Natura

La corteccia: un abito per tutte le stagioni

La corteccia è parte attiva della vita delle piante, che riveste in modi affascinanti e sorprendenti, ma è anche esposta a parassiti, funghi e altre minacce.

La corteccia è la parte dell'albero che riveste il fusto e che, a seconda delle specie, assume vari aspetti e colori: è l'interfaccia della pianta col mondo esterno, una "pelle" più o meno delicata, a seconda della specie, che ha anche il compito di proteggere la sua pianta da malattie, animali, parassiti, sbalzi termici... Vediamo come appaiono, visti da vicino, alcuni di questi rivestimenti e alcuni dei pericoli più comuni.

Corteccia di platano.
Platano (Platanus) - I platani (fam. Platanacee) sono alberi imponenti e resistenti anche a smog e cambiamenti climatici. Proprio per questo motivo, oltre che come piante decorative, li troviamo nei viali alberati in città. Il loro legno è impiegato per la fabbricazione di mobili, ma anche come legna da ardere. La corteccia si presenta a macchie chiare e scure, quasi a simulare il tessuto di una tuta mimetica. © AnnaNel / Shutterstock
Corteccia di Betula papyrifera (betulla da carta): tipica del nord America, era usata dai nativi americani per fabbricare canoe e contenitori.
Corteccia di Betula papyrifera (betulla da carta): tipica del nord America, era usata dai nativi americani per fabbricare canoe e contenitori. © yarbeer / Shutterstock

Betulla bianca (Betula pendula) - La betulla bianca (fam. Betulaceae), una latifoglie (ha cioè foglie larghe) che cresce in Europa e in Asia, può apparire come una pianta fragile, ma in realtà è molto resistente: attecchisce su una gran varietà di terreni, in pianura e in quota fino a 2.000 metri, ed è spesso usata per i rimboschimenti. Il suo legno, bianco e tenero, è utilizzato per sci e mobilia, e dalla fermentazione della sua linfa zuccherina si ricava il vino di betulla. La corteccia ha una consistenza simile alla carta: nel tempo si sfalda in sottili lamelle che scoprono la scorza più giovane, molto chiara. Questo colore dipende dalla betulina, sostanza che si trova nei tessuti esterni del tronco che, esposti al sole, diventano bianchi. Andando avanti con gli anni sulla corteccia si formano delle fessure scure che partono dal basso e rendono il tronco rugoso e scuro.

