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Le spiagge più colorate del mondo

Niente fototrucchi e niente inganni: le foto dei lidi dalle sfumature arcobaleno più curiose e stupefacenti, con le relative spiegazioni scientifiche.

Se pensiamo alle Hawaii ci vengono in mente bianche distese di sabbia punteggiate di palme. Ma la Papakolea Green Sand Beach, nella foto, è conosciuta per il suo deciso colore verde, derivante dall'olivina, un minerale di origine vulcanica depositato su questi lidi da un'antica eruzione. I densi cristalli di olivina, resistenti alle onde, sono tra i primi a formarsi quando la lava si raffredda: ecco perché il minerale, che abbonda nell'arcipelago vulcanico, è anche detto "diamante hawaiano".

Quasi 5 chilometri di sabbia rosa adornano una delle spiaggie di Harbour Island, nell'arcipelago delle Bahamas. Il colore deriva dal guscio mineralizzato dei foraminiferi, organismi marini unicellulari la cui invisibile corazza rossastra va a dissolversi nella sabbia bianca, dando origine allo strano colore.

Un'altra veduta di questo paradiso da "Barbie".

Parlando di rosa non possiamo non citare la Spiaggia Rosa dell'isola di Budelli, nell'Arcipelago de la Maddalena.

Anche in questo caso il colore rosaceo della battigia è dovuto alla presenza dei gusci calcarei dei foraminiferi, in particolare della specie Miniacina miniacea. Purtroppo in passato sono stati in molti a prelevare alcune manciate di sabbia come souvenir. Pertanto non è possibile camminare su questo bagnasciuga, e sono vietate le immersioni.

Dal rosa confetto passiamo al nero più nero di Punalu'u Beach, alle Hawaii: l'aspetto della sabbia è dovuto alla sua composizione a base di basalto, una roccia ignea dovuta al rapido raffreddamento della lava, che ha origine da bocche vulcaniche sottomarine e si solidifica, esplodendo, a contatto con l'acqua fredda.

Su questa spiaggia è facile incontrare esemplari di tartaruga verde (Chelonia mydas), o di tartaruga embricata (Eretmochelys imbricata).

Sono molte le spiagge bianche nel mondo, ma solo una vanta il primato di Spiaggia più bianca, registrato dal Guinness World Record: quella di Hyams nel New South Wales, Australia, formata da finissime particelle di quarzo. Tale è il candore della battigia che i turisti sono costretti a indossare occhiali da sole per proteggersi dal riverbero.

Dal bianco passiamo alle tinte "forti" delle spiagge di Prince Edward Island, in Canada. Il colore è dovuto all'alta concentrazione roccia sedimentaria ricca di ferro ossidato sulle coste di tutta l'isola.

I toni del rosso sono più o meno accesi, ma la sfumatura è la stessa per gran parte delle spiagge dell'isola.

Pfeiffer Beach, nel Big Sur, una regione della costa centrale della California, deve il suo colore violaceo al granato di manganese proveniente dalle colline circostanti, eroso e portato sul bagnasciuga dai torrenti. Dopo le forti piogge il colore viola è più intenso (perché maggiori sono le quantità di minerale arrivato a riva).

L'erosione delle vicine scogliere di scisto ha conferito allo Shelter Cove, nella contea di Humboldt, California, un elegante colore grigio.

È un vero mosaico di colori quello visibile su Glass Beach, nella parte meridionale dell'isola hawaiana di Kauai. I minuscoli pezzi di vetro, smussati dalle violente onde dell'arcipelago, farebbero la gioia di chi colleziona vetrini sulla spiaggia. Ma derivano purtroppo dagli scarti di un vicino stabilimento industriale, che il mare impiega 30 anni a ridurre in frammenti.

Se pensiamo alle Hawaii ci vengono in mente bianche distese di sabbia punteggiate di palme. Ma la Papakolea Green Sand Beach, nella foto, è conosciuta per il suo deciso colore verde, derivante dall'olivina, un minerale di origine vulcanica depositato su questi lidi da un'antica eruzione. I densi cristalli di olivina, resistenti alle onde, sono tra i primi a formarsi quando la lava si raffredda: ecco perché il minerale, che abbonda nell'arcipelago vulcanico, è anche detto "diamante hawaiano".