L'arte ruba alla Natura o la Natura ruba all'arte?

Nuvole con la forma di arabeschi e fiumi che disegnano forme originali. Si scopre che la Terra è un'opera d'arte. Trent'anni fa il primo satellite per osservare la superficie terrestre: da allora le sorprese sono state tante.
Guarda anche Un capolavoro di Pianeta e Il mondo visto dallo Spazio

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Quasi un catalogo da collezione questa fotogallery che riunisce foto provenienti dagli sterminati archivi Nasa; tutte scaricabili in formato wallpaper per la scrivania dei vostri computer.

Queste formazioni nuvolose ricoprono interamente i rilievi delle isole Aleutine che emergono tra le onde dell'Oceano Pacifico, vicino all'Alaska.
La variazione di colore e forma delle nuvole - quasi ispirata ai colori chiari e alle pennellate ritmiche dei quadri impressionisti - è dovuta alla differenza di temperatura e alla variazione nelle dimensioni delle gocce d'acqua che formano questi cumuli. Sono sempre imprevedibili le figure che può assumere il cielo.

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Fin dall'antichità l'uomo ha decorato case ed edifici con la tecnica del mosaico. Il termine "mosaico" significa in greco "opera paziente, degna delle Muse" ed evoca così un'arte dalla divina ispirazione.
Grazie al privilegiato sguardo dall'alto, si ha l'impressione che l'uomo abbia inconsapevolmente decorato la Terra con la stessa millenaria tecnica decorativa. In questa foto, case e grattacieli sono diventati le tessere di un enorme mosaico che in realtà è la città di Denver, capitale del Colorado (Stati Uniti).

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Quello che risulta dalla congiunzione delle foci dei fiumi indiani Gange e Brahmaputra è il delta più ampio del mondo, ancor più vasto di quello del grande fiume americano, il Missisipi.
Simili a pennellate di un abile artista, le bocche del fiume creano sulla terraferma un enorme pantano, habitat ideale della tigre del Bengala che vive nei caldi acquitrini a cavallo fra il Nord-Est dell'India e il Bangladesh. Visto dall'alto, meraviglioso è anche il delta del fiume Lena, la cui immagine è scaricabile come wallpaper nelle pagine della community.

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Dasht-e Kavir significa "grande deserto salato" ed è il nome del più grande deserto dell'Iran. Il clima arido e l'alto livello di evaporazione del terreno hanno creato una spessa crosta di sale sopra il fango. Difficile e pericoloso avventurarsi in questa zona poiché il fondo si trasforma spesso in una sorta di sabbia mobile che tutto inghiotte.
Diverso appare dall'alto il deserto del parco nazionale Namib-Naukluft, in Namibia.

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Stendeva sul pavimento grandi tele immacolate e su di esse faceva colare e gocciolare i suoi colori, prediligendo il bianco e nero e lavorandoli in forme e linee intrecciate e confuse. Così Jackson Pollock (1912-1956), uno dei fondatori dell'espressionismo astratto, inventava la tecnica del'action painting. E sembra la stessa tecnica con cui il fiume Mayn ha tracciato nei secoli il suo percorso nelle terre nord-orientali dell'Alaska.

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Forme dissolte e trionfi di luci e colori. Facile confondersi con i tratti quasi astratti degli ultimi quadri di Claude Monet sfociata nel ciclo delle Ninfee (1899-1926).
Si tratta in realtà dell'unica riserva subtropicale degli Stati Uniti: dall'alto appare così il Parco Nazionale delle Everglades, aree paludose della Florida meridionale. Il parco è conosciuto per la straordinaria vita animale che lo anima. Si tratta dell'unica zona al mondo in cui convivono fianco a fianco alligatori e coccodrilli americani.

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È questo il titolo di un'opera del 1923 di Vassily Kandinsky, sperimentatore rigoroso di colori e forme astratte. Stavolta a far la parte degli artisti sono i dispositivi per l'irrigazione a perno centrale che disegnano nel terreno migliaia di cerchi di vegetazione rigogliosa. Rimandati dal satellite nella vivace colorazione rossa, caratterizzano le terre coltivate attorno a Garden City (Kansas, U.S.A.).

