Il mondo dopo la fine

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Una biblioteca dopo la scomparsa dell'uomo sulla Terra ricreata in miniatura da Lori Nix, artista di Brooklyn (New York) che dedica ore e ore a creare prototipi di luoghi comuni in scenari di devastazione post-apocalittica.|Lori Nix/Caters News Agency/Iberpress
Maya o Apocalisse che sia, come sarà il nostro pianeta dopo la fine del mondo? La risposta arriva da Lori Nix, artista di Brooklyn (New York) che si diletta nel creare modellini in miniatura di luoghi e paesaggi post apocalittici. E guardando le sue fotografie di luoghi quotidiani devastati e desolati, come può essere un centro commerciale, una lavanderia, un teatro, un ufficio, una biblioteca, una stazione o un bar, non si può fare a meno di provare una certa inquietudine, se non addirittura angoscia.
Ma dato che nessuno sa quando arriverà la fine del mondo, è bene prendersi cura del nostro pianeta preservandone risorse e bellezza al massimo delle possibilità di ciascuno. Come ricetta anti crisi, non solo finanziaria ma anche delle risorse naturali, il World Environment Day di quest'anno – che si celebra oggi in Brasile - accende i riflettori sulla green economy, enfatizzando il ruolo fondamentale di ciascun individuo nel raggiungimento di uno sviluppo globale equo e sostenibile.
Se la più grave minaccia planetaria a cui andiamo incontro è quella di un uso insostenibile delle risorse naturali, come dichiarato dal segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, l'unica via d'uscita possibile individuata in tutti i summit internazionali, G8 compreso, è proprio l'economia verde grazie alla quale, con politiche intelligenti e investimenti giusti, i Paesi possono salvaguardare il loro ambiente, far crescere le loro economie, creare posti di lavoro e accelerare il progresso sociale.

È vero che i consumatori verdi siano egoisti, taccagni e sleali (leggi qui).

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05 Giugno 2012 | Rebecca Mantovani