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La sabbia del Sahara fa piovere in California

La desertificazione in Africa potrebbe avere conseguenze spiacevoli anche sul meteo di San Francisco: una ricerca USA spiega perché.

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Tempo da lupi sotto al Golden Gate Bridge? Date la colpa (anche) alla sabbia del Sahara. Photo credit: Robert Galbraith, REUTERS. |

Può il battito d'ali di una farfalla provocare un uragano dall'altra parte del mondo? Chissà. Senz'altro, però, i granelli di Sabbia che si sollevano dal deserto del Sahara possono scatenare imponenti temporali a migliaia di chilometri di distanza, negli Stati Uniti: è quanto emerge da una serie di studi effettuati dai ricercatori dell'Università della California, a San Diego.

Le polveri e i microbi (o aerosol) che innalzandosi dal suolo fungono da nuclei di condensazione per il vapore acqueo, favorendo la formazione delle nuvole, vengono infatti trasportati intorno al mondo da "autostrade" di umidità chiamate fiumi atmosferici (atmosferic rivers, o ARs, in gergo scientifico).

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Gli ARs sono imponenti corridoi di aria umida, lunghi anche 2 mila chilometri e larghi alcune centinaia, che viaggiano nella bassa troposfera, smuovendo ciascuno una quantità d'acqua pari a quella del fiume più grande della Terra, il Rio delle Amazzoni. Questi fenomeni atmosferici sono i principali responsabili delle fitte precipitazioni che causano alluvioni nelle regioni costiere alle medie latitudini di America e Europa.

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Gli atmosferic rivers continuano a trasportare queste nuvole di vapore ricche di particelle di sabbia finché non si scontrano con una catena montuosa, come la Sierra Nevada in California: a questo punto il vapore accumulato precipita sotto forma di pioggia.

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Per comprendere meglio come questo fenomeno influisca sul meteo i ricercatori dell'Università della California hanno raccolto campioni di aria intrisa di umidità volando attraverso sei tempeste formatesi sopra alla Sierra Nevada nel 2011. Analisi chimiche e satellitari hanno permesso al team di identificare la provenienza di queste correnti di vapore: la maggior parte conteneva particelle di sabbia provenienti dall'Asia, ma alcune presentavano tracce di particolato raccolto nella regione del Sahara e in Medio Oriente.

Le perturbazioni caratterizzate dalla maggiore quantità di sabbia sono risultate essere anche le più umide: questo dato suggerisce che in futuro, se la sabbia sollevata dovesse aumentare a causa della desertificazione di quest'area dell'Africa, le conseguenze potrebbero essere visibili, sotto forma di precipitazioni extra, anche dall'altra parte del mondo, in California.

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Inaspettatamente, i campioni raccolti contenevano anche il 10% di microbi: la dimostrazione, secondo gli esperti, che l'atmosfera è un vettore di patogeni e microrganismi in genere importante e spesso sottovalutato.

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11 marzo 2013 | Elisabetta Intini