Tykky: le sentinelle dell'Artico

I tykky sono spettacolari formazioni naturali causate dalla brina che si deposita in strati sugli alberi: un fotografo italiano si è spinto fino in Finlandia per catturare queste forme spettrali.

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Che cosa si nasconde dietro a queste imponenti figure bianche, che sembrano sorvegliare le nevi incontaminate dell'estremo Nord? Nient'altro che alberi, sepolti da una spessa corazza di neve e ghiaccio. Le surreali "sculture" dall'aspetto alieno sono state immortalate da Niccoló Bonfadini, studente 21enne di Monza appassionato di fotografia naturalistica, durante un viaggio nella Lapponia Finlandese.

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Le rigide temperature dell'inverno artico - con il termometro che oscilla tra i -15 e i -40 °C - hanno creato intorno agli alberi della foresta finlandese un'armatura di ghiaccio e neve, rendendoli simili a spettrali uomini delle nevi, o "Sentinelle dell'Artico", come le ha soprannominate il fotografo, che ora vive e studia in Norvegia (qui la sua pagina Facebook).

Le foto sono state scattate all'interno del Riisitunturi­-Kansallispuisto National Park, una piccola area protetta di 77 chilometri quadrati vicino al Circolo Polare Artico.

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Sfidando il gelo, Bonfadini ha campeggiato in questo scenario mozzafiato, per riuscire a fotografare le curiose formazioni con la luce unica che c'è un attimo prima del sorgere del Sole. Una nebbiolina fitta e misteriosa si è alzata, proprio in quel momento, intorno agli alberi: l'attimo perfetto per iniziare a scattare.

Secondo il fotografo, il manto di neve e ghiaccio che circonda gli alberi - si tratta nello specifico di abeti rossi - è spesso una trentina di centimetri (qui un dettaglio del rivestimento che avvolge le piante). I finlandesi chiamano questo fenomeno tykky (l'equivalente dell'italiano "galaverna"). Per arrivare alla creazione di questi pinnacoli servono molte notti di gelo. Ma anche «lasciando le scarpe da neve o le bottiglie di propellente per il fornelletto fuori dalla tenda di notte, alla mattina li ritrovavo coperti da uno strato di ghiaccio, anche se non aveva nevicato» ha raccontato il fotografo.

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Una delle foto del set - quella che vedete - è stata scelta addirittura dalla Nasa per l'Astronomy Picture of the Day (APOD). E non solo per la bellezza dei soggetti in primo piano: sullo sfondo nello scatto, noterete un bagliore rosa diffuso a colorare il cielo. Si tratta di un fenomeno atmosferico noto come "Cintura di Venere", visibile subito dopo il tramonto ed appena prima dell'alba, causato dalla diffusione della luce solare da parte dell'alta atmosfera terrestre.

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«Il tempo era solitamente nuvoloso - racconta il fotografo - e sia il paesaggio sia il cielo erano bianchi. La luce era quindi così diffusa che non si vedevano ombre durante il giorno. Era come trovarsi in una stanza completamente bianca ed era difficile per gli occhi notare i dettagli: alcune volte non riuscivo ad accorgermi che il sentiero stava iniziando a scendere perché tutto appariva piatto».

Qui un arco formato, presumibilmente, dall'incontro di due alberi coperti di ghiaccio e neve.

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Che cosa si nasconde dietro a queste imponenti figure bianche, che sembrano sorvegliare le nevi incontaminate dell'estremo Nord? Nient'altro che alberi, sepolti da una spessa corazza di neve e ghiaccio. Le surreali "sculture" dall'aspetto alieno sono state immortalate da Niccoló Bonfadini, studente 21enne di Monza appassionato di fotografia naturalistica, durante un viaggio nella Lapponia Finlandese.