Quercia da sughero: sezione di una corteccia con un evidente strato di sughero.
Quercia da sughero (Quercus suber) - La quercia da sughero (fam. Fagacee) è una sempreverde tipica della penisola iberica occidentale e diffusa in Corsica, Sardegna e lungo alcune coste del Mediterraneo occidentale. Cresce fino a 20 metri d'altezza e può vivere fino ai 300 anni. La sua corteccia è molto resistente, e da essa si estrae il sughero, che si presenta come una scorza dal colore grigio chiaro, spugnosa e spessa circa 5 cm. L'estrazione del sughero deve avvenire quando la pianta ha almeno tra i 15 e i 20 anni di vita. La prima asportazione del sughero si chiama demaschiatura e quello che si ottiene è definito sugherone o sughero maschio, dall'aspetto ruvido e grezzo. Le estrazioni successive si fanno a intervalli di 9-12 anni e producono il sughero gentile o femmina, più leggero e uniforme. © Miguel BS / Shutterstock
Dettaglio di un tronco di Sabal palmetto.
Palme (fam. Arecaceae) - Quella delle palme è una famiglia che comprende circa 2500 specie, diffuse nei climi tropicali e subtropicali: tra queste, le più note, almeno in Italia, sono la palma da cocco, da dattero e quella nana. Sono caratterizzate da un fusto legnoso, diritto, non ramificato (definito stipite), la cui caratteristica è di svilupparsi prima in larghezza che in altezza. Alla sommità del tronco si sviluppa un ciuffo di foglie grandi, sorrette ognuna da un picciolo. La corteccia è molto varia: liscia, pelosa, aggrovigliata e intrecciata... © John_P_Anderson / Shutterstock
Corteccia di salice (macrofotografia).
Salice bianco (Salix alba) - Il salice bianco può crescere fino a 25 metri: ha rami sottili e flessibili, una chioma grande, con foglie lanceolate che da giovani si presentano pelose sui due lati e in fase adulta solo nella parte inferiore. È caratterizzato da rapido accrescimento, ma scarsa longevità. Il suo legno non è pregiato: è impiegato per lo più nell'industria cartaria. Dalla corteccia (giallo grigia) si estraggono però il tannino (disinfettante/cicatrizzante) e l'acido salicilico (composto alla base dell'aspirina). © Pluzhnyk Liudmyla / Shutterstock
La tipica trama della corteccia di pino marittimo adulto.
Pino marittimo (Pinus pinaster, fam. Pinaceae) - È un sempreverde, non molto longevo, che popola per lo più le coste del Mediterraneo, in particolar modo lungo la penisola iberica e la Francia sud occidentale. Può raggiungere i 40 metri d'altezza, ma la tipica chioma a forma di ombrello si definisce nella fase matura, mentre in fase iniziale ha una forma piramidale. La corteccia, molto spessa e di color violaceo grigiastro, si presenta con placche che si staccano con screpolature rosate. Il legno, molto resinoso, è utilizzato nell'industria navale. © Guzel Garipova / Shutterstock
Corteccia di faggio.
Faggio (Fagus, fam. Fagacee) - Il faggio, di cui in Italia si conta una sola specie, il Fagus sylvatica, raggiunge 30-40 metri d'altezza. Caratterizzato da una corteccia grigia e liscia, il suo legno è poco elastico e molto resistente, ed è perciò usato per costruire strumenti musicali, soprattutto pianoforti e violini, i calci dei fucili e le traversine dei binari dei treni. © dugdax / Shutterstock

Le malattie della corteccia - Ci sono dei funghi, come l'Cryphonectria parasitica (precedentemente noto come Endothia parasitica), che attaccano le cortecce degli alberi causando una malattia chiamata cancro della corteccia. La malattia si manifesta quando, da alcune lesioni della corteccia, il fungo penetra intaccando le parti legnose e raggiungendo il midollo (la zona più interna del tronco). Il fungo produce tossine che filtrano nei vasi linfatici e provocano la morte dei tessuti, che diventano progressivamente di colorazione scura.

Tronco di betulla attaccato da un chaga (Inonotus obliquus), fungo che in alcune regioni del mondo si ritiene abbia proprietà medicinali.
Tronco di betulla attaccato da un chaga (Inonotus obliquus), fungo che in alcune regioni del mondo si ritiene abbia proprietà medicinali. © exebiche / Shutterstock
Un esemplare di rodilegno rosso adulto perfettamente mimetizzato con la corteccia.
Un esemplare di rodilegno rosso adulto perfettamente mimetizzato con la corteccia. © D. Kucharski, K. Kucharska / Shutterstock

Corteccia e insetti - Gli insetti che si nutrono del legno penetrando attraverso la corteccia sono gli xilofagi, dal greco xilos (legno) e fagos (mangiare). Sono parassiti che "lavorano" dall'interno: quando si notano i danni sul tronco, il processo di deterioramento è ormai avanzato. Tra i più temuti xilofagi c'è la larva del rodilegno rosso (Cossus cossus), un lepidottero (un ordine di insetti comunemente chiamati farfalle e falene) che attacca soprattutto alberi da frutto: l'insetto scava profonde gallerie nel tronco e nei rami, indebolendo i tessuti e compromettendo lo scorrimento della linfa - e aprendo strade che facilitano l'ingresso di altri parassiti.

Nella fase avanzata di questa colonizzazione l'albero è gravemente compromesso, fino a morire. Quando ciò avviene la corteccia può staccarsi e sul tronco si trovano le tracce lasciate dalle larve.

25 febbraio 2022 Mariangela Corrias
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