Tanti saluti da...

Cos’hanno in comune le barriere coralline tropicali, i ghiacci dell’Antartide, un mare finlandese e una piana nel cuore dell’Asia? Sono ambienti bellissimi, e a rischio per i cambiamenti climatici: minacciati da aumento delle temperature, siccità, scioglimento dei ghiacci… Eccoli in questa fotogallery.

maldivebuthabotswanasiberiatimbuktumalawicoralloamazonibigmadagascarpinguiniApprofondimenti
maldive

Le isole dell'atollo di Baa, nell'arcipelago delle Maldive, minacciate dall’innalzamento dei mari. Secondo alcune stime, il livello degli oceani aumenterà entro fine secolo da 7 centimetri a 1 metro. Problema enorme, visto che buona parte delle isole delle Maldive è a meno di 1 metro sul livello del mare; il punto più alto è a 2,4 m, sull’isola Villingili, nell’atollo di Seenu. E questo paradiso di 1.190 isole rischia di scomparire.


A questa e ad altre aree uniche è dedicato il libro 100 Places to remember before they disappear (Co+Life), che raccoglie appunto i “100 luoghi da vedere prima che scompaiano”: oltre a quelli che vi mostriamo nelle pagine di questa fotogallery, ci sono delicati ambienti “umani” come Venezia.
Del progetto fanno parte mostre e un sito. La selezione è stata fatta sulla base del 4° rapporto di valutazione dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (2007), che si occupa dei cambiamenti climatici e che nel 2007 ha vinto il Nobel per la pace. Il rapporto sottolinea come il riscaldamento sia evidente, con “aumenti delle temperature medie di aria e oceani, diffuso scioglimento di neve e ghiaccio e aumento del livello del mare”.

Foto: © Sakis Papadopoulos/Getty Images per gentile concessione di 100 Places.

butha

La gente del posto la chiama Druk Tsendhen, "terra del drago tuonante”, ma il piccolo regno del Buthan, come è conosciuto nel resto del mondo, non deve temere certamente i draghi.
Alluvioni, frane e smottamenti causate dal repentino ed eccessivo scioglimento dei ghiacciai minacciano questo piccolo Paese (è grande quanto la Svizzera) che sorge alle pendici meridionali dell’Himalaya.
Il ghiacciaio del Chomo Lhari (7.318 m, nella foto), una montagna sacra per i buddisti tibetani, potrebbe presto sciogliersi completamente.

Foto: © James L. Stanfield/Getty Images per gentile concessione di 100 Places.

botswana

Alcuni lichi, antilopi delle aree palustri, e un coccodrillo su un’isoletta nel delta dell’Okavango (Botswana): il fiume termina nel deserto del Kalahari e crea un ambiente umido ricco di vita.
Minacciato dal previsto calo delle piogge.

siberia

La penisola dello Jamal è un “lungo dito” di 700 km che dalla Siberia si protende verso il Polo Nord. Un luogo terribile, il nome stesso Jamal significa “fine del mondo”, dove la temperatura media in inverno è -25 °C, con frequenti punte di -50.
Il riscaldamento globale nei prossimi 70/90 anni potrebbe però portare la temperatura media della penisola a 7 °C. La tundra scomparirà per lasciare spazio ad alberi e arbusti che renderanno l’ambiente inospitale per le 300 mila renne che vivono nella zona

Foto: © Maria Stenzel/Getty Images per gentile concessione di 100 Places.

timbuktu

Per molti occidentali Timbuktu è una città avvolta nell’ombra del mistero, una destinazione esotica ai confini del Sahara e del mondo. E presto sarà soltanto un ricordo: i suoi monumenti, le 3 moschee e l’università sono costruite con il fango e sono tra gli edifici più vulnerabili ai cambiamenti climatici. L’erosione del vento, le tempeste di sabbia e le precipitazioni violente causate dalle coltivazioni agricole e dall’aumento delle temperature potrebbero spingere la città del Mali e il suo affascinante passato nella leggenda.

 

Foto: © James P. Blair/Getty Images per gentile concessione di 100 Places.