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Colori intensi e decisi usciti dalla tavolozza di un pittore espressionista? Niente affatto, merito della lava che colora di viola profondo le vette dei vulcani Mauna Loa (in basso) e Mauna Kea (in alto) nella Big Island delle Hawaii. Il terreno bonificato appare in sfumature di verde chiaro, mentre il terreno a destra nell'immagine è inghiottito dalla foresta tropicale che copre tutto con un color verde-blu. Il vulcano Kilauea (maggiormente visibile in basso a destra nella foto ad alta risoluzione) è il più attivo del mondo.

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Scolpita dalle correnti dell'oceano la sabbia delle limpide acque della spiaggia di Tarpum Bay, a sud ovest dell'isola Eleuthera, nelle Bahamas. L'immagine del satellite ASTER (Advanced Spaceborne Thermal Emission and Reflection Radiometer) rivela queste pieghe che sono dune formate di carbonato di calcio, minerale composto di calcio, carbonio e ossigeno.
Le stesse acque sono state osservate dal satellite Landsat 7 con simili straordinari effetti.

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Un cerchio perfetto di vegetazione rigogliosa. È quel che rimane dello sforzo dell'uomo di strappare terra coltivabile all'arido deserto. Qui, ai bordi del deserto del Kalahari in Namibia le dune di sabbia hanno ormai invaso quasi tutte le terre, un tempo fertili. È in quel cerchio rosso che è racchiuso la perfezione dell'arte umana applicata alla cura dei campi.

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Una fioritura di fitoplancton colora il mare di Barents al largo delle coste norvegesi, in prossimità di Capo Nordkin, il punto più settentrionale dell'Europa continentale (escluse quindi le isole della Norvegia). Considerati individualmente, gli elementi che compongono il fitoplancton, alla base della catena alimentare marina, sono invisibili, ma la clorofilla che usano per effettuare la fotosintesi non sfugge agli speciali sensori per il monitoraggio delle acque presenti sui satelliti, in questo caso Envisat che ha scattato questa foto il 17 agosto scorso.
Un capolavoro di pianeta: le foto più "artistiche" della Terra dallo spazio
Le meraviglie del mondo viste da satellite (vai alla gallery)

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Sulla costa nordoccidentale del Madagascar, dove le acque salate del canale di Mozambico si mischiano a quelle dell'estuario del fiume Betsiboka, si sono formati canali e anse tentacoliformi che ricordano il profilo di un polpo, o di una medusa. Tra di essi affiorano isolotti formati dai sedimenti sabbiosi portati dal fiume, il più lungo del paese (525 chilometri). Il Betsiboka è famoso per le grandi quantità di sedimenti - un limo di color arancione - che porta fino al mare, e per le foreste di mangrovie, le più estese di tutto il Madagascar, che si formano in corrispondenza della sua foce.
Madagascar, la culla della biodiversità: vai alla gallery

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Quale momento migliore del primo week end lungo al mare della stagione per trasferirsi - almeno con il pensiero - sull'Isola di Cat, nel cuore delle Bahamas? Chiamata San Salvador prima del 1925, questa terra rigogliosa lunga circa 77 chilometri è da alcuni considerata il primo approdo di Cristoforo Colombo nel "Nuovo Mondo". Sulle origini del suo nome si dibatte ancora oggi: c'è chi pensa si chiami così in onore del pirata Arthur Catt, che tornava qui a nascondere i frutti dei suoi saccheggi. E chi sostiene che prenda il nome dalla sua stessa conformazione. Osservata dallo spazio, sembra proprio un gatto steso al Sole.
Altri incontaminati paradisi naturali

[E. I.]

Foto ©: ISS Expedition 26 crew, NASA Earth Observatory

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Tra un impegno di lavoro e l'altro rifatevi lo sguardo con questa immagine satellitare dell'isola di Holbox e della laguna di Yalahau, sull'angolo nordorientale della penisola dello Yucatan, Messico. Qui dove la corrente del Golfo, il Mar dei Caraibi e l'Oceano Atlantico si incontrano, le acque cristalline sono particolarmente ricche di nutrienti e offrono riparo a una grande varietà di animali marini: qui per 5 mesi all'anno si raduna il gruppo più numeroso al mondo di squali balena. Le bianche sabbie coralline delle coste ospitano ancora pochi turisti ma molte uova di tartaruga, mentre le basse acque della laguna sono frequentate da fenicotteri rosa e pellicani. Si pensa che il nome dell'isola ("Holbox" in lingua Maya significa "buco nero") prenda spunto dal colore scuro di parte dell'acqua della laguna dovuto a una cavità rocciosa che circonda l'isola.
Le foto più "artistiche" scattate da satellite (guarda)

[E. I.]

