Ambiente

La speranza nelle paludi irachene

Uno scienzaito americano ha visitato le grandi paludi della Mesopotamia. Trovandole quasi completamente distrutte. Anche se...

La speranza nelle paludi irachene
Uno scienzaito americano ha visitato le grandi paludi della Mesopotamia. Trovandole quasi completamente distrutte. Anche se...

Quest'immagine, ripresa dal satellite Terra, rappresenta l'Iraq meridionale, con quel che resta delle paludi della Mesopotamia al centro dl'immagine. La loro superficie superava i 20.000 chilometi quadrati. Ora è diminuiita del 90 per cento.© Nasa.
Quest'immagine, ripresa dal satellite Terra, rappresenta l'Iraq meridionale, con quel che resta delle paludi della Mesopotamia al centro dl'immagine. La loro superficie superava i 20.000 chilometi quadrati. Ora è diminuiita del 90 per cento.
© Nasa.

Le paludi del sud dell'Iraq erano tra le più grandi zone umide del medio Oriente. L'ecosistema era fondamentale per moltissime specie animali e vegetali e per migliaia di uccelli migratori. Le cosiddette paludi della Mesopotamia erano abitate dai cosiddetti “arabi delle paludi”, avversari del regime, e sono state quasi completamente distrutte da Saddam Hussein per annientare i rivali. Una delegazione dell'università americana di Duke ha visitato nel mese di giungo le paludi e ha trovato un paesaggio di devastazione e di distruzione, ma anche zone da cui è possibile partire per ricostruire gli ecosistemi. Buona parte delle paludi occidentali e centrali sono quasi completamente prosciugate.
«Saddam Hussein è stato un eccezionale distruttore dell'ambiente, dice Curtis Richardson, direttore del Centro per lo studio delle paludi della Duke University. Ha completamente sconvolto il paese. È stato come lasciare un bambino armato di bombe a mano in una cassa di sabbia.» Eppure, nella porzione delle paludi della Mesopotamia al confine con l'Iraq, Richardson ha visto ancora l'ambiente in discreto stato, con le popolazioni che avevano reintrodotto i bufali e ricominciato a pescare. Anche se la situazione non potrà mai tornare quella di prima, perché Richardson ritiene che si potrà ricostruire al massimo il 15-20 per cento delle paludi originarie.

(Notizia aggiornata al 27 agosto 2003)

26 agosto 2003
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