalla varietà rosa che deriva il suo nome: incarnatus, con riferimento al colore della nostra carnagione. Tutte le parti della pianta sono utilizzate in fitoterapia.

Passiflora citrina: durante la fioritura, nel periodo estivo, si riempie di fiori dal colore giallo limone, relativamente piccoli e di forma tubolare. È una pianta perenne, ma non ama i climi freddi: se la si vuole coltivare deve essere ben esposta d'estate e ben protetta d'inverno, se le condizioni lo richiedono.

Il fiore della Passiflora caerulea è quello che ha battezzato l'intera specie: passiflora, fiore della passione, così chiamato dai missionari gesuiti in America Latina, attorno al 1600, che nelle particolari forme disegnate nel calice da petali, stami e pistilli leggevano i simboli della passione di Cristo, come la corona di spine e i chiodi della croce. Più tardi, nel 1745, il botanico svedese Linneo dette alla specie il nome latino di Passiflora. In generale le Passifloracee sono originarie delle Americhe, dell'Asia e dell'Australia, ma oggi sono coltivate in serra ovunque: la P. caerulea è però l'unica che, all'aperto, non teme troppo il freddo invernale, almeno fino alle latitudini del nord Italia.