Mostruose onde sottomarine percorrono i mari del pianeta

Alte 170 metri, si formano sotto la superficie degli oceani e viaggiano per centinaia di chilometri. Per la prima volta sono state studiate e seguite nel tempo. 

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|Christian Février / Nature Picture Library / Contrasto

Un gruppo di ricercatori ha trascorso oltre 7 anni a seguire i movimenti di onde, che possono essere alte come grattacieli, che nascono, si muovono e si dissolvono sotto la superficie del mare.

 

Lo studio, realizzato dall’università di Miami (Usa), si è svolto nel Mar Cinese meridionale, anche se questo tipo di onde, note come onde interne si formano in tutti i mari della Terra, nei fiordi e persino nei grandi laghi. Nello stretto di Luzon, tra Taiwan e l’isola filippina di Luzon, se ne sono viste formare alcune alte 170 metri che hanno viaggiato per centinaia di chilometri prima di dissolversi.

 

Immagine satellitare: le increspature indicano onde oceaniche sotto la superficie. | Nasa

Piccole increspature. Lo studio si basa in particolare su immagini satellitari raccolte dal Cstars (Center for Southeastern Tropical Remote Sensing).

 

Grazie alle immagini i ricercatori hanno potuto stabilire che le onde si formano ogni giorno da forze di marea che si manifestano sotto la superficie, e che una volta iniziata la loro formazione crescono spostandosi da un punto all’altro degli oceani percorrendo anche centinaia di chilometri.

 

Queste increspature sono il risultato di onde sommerse che si muovevano verso la barca dei ricercatori. In questo caso le onde interne erano alte 10 metri. | Hans Grabe

 

Spiega Hans Graber, uno degli autori della ricerca: «Queste onde danno vita a correnti che producono increspature sulla superficie dell’acqua, che possono essere rilevate dai satelliti e seguite nel tempo».

 

 

Portano la vita. Qual è la loro importanza nell’economia degli oceani? «Muovono enormi quantità di calore, sali e nutrienti presenti - spiega Graber - di importanza fondamentale per i pesci, per la pesca industriale e per il clima in generale. Bisogna però anche tenerne conto pianificando missioni di esplorazione con sommergibili.»

 


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03 Agosto 2015 | Luigi Bignami