 

malawi

Le popolazioni dell’Africa potrebbero essere tra le più colpite da riscaldamento globale e diminuzione della disponibilità di acqua.
Villaggi come quello nella foto, in Malawi, rischiano così di soffrire per la siccità. Per l’Intergovernmental Panel on Climate Change, nel 2020 tra i 75 e i 250 milioni di persone avranno maggiori problemi di acqua; i raccolti dell’agricoltura dipendente dalle piogge potrebbero ridursi del 50% in alcuni Paesi; nel 2080 si prevede che le terre aride e semi-aride saranno aumentate dal 5 all’8%.

Foto: © Michael Poliza/Getty Images per gentile concessione di 100 Places.

corallo

È così vasta da essere visibile persino dalla Luna. D’altronde è grande quanto la Gran Bretagna, l’Olanda e la Svizzera messe insieme. La grande barriera corallina è come una foresta subacquea costruita da migliaia di generazioni di alghe rosse e coralli cresciti gli uni sugli altri. E sopra, la comunità vivente più ricca del mondo.
Ma questo enorme ecosistema di corallo è in pericolo: il riscaldamento dell’acqua di soli 3 gradi centigradi è in grado di distruggerlo.

Foto: © Annie Griggith Belt/Getty Images per gentile concessione di 100 Places.

amazoni

Un’isola nel Rio delle Amazzoni, in Brasile. L’Amazzonia, la più grande foresta pluviale, ricca di vita, è “erosa” dalla deforestazione. E sensibile al riscaldamento.

big

Si srotola per 145 km, a metà strada tra Los Angeles e San Francisco, lungo la costa Californiana. Si chiama Big Sur, è una regione a picco sull’Oceano Pacifico di rara bellezza. Una paradiso naturale che ospita una incredibile biodiversità che va da molte specie in via d’estinzione a scrittori e intellettuali (negli anni ’30, questa zona costiera ha attirato un’intera generazione di artisti, da Henry Miller a Jack Kerouac). Siccità e alte temperature favoriscono il divampare di incendi che negli ultimi anni hanno inghiottito e distrutto migliaia di ettari di foresta.

Foto: © Hiroyuky Matsumoto/Getty Images per gentile concessione di 100 Places.

madagascar

Le mangrovie della baia di Mahajamba, nel Madagascar, offrono riparo a una moltitudine di specie animali, dagli uccelli migratori che qui si fermano a svernare, alle tartarughe, ai crostacei e ai pesci tropicali. L’ecosistema – basato su un delicato equilibrio tra acque salate e dolci - è minacciato dall’innalzamento degli oceani.

Foto: © Micheal Fay/Getty Images per gentile concessione di 100 Places.

pinguini

Una falesia di ghiaccio, una colonia di pinguini imperatore coi piccoli: questa immagine è un simbolo dell’Antartide. 
La vedremo ancora? Per un rapporto dell’internazionale Scientific Committee on Antarctic Research, nel 2100 la temperatura qui potrebbe essere più alta di 3 °C e l’area della banchisa (il ghiaccio che si forma sui mari) attorno all’Antartide diminuire del 33%: questo influirebbe sugli organismi che vivono e si nutrono in questo ambiente, compresi i pinguini imperatore: rischiano di essere decimati.

Foto: la marcia dei pinguini
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Sai perché le zampe dei pinguini non congelano?

Le isole dell'atollo di Baa, nell'arcipelago delle Maldive, minacciate dall’innalzamento dei mari. Secondo alcune stime, il livello degli oceani aumenterà entro fine secolo da 7 centimetri a 1 metro. Problema enorme, visto che buona parte delle isole delle Maldive è a meno di 1 metro sul livello del mare; il punto più alto è a 2,4 m, sull’isola Villingili, nell’atollo di Seenu. E questo paradiso di 1.190 isole rischia di scomparire.


A questa e ad altre aree uniche è dedicato il libro 100 Places to remember before they disappear (Co+Life), che raccoglie appunto i “100 luoghi da vedere prima che scompaiano”: oltre a quelli che vi mostriamo nelle pagine di questa fotogallery, ci sono delicati ambienti “umani” come Venezia.
Del progetto fanno parte mostre e un sito. La selezione è stata fatta sulla base del 4° rapporto di valutazione dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (2007), che si occupa dei cambiamenti climatici e che nel 2007 ha vinto il Nobel per la pace. Il rapporto sottolinea come il riscaldamento sia evidente, con “aumenti delle temperature medie di aria e oceani, diffuso scioglimento di neve e ghiaccio e aumento del livello del mare”.

Foto: © Sakis Papadopoulos/Getty Images per gentile concessione di 100 Places.