Natura

In