Panorami del cavolo

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Broccoli, patate, pomodori, olive, una spruzzatina di prezzemolo... Non stiamo parlando di ricette ma di paesaggi costruiti con "ingredienti" naturali. Carl Warner, fotografo pubblicitario costruisce paesaggi con vegetali, frutti e altri prodotti da frigorifero. A cui Focus n.185 dedica un servizio.
Sono i “Foodscape” (o “ciborami”), una serie di foto di paesaggi composti dal cibo. Tutto quello che si trova nelle sue opere non è niente di più di quello che si può trovare in un normale frigo.

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Anche il più piccolo degli elementi naturali deve avere la sua parte nella messa in scena. I foodscapes, dove il naturale prende il sopravvento su tutto il resto, sono ispirati alla tranquilla vita di campagna.
In questa foto: le mongolfiere sono in realtà agli, limoni, banane e pere. Le montagne sono pagnotte, gli alberi broccoli e le rocce patate. Mentre cereali e cetrioli sono posizionati in modo da dare l’illusione dei campi coltivati.
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Per convincere i suoi figli a mangiare la verdura ha deciso di creare delle composizioni con alimenti freschi. Ma le foto di Warner non sono solo per gli occhi dei vegetariani, tra le foto pubblicate su Focus n.185, c'è anche un goloso paesaggio di affettati: distese e colline di salame addolcite da cipressi di prosciutto crudo, avvolti sui grissini. 
E pensare che l’idea gli è venuta guardando alcuni funghi che, secondo lui, potevano essere adatti per costruire un paesaggio in 3D.

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La deperibilità dei “soggetti” usati nelle sue foto ha portato Warner ad utilizzare un metodo di lavoro particolare: su un tavolo molto grande (due metri per un metro e mezzo), il fotografo costruisce le sue opere in fasi successive. Fotografa i paesaggi strato per strato – sarebbe troppo lungo costruire tutto insieme e le varie cibarie appassirebbero – e poi "assembla" le diverse foto con il computer. Tempo totale di lavoro: 4 giorni.

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Per quanto sia originale l’arte del cibo non è una novità assoluta. Nel XVI secolo Giuseppe Arcimboldo inventò le “Teste composte” che creava con una sorta di trompe-l'oeil. La moda dei ritratti, molto in voga all’epoca delle grandi corti, venne resa in modo ludico e burlesco.
I mezzo busti dei ritratti venivano rappresentate dal pittore milanese attraverso una combinazione di oggetti di uso comune come frutta, verdura, pesci, uccelli e libri. Vedi un esempio: Rodolfo II in veste di Vertunno.
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Questo bouquet sarà anche colorato, ma di certo non emana un buon odore. Quelle che vedete sono infatti alcune varietà dell'ortaggio più puzzolente che ci sia: il cavolfiore. Le sgargianti tonalità sono state ottenute in modo naturale incrociando diversi tipi di piante del genere Brassica e sono ora in vendita in un'unica confezione sugli scaffali di una famosa catena di supermercati britannici. L'operazione di marketing è volta a rendere più appetibili questi ortaggi, che comunque sono un vero toccasana per la salute: sono infatti ricchi di antiossidanti, depurativi ed efficaci nella prevenzione del cancro al colon e alla prostata.
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Broccoli, patate, pomodori, olive, una spruzzatina di prezzemolo... Non stiamo parlando di ricette ma di paesaggi costruiti con "ingredienti" naturali. Carl Warner, fotografo pubblicitario costruisce paesaggi con vegetali, frutti e altri prodotti da frigorifero. A cui Focus n.185 dedica un servizio.
Sono i “Foodscape” (o “ciborami”), una serie di foto di paesaggi composti dal cibo. Tutto quello che si trova nelle sue opere non è niente di più di quello che si può trovare in un normale frigo.