Ambiente

La Terra ha una nuova isola

È nata da un'eruzione vulcanica in pieno Oceano Pacifico: l'attività, iniziata in fondo al mare il 20 dicembre 2014, ha creato un'isola alta 100 metri.

La Terra ha un'isola in più, "lunga circa due chilometri e larga uno, e si è già innalzata di circa 100 metri sul livello del mare" si legge nel comunicato ufficiale del Ministero delle risorse di Tonga (Polinesia), che negli ultimi giorni ha inviato una nave per osservare da vicino la nuova isola vulcanica. La sua nascita inizia quando il vulcano Nuku'alofa, a 65 chilometri a sud-ovest dell'isola principale di Tongatapu, si risveglia, il 20 dicembre 2014, dopo 5 anni di riposo totale. Con la ripresa dell'attività, il vulcano, che già in passato aveva creato nuove isole, inizia ad emettere lave in grandi quantità da due bocche principali: una sull'isola disabitata di Hunga Ha'apai, l'altra sottomarina, a circa 100 metri dall'isola stessa.

Deviati gli aerei. L'eruzione dà vita a esplosioni ogni 5 minuti circa, durante le quali il materiale viene lanciato fino a 400 metri d'altezza, con le ceneri che raggiungono anche i 9000 metri (e ciò ha causato la deviazione delle rotte di numerosi voli). La potenza delle eruzioni è tale che il materiale ricade anche a 10 km di distanza. Molte piante nate sulle isole Hunga Tonga e Hunga Ha'apai sono morte a causa della enorme quantità di cenere caduta nell'arco di pochi giorni.

Le Isole Tonga sono il risultato dello scontro di due placche: quella pacifica e quella australiana.

Sopravviverà? L'eruzione dalla bocca sottomarina è stata così intensa da dare vita alla nuova isola. Ora bisognerà vedere se continuerà a crescere e se riuscirà a sopravvivere alle onde oceaniche oppure se, com'è successo per altre isole del Pacifico, la sua esistenza sarà effimera - in questo caso nell'arco di qualche mese o anno verrà totalmente erosa. Molto dipenderà dall'andamento dell'eruzione in corso. Se continuerà, darà probabilmente all'isola la massa adeguata alla sua sopravvivenza.

Scontro tra placche. La presenza di un gran numero di vulcani in questa area dell'Oceano Pacifico è legata allo scontro tra la placca dell'Oceano Pacifico con quella australiana (vedi disegno qui sopra). Le due zolle sono entrambe composte da crosta oceanica e una delle due si infila sotto l'altra. Ciò fa si che quando arriva a una certa profondità nel mantello terrestre, si fonde. Le lave che si producono risalgono in superficie producendo vulcani anche molto esplosivi.

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19 gennaio 2015 Luigi Bignami
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