Foto: © KARI

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Spesso le foto da satellite regalano scorci inaspettati e sorprendenti. Questo scatto variopinto simile a carta marmorizzata, per esempio, è un'immagine della baia di Chaunskaya, che si affaccia sul mare della Siberia orientale. Insieme ai fiumi che bagnano l'insenatura (quel "semicerchio" azzurro intenso in basso nella foto), si possono notare, sulla sinistra, tante piccole "macchie" blu: si tratta di specchi d'acqua minori, come stagni e laghetti, che si sono formati nelle depressioni del suolo dopo la recessione dei ghiacciai.
Lo spettacolo della Terra vista dallo spazio: vai allo slideshow
Dolomiti, Hawaii, Giza... le meraviglie del mondo fotografate da satellite

[E. I.]

Foto: © USGS/NASA/Landsat

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Davanti ai vostri occhi avete le isole Canarie, immerse in un mare da sogno. Ma per una volta, distogliete la mente dalle vacanze e provate a concentrarvi su quello che c'è sopra all'arcipelago. Quei curiosi ghirigori bianchi fotografati da un satellite dell'ESA si chiamano vortici di Von Karman (dal nome dell'ingegnere ungherese che per primo li studiò) e si formano quando le correnti d'aria incontrano qualche ostacolo sul loro percorso, che le fa separare e deviare in varie serie di mulinelli. L'"intoppo" in questo caso, è formato dalle isole al largo dell'Africa nord-occidentale: la più grande è quella di Tenerife (la quarta da sinistra). Altre isole da sogno (guarda)
Le più belle foto da satellite in questo slideshow

[E. I]

Foto: © ESA

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Se pensate che la neve si trovi solo sulle montagne guardate questa foto da satellite catturata nelle acque della Baia Terra Nova, in Antartide. Quelle piccole increspature bianche non sono onde ma sottili strisce ghiacciate, spesse pochi millimetri. Particolari formazioni di ghiaccio che gli scienziati chiamano frazil ice. Su questo speciale ghiaccio marino, che si forma quando la temperatura scende almeno a -6 °, si radunano i pinguini di Adelia (Pygoscelis adeliae), i principali abitanti della baia.
Guarda anche i pinguini che fanno surf sull'iceberg
Altre spettacolari foto da satellite (guarda)

[E. I.]

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È uno dei paesi più poveri del mondo, la Guinea Bissau (nell’Africa occidentale). Ma se c'è una cosa che non manca sono i fiumi che attraversano il paese in lungo e in largo per poi tuffarsi nell’Atlantico.
Portando con sé tonnellate di fango e detriti che sembrano quasi “sporcare” l’acqua dell’oceano, come si nota in questa foto da satellite (i colori chiari e scuri distinugono le diverse correnti). L' accumulo dei detriti portati dai fiumi ha dato origine, nel corso dei secoli, a un’ottantina di isolotti sparsi vicino alle foci. Veri e propri paradisi naturali tutelati dall’Unesco e in parte ancora disabitati.

I rami del fiume (guarda)
Altre meraviglie da satellite

[E. I.]

Foto: © USGS, NASA

Quasi un catalogo da collezione questa fotogallery che riunisce foto provenienti dagli sterminati archivi Nasa; tutte scaricabili in formato wallpaper per la scrivania dei vostri computer.

Queste formazioni nuvolose ricoprono interamente i rilievi delle isole Aleutine che emergono tra le onde dell'Oceano Pacifico, vicino all'Alaska.
La variazione di colore e forma delle nuvole - quasi ispirata ai colori chiari e alle pennellate ritmiche dei quadri impressionisti - è dovuta alla differenza di temperatura e alla variazione nelle dimensioni delle gocce d'acqua che formano questi cumuli. Sono sempre imprevedibili le figure che può assumere il cielo.