Oceani: che cosa nascondono gli abissi?

Della Terra conosciamo quasi tutto, degli oceani profondi quasi nulla: Victor Vescovo, il miliardario esploratore degli abissi, racconta a Focus la nuova frontiera.

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Victor Vescovo sulla Fossa delle Marianne: la nave oceanografica DSSV Pressure Drop e il sottomarino DSV Limiting Factor. | Tamara Stubbs

Victor Vescovo è un miliardario americano con la passione per l'esplorazione. Dopo aver scalato le cime più alte del pianeta e sciato ai Poli, ora ha raggiunto anche i fondali più profondi degli oceani, mai toccati prima da un essere umano. Ma non solo. Ha raccolto esemplari di oltre 40 specie marine mai viste prima. E ha costruito il primo sottomarino certificato per raggiungere qualunque abisso.

 

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Che cosa nascondono gli abissi, su Focus 326, in edicola dal 21 novembre 2019. | Focus

Si riassume in questi 3 record la Five deeps expedition, la spedizione che, in 10 mesi (dicembre 2018 - settembre 2019) ha toccato i punti più profondi dei 5 oceani della Terra. Un'impresa mai tentata, frutto dell'intraprendenza di Vescovo, un texano con sangue italiano nelle vene: suo bisnonno, infatti, era emigrato negli Usa alla fine del 1800 partendo da Bassignana (Alessandria).

 

A questa impresa, e ai molti segreti che ancora racchiudono gli oceani, è dedicata la copertina del nuovo Focus in edicola. In due ampi servizi raccontiamo l'impresa di Vescovo con interviste e immagini esclusive: abbiamo incontrato a Londra la squadra di Vescovo, documentando i momenti salienti di questa storica avventura. E facciamo il punto sulla nostra conoscenza degli oceani: anche se ricoprono più di 2/3 del nostro pianeta, li abbiamo mappati in alta risoluzione solo per il 15%.

 

Focus 326: Victor Vescovo racconta a Focus gli abissi, la nuova frontiera delle profondità oceaniche.
Il nostro inviato, Vito Tartamella, posa accanto al Limiting Factor, il sottomarino usato da Vescovo per toccare gli abissi più profondi. | Vito Tartamella

 

Ecco perché il Gebco (General Bathymetric Chart of the Oceans, ente no profit fondato nel 1903 dal principe Alberto I di Monaco) si propone di completarne la mappatura entro il 2030. Perché gli oceani ci aiutano a capire come evolvono il clima, i fenomeni geologici e la vita. E racchiudono ingenti ricchezze: molte società minerarie programmano di scavare nei fondali per estrarre rame, zinco e terre rare. Sollevando forti preoccupazioni fra gli scienziati, che temono la distruzione irreversibile di habitat unici, ancora tutti da scoprire.

21 novembre 2019 | Vito Tartamella