Le "piscine" di ghiaccio sciolto della Groenlandia

Con l'avvio della bella stagione, sul pack ghiacciato si formano depositi di acqua di fusione: le foto del fenomeno dallo Spazio.

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A metà dell'estate, le due piscine si fondono in una e assumono, dall'alto, il colore blu scuro di un unico, più profondo, specchio d'acqua, abbastanza alta da permettere il galleggiamento di una lastra di ghiaccio. Photo credit: Nasa.

Mentre i ricercatori della Nasa impegnati nella missione IceBridge stanno facendo rotta verso la Groenlandia, per condurre nuove ricerche aeree sullo spessore dei ghiacci artici e il loro scioglimento, l'Earth Observatory dell'Agenzia Spaziale Americana ha rilasciato le foto di un singolare fenomeno osservabile nella calotta glaciale dell'isola appena arriva la bella stagione.

Ogni anno in primavera ed estate, quando l'aria si riscalda e il Sole batte sul pack, il ghiaccio e la neve sciolti fluiscono in ruscelli e rigagnoli fino ad accumularsi all'interno delle depressioni naturali del territorio, visibili anche dallo Spazio grazie all'intenso color zaffiro. Questi laghetti si formano e scompaiono molto velocemente, come testimoniano le seguenti foto scattate il 3 giugno, il 4 luglio e il 17 agosto 2010 nella calotta glaciale del sudovest della Groenlandia.

Il fenomeno è stato osservato per la prima volta in anni recenti e potrebbe essere accelerato dal riscaldamento globale.

All'inizio dell'estate, i torrenti d'acqua sciolta attraversano il pack ghiacciato per raccogliersi in avvallamenti nel ghiaccio, che riflettono l'andamento del terreno sottostante. Non è chiaro, nella foto, se i rigagnoli di ghiaccio sciolto stiano scorrendo da est o da ovest. Photo credit: Nasa.

Arrivati alla metà di agosto, la piscina si è ormai svuotata a causa di un profondo crepaccio apertosi sul fondo del ghiacciaio che gli esperti chiamano "mulino glaciale". Queste crepe tubolari si comportano come tubature idrauliche che conducono l'acqua di fusione fino alla base della calotta, e da qui, spesso, fino al mare. Secondo alcune teorie i mulini agirebbero come lubrificanti sulla base del ghiacciaio, accelerando il movimento dei ghiacci. Photo credit: Nasa.

27 Marzo 2013 | Elisabetta Intini