Natura

Tutte le piante d'Italia, comprese quelle aliene

Pubblicati gli elenchi delle specie vegetali del nostro Paese: dalle piante native italiane a quelle che nei secoli sono state importate.

Grazie a un imponente lavoro collettivo di decine di botanici è stato completato il censimento della flora vascolare italiana: la flora vascolare è costituita dalle cosiddette piante superiori, come felci, conifere e piante a fiore (angiosperme). Il lavoro (qui il riassunto in inglese), coordinato da Fabrizio Bartolucci e Fabio Conti (del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga), Lorenzo Peruzzi (università di Pisa) e Gabriele Galasso (Museo di storia naturale di Milano), a cui hanno partecipato altri 51 botanici, è pubblicato su Plant biosystems, organo ufficiale della Società botanica italiana.

A breve distanza di tempo è stato pubblicato anche l’elenco delle piante aliene, cioè quelle che sono adesso considerate "flora italiana" anche se il loro habitat di origine è da un'altra parte del mondo, portate dall'uomo nel nostro Paese - nella maggior parte dei casi.

Siamo ricchi di specie. Le due liste non sono semplici elenchi di specie presenti sul nostro Paese, ma un’analisi completa della storia della flora d’Italia. Tra i risultati più interessanti sono i numeri assoluti: la flora delle piante “superiori” che vivono da sempre in Italia (le specie autoctone) conta 8.195 tra specie e sottospecie (6.417 le prime e 1.778 le seconde). Di queste, 1.708 sono esclusive del territorio italiano (sono definite endemiche) e 26 sono probabilmente estinte (è stato possibile censirle basandosi su registrazioni storiche).

censimento della flora vascolare italiana
Bosco golenale letteralmente invaso dalla liana nordamericana Sicyos angulatus. © A. Truzzi

Per la ricchezza di flora, l’Italia è tra le nazioni più ricche di biodiversità di specie endemiche del bacino del Mediterraneo: solo la Turchia ne ospita di più. Le regioni italiane più ricche da questo punto di vista sono il Piemonte (3.464 specie), la Toscana (3.370), la Lombardia (3.272) e l’Abruzzo (3.190). Il lavoro non è però una "semplice" elencazione delle specie, che invece colloca nelle categorie tassonomiche. Scopriamo così che la famiglia con le specie o sottospecie più numerose (oltre 2.000) è quella delle Asteraceae, cui appartiene la margherita (Bellis perennis) e altre piante dai fiori simili. Anche le asteracee endemiche sono moltissime, quasi 600.

Invasori pericolosi. Il numero delle specie che non apparterrebbero alla flora del nostro Paese è invece molto inferiore: le aliene sono 1.597 tra specie e sottospecie.

Gli studiosi hanno contato solo le specie diffuse spontaneamente negli ambienti naturali o seminaturali. Sono invece escluse le piante coltivate e quelle che hanno una diffusione molto limitata e non riuscirebbero a sopravvivere senza la cura dell’uomo.

Crescendo tra il cordolo e la carreggiata, l'ailanto scardina la struttura della strada.

Delle specie aliene, solo 157 sono state introdotte prima della scoperta dell’America e ben 1.440 dopo quella data. Non tutte le piante sono invasive, e alcune vivono solo in luoghi circoscritti.

Le regioni con la maggiore presenza di specie aliene sono la Lombardia (776 specie, di cui 111 invasive), il Veneto (618, con 67 invasive), la Toscana (580 e 51) e il Trentino-Alto Adige (577 e 40).

Che male fanno? Conoscere quali siano le specie invasive è importante soprattutto per la protezione della natura: dopo la distruzione dell’ambiente, le invasioni biologiche da parte di specie aliene o esotiche è la maggiore minaccia alla biodiversità locale.

Alcune specie sono presenti praticamente ovunque sul territorio, come l’ailanto o albero del paradiso (Ailantus altissima), che spesso cresce anche negli interstizi delle nostre costruzioni, per esempio tra un mattone e l'altro, minando la stabilità della costruzione stessa. Altre hanno una diffusione più limitata, ma sono comunque fastidiose, come l’ambrosia, e persino pericolose, come la panace di Mantegazza, la cui foglia causa eruzioni cutanee anche molto gravi.

1 aprile 2018 Marco Ferrari
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