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L'auto a molla di Leonardo

Non va a benzina ma a molla, non inquina fu ideata per stupire i potenti del tempo: è l'automobile a tre ruote progettata da Leonardo Da Vinci. Dopo 5 secoli è stata realizzata, funziona e ha...

L'auto a molla di Leonardo
Non va a benzina ma a molla, non inquina fu ideata per stupire i potenti del tempo: è l'automobile a tre ruote progettata da Leonardo Da Vinci. Dopo 5 secoli è stata realizzata, funziona e ha percorso 30 metri. Ora è "posteggiata" a Firenze.

Il modello dalla macchina di Leonardo ricostruito a Firenze.Guarda il disegno originale e i modelli moderni. E in più il filmato (16MB).
Il modello dalla macchina di Leonardo ricostruito a Firenze.
Guarda il disegno originale e i modelli moderni. E in più il filmato (16MB).

Forse chiamarla “automobile” è un po' pretenzioso, ma sta di fatto che Leonardo, in pieno Rinascimento, aveva progettato un dispositivo dotato di ruote in grado di percorrere alcuni metri di strada in completa autonomia.
Studiata per stupire i notabili dell'epoca alle feste di corte, la bisnonna delle moderne automobili era mossa da una coppia di molle a spirale, del tutto simili a quelle utilizzate sulle macchinine giocattolo del secolo scorso. Era dotata di un rudimentale dispositivo, simile ai moderni differenziali, che permetteva di farla sterzare.
500 anni di mistero. Dopo oltre 5 secoli di mistero e di tentativi più o meno riusciti, gli studiosi di Leonardo sono finalmente riusciti a dare un significato agli schizzi del foglio 812r del Codice Atlantico e a realizzare tre prototipi del carro semovente immaginato dal genio fiorentino. La loro costruzione ha coinvolto esperti delle più varie discipline: ingegneri, progettisti e anche esperti di robotica, come l'americano Mark Rosheim che ha tradotto in un vero e proprio capolavoro di meccanica gli appunti di Leonardo.
Interpretare il genio. L'"automobile" di Leonardo era rimasta a lungo un enigma, soprattutto a causa della documentazione incompleta offerta dai disegni pervenuteci. Per questo i precedenti tentativi di ricostruzione erano falliti. Un'attenta analisi ha permesso di comprendere l'intuizione di Leonardo: le molle a balestra visibili nella parte superiore del disegno vinciano non costituiscono il motore, come si era a lungo creduto, ma servono a regolare il moto; la propulsione è invece garantita da una coppia di molle a spirale contenute in tamburi sotto il carro. I tre modelli sono stati ricostruiti con estrema fedeltà ai progetti originali: in fase progettuale sono stati utilizzati modelli 3D ricavati dagli schizzi, mentre in fase di realizzazione, il laboratorio scenografico Opera Laboratori Fiorentini ha utilizzato materiali e tecniche costruttive plausibili per l'epoca nella quale sono stati progettati.
In mostra. Il primo è un modello di grandi dimensioni (150 x 170 cm); il secondo, in scala minore (50 x 60 cm), è stato utilizzato per i test di funzionamento: su strada ha percorso trenta metri, spinto soltanto dalla forza delle molle; infine il terzo modello è "esploso" per evidenziare in maniera didatticamente efficace i singoli componenti meccanici del carro semovente.
Ora i tre modelli, insieme a uno studio comparato con i precedenti tentativi di ricostruzione, sono esposti al Palazzo Castellani di Firenze fino al 5 giugno.

(Notizia aggiornata al 26 aprile 2004)

26 aprile 2004
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