Marte? No, Indonesia

Talmente surreale e deserto da sembrare alieno. Ma è - per fortuna - squisitamente terrestre lo spettacolo del Monte Bromo, il vulcano più famoso dell'isola di Giava, bellissimo all'alba e, in certi periodi dell'anno, pieno di leccornie da imbandirci una tavola (scopri perché).

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Il terreno brullo e lo sbuffo di polveri rossastre potrebbero ricordare uno dei panorami ripresi da Curiosity. Invece quello che vedete è uno scorcio proveniente dalla parte orientale dell'Isola di Giava (Indonesia), e più precisamente dal Massiccio del Tengger.

Si trova qui il Monte Bromo, un vulcano attivo che all'alba e al tramonto offre ai fotografi uno spettacolo quasi "marziano": il Sole che sorge dona una colorazione rossastra alle sabbie e agli sbuffi di ceneri e vapore provenienti dai crateri.

Helminadia Ranford, fotografa freelance originaria dell'isola indonesiana di Flores, ha colto l'occasione di un viaggio nella terra d'origine per immortalare lo spettacolo.

All photos courtesy: Helminadia Ranford
Helminadia website and Flickr Page

«Quando ho visto le foto del vulcano» ha raccontato la fotografa che vive a Doha, Qatar, «non ho potuto fare a meno di andarci». Con i suoi 2329 metri d'altezza il monte non è il più alto del massiccio del Tengger ma è senz'altro uno dei più famosi. Da qui si può vedere anche il vulcano Semeru (sullo sfondo nella foto).

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Il vulcano e il suo vicino fanno parte di un'area protetta chiamata Bromo Tengger Semeru National Park che attira migliaia di turisti in questa parte dell'isola di Giava. Avvicinarsi alle caldere è rischioso e nei periodi di più intensa attività geologica, il Centre for Vulcanology and Disaster Hazard Mitigation indonesiano vieta di raggiungere la cima del monte.

Una tradizione delle popolazioni locali vuole che durante la festività di Yadnya Kasada, il principale festival dei popoli Tenggeresi che si tiene ad agosto, si lancino offerte di cibo (in genere frutta, riso, verdura, animali da allevamento) all'interno del cratere del vulcano, per ingraziarsi le divinità della montagna.

La tradizione risale a una leggenda del 15esimo secolo: una coppia di principi senza figli avrebbe chiesto alle divinità dei monti Tengger la grazia di concepire. Il dio del vulcano Bromo li accontentò con la nascita di 24 figli, a patto che i due gettassero il 25esimo nato nel vulcano come sacrificio umano. La richiesta della divinità fu esaudita.

Durante lo Yadnya Kasada alcune persone rischiano la vita per arrampicarsi sulle pareti interne del vulcano e raccogliere con un retino le offerte di cibo lanciate dai fedeli nella montagna.

Di contro, i ristoranti per turisti in prossimità del Monte Bromo aprono alle 3:00 del mattino: è a quest'ora che i primi curiosi in attesa dell'alba raggiungono la cima della montagna, e molti di loro si dimenticano il pranzo al sacco.

La caldera in cui sorgono il Bromo e il Semeru ospita anche una vasta distesa di sabbia, chiamata "Sea of Sand", mare di sabbia, protetta come riserva naturale dal 1919. Ampia una decina di chilometri, quest'area presenta suggestive dune di sabbie e ceneri vulcaniche che cambiano colore a seconda dell'ora e della luce che le colpisce.

Il termine "Bromo" che ha dato il nome al vulcano deriva dalla pronuncia giavanese di Brahma, il dio creatore per gli induisti.

Il Monte Bromo dall'alto, avvolto da una coltre di nuvole basse. I visitatori che arrivano qui possono scegliere se accedere alla cima del vulcano con una camminata di 25 minuti o se perlustrare la zona con un giro in jeep.

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Il terreno brullo e lo sbuffo di polveri rossastre potrebbero ricordare uno dei panorami ripresi da Curiosity. Invece quello che vedete è uno scorcio proveniente dalla parte orientale dell'Isola di Giava (Indonesia), e più precisamente dal Massiccio del Tengger.

Si trova qui il Monte Bromo, un vulcano attivo che all'alba e al tramonto offre ai fotografi uno spettacolo quasi "marziano": il Sole che sorge dona una colorazione rossastra alle sabbie e agli sbuffi di ceneri e vapore provenienti dai crateri.

Helminadia Ranford, fotografa freelance originaria dell'isola indonesiana di Flores, ha colto l'occasione di un viaggio nella terra d'origine per immortalare lo spettacolo.

All photos courtesy: Helminadia Ranford
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