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I più belli dei sette mari

Ci sono proprio tutti, dal gigantesco capodoglio al pacifico squalo balena, dal temibile pesce leone al buffo gambero arlecchino. Sono solo alcuni dei protagonisti dell’Underwater Photography Contest, un concorso dedicato alla fotografia subacquea organizzato ogni anno dalla Rosenstiel School of Marine and Atmospheric Science di Miami, uno degli istituti oceanografici più prestigiosi del mondo. Tuffatevi con noi in questa questa gallery dedicata alla biodiversità marina, dove troverete una selezione degli scatti premiati nell’edizione 2012 della foto competizione.

Sembra quasi guardarsi attorno incredula e domandarsi “Chi? Io?” questa lumaca di mare (Chelidonura hirundinina), vincitrice assoluta dell’edizione 2012 dell’ Underwater Photography Contest.
Lungo appena 2,5 centimetri, questo mollusco è privo di guscio e si muove strisciando sui fondali. Alcune specie sono in grado di nuotare per brevi tratti grazie alle contrazioni del piede e del mantello.
I colori sgargianti della lumaca di mare sono un segnale di allerta che invita i predatori a tenersi alla larga: questi molluschi infatti accumulano al loro interno numerose sostanze tossiche o repellenti che possono essere piuttosto indigeste o addirittura letali.

Misteri e stranezze degli invertebrati

Vista così, in un suggestivo controluce realizzato all’alba nelle acque della california, questa Chrysaora quinquecirrha ha un suo fascino. Ma se anche vi capitasse di incontrarla, non datele troppa confidenza e ricordatevi il suo nome comune di “ortica di mare”.
Diffusa principalmente nelle acque dell’Atlantico, questa medusa è urticante ma non pericolosa: il contatto con i suoi tentacoli provoca bruciore e dolore intenso per una ventina di minuti al massimo. Predatore vorace, si nutre di zooplancton e altre piccole creature e solitamente vive in branchi  numerosi.

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Immortalato all’interno di un corallo nelle acque di Bonaire, questo gobide (Elacatinus randalli) è un ottimo esempio di simbiosi.
Lungo appena un paio di centimetri, questo pesce è un noto pulitore che si nutre  dei parassiti che infestano la pelle di animali molto più grandi d lui.
E pesci che potrebbero fare del gobide un gustoso spuntino, ne godono invece il servizio di pulizia offrendogli protezione dagli altri predatori e cibo in abbondanza.

I più buffi degli abissi

La bellezza non è il suo forte, ma sicuramente questo scorfano di Eschemer (Rhinopias eschmeyeri) è... un tipo.
Lungo fino a 20 centimetri, questo pesce vive nelle acque temperate del Pacifico indo occidentale. Può assumere le colorazioni più varie, dal rosso al giallo al blu, e mimetizzarsi alla perfezione con il fondale, dove passa ore in attesa delle sue prede.
Attivo soprattutto di notte, è un pessimo nuotatore: preferisce spostarsi sul fondo utilizzando le robuste pinne come zampe.

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C’è anche un po’ di Italia all’ Underwater Phtography Contest: questo curioso ritratto di un granchio di porcellana (Porcellana sp.) è stato realizzato da Davide Lopresti, un fotografo ligure non professionista, nelle acque del Komodo National Park, in Indonesia.
Questo crostaceo, molto comune fino a 10 metri di profondità, vive in simbiosi con anemoni e altri animali più grandi che gli possono offire riparo dai nemici. Si nutre di plancton, e nonostante le piccole dimensioni è un animale piuttosto aggressivo e territoriale.

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Un gruppo di pesci leone o pesci scorpione (pterois volitans) nuota maestoso nelle acque di Eilat, sulla costa israeliana del Mar Rosso.
I 13 lunghi aculei della pinna dorsale sono micidiali armi con le quali il pesce leone si difende praticamente da tutti i nemici. Questo animale è infatti in grado di secernere una tossina che risulta letale per quasi tutti i suoi possibili predatori.
Apprezza le acque calde del Pacifico, e solo molto raramente è stato avvistato nel Mediterraneo. E se anche dovesse capitarvi di incontrarlo, meglio non disturbarlo: anche se la sua puntura, tranne rari casi, non è particolarmente pericolosa per l’uomo, è comunque decisamente dolorosa.

Lungo fino 20 metri e pesante anche 50 tonnellate, il capodoglio è uno degli animali più grandi del pianeta. In questo cetaceo tutto sembra essere fuori misura: dai denti, pensati più di un kg l’uno, al cervello, che con i suoi 7 kg di peso è il più grosso di tutti gli animali conosciuti, sia estinti sia viventi. Si nutre di calamari e nelle sue battute di caccia non esita a spingersi fino ai 3000 metri di profondità. Il capodoglio è un mangiatore fenomenale: ogni giorno ingurgita una quantità di cibo pari al 3% del proprio peseo corporeo, cioè 1,5 tonnellate.
Cacciato per anni per le sue carni, oggi è una delle specie di cetaceo maggiormente a rischio.

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Sarà anche uno squalo a tutti gli effetti, ma basta già la sua curiosa livrea a pois per renderlo simpatico e per far capire a chi lo incontra che le sue intenzioni non possono essere bellicose.
Lungo fino a 18 metri, lo squalo balena (Rhincodon typus) è in assoluto il più grande pesce vivente.
E’ un filtratore, nuota cioè con la bocca aperta e aspira enormi quantità di acqua, fino a 2 milioni di litri l’ora, che setaccia con uno speciale apparato posto in prossimità delle branchie per trattenere gamberetti, crostacei e piccoli pesci.
E’ anche piuttosto goloso: uno studio condotto nel 2002 da un team di ricercatori inglesi ha scoperto che questo grosso squalo è in grado di inseguire un branco di pesci anche per 14-18 ore nell’attesa che depongano le uova, per poi consumare un lauto banchetto a base di caviale.

Due Hymenocera picta, o gamberi arlecchino, intenti a cibarsi di una stella marina, loro alimento prediletto e quasi esclusivo.
Per avere ragione della preda, molto più grande di lui, il gambero arlecchino la ribalta staccandola dal fondo o dalle rocce e la divora, letteralmente, viva. Questi crostacei, lunghi al massimo 5 centimetri, vivono solitamente in coppia e la femmina passa gran parte della sua giornata in attesa del maschio che le porta il cibo.

Un giovane squalo trigre (Galeocerdo cuvier), a sinistra, e uno squalo limone (Negaprion brevirostris) si aggirano su un fondale sabbioso al largo delle Bahamas in cerca di cibo.
Il nome dello squalo tigre deriva dalle striature della pelle che caratterizzano gli individui più giovani e che poi si attenuano fino a sbiadire con il tempo.
Predatore feroce, non esita ad attaccare animali molto più grandi di lui: in Australia molti pescatori hanno riferito di aver assistito a lotte all'ultimo sangue tra esemplari adulti di squalo tigre e coccodrilli marini, 1300 kg per 7 metri di lunghezza, considerati i più grandi rettili viventi.

L'incredibile video dello squalo che gioca con i sub

Sembra quasi guardarsi attorno incredula e domandarsi “Chi? Io?” questa lumaca di mare (Chelidonura hirundinina), vincitrice assoluta dell’edizione 2012 dell’ Underwater Photography Contest.
Lungo appena 2,5 centimetri, questo mollusco è privo di guscio e si muove strisciando sui fondali. Alcune specie sono in grado di nuotare per brevi tratti grazie alle contrazioni del piede e del mantello.
I colori sgargianti della lumaca di mare sono un segnale di allerta che invita i predatori a tenersi alla larga: questi molluschi infatti accumulano al loro interno numerose sostanze tossiche o repellenti che possono essere piuttosto indigeste o addirittura letali.

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