Natura

Meno api, meno frutta

L'agricoltura industrializzata diminuisce i "servizi ecologici" degli impollinatori selvatici.

Meno api, meno frutta
L'agricoltura industrializzata diminuisce i "servizi ecologici" degli impollinatori selvatici.

Un'ape impollina un fiore. Nelle distese di agricultura meccanizzata in California ci sono meno impollinatori naturali.
Un'ape impollina un fiore. Nelle distese di agricultura meccanizzata in California ci sono meno impollinatori naturali.

Una delle funzioni delle api selvatiche è quella di impollinare le coltivazioni di frutta. Ma la degradazione dell'agroecosistema sta diminuendo sempre più la presenza di api che quindi non sono più in grado di impollinare. Non sempre è possibile sostituire in questo compito le api selvatiche con quelle domestiche, e l'unico modo per rimediare è invertire la tendenza verso un ambiente agricolo sempre più semplice e povero di specie. Queste sono le conclusioni cui è giunto uno studio effettuato da due ecologi statunitensi sulle coltivazioni della California. Poiché c'è il rischio che negli Stati Uniti le api domestiche (Apis mellifera) diminuiscano anche per l'arrivo delle api “africanizzate” (cioè ibridate con le feroci api africane), i ricercatori hanno calcolato quali “servizi ecologici” forniscano le api selvatiche nelle aziende agricole organiche e in quelle convenzionali. Il risultato è che per una delle coltivazioni più dipendenti dagli insetti, il melone, le api selvatiche erano più che sufficienti per impollinare tutti i campi delle aziende agricole organiche. Ma che in quelle convenzionali (in cui si applicavano molti insetticidi) le api selvatiche non erano presenti in numero abbastanza alto da impollinare i fiori. Il risultato della “intensificazione agricola” quindi, cioè il passaggio dalle coltivazioni organiche a quelle intensive ad alto impatto ambientale, porta a un impoverimento della fauna di insetti selvatici e quindi alla necessità di ricorrere alle api domestiche, che però negli Stati Uniti sono diminuite del 50 per cento dal 1950.

(Notizia aggiornata al 11 gennaio 2003)

2 gennaio 2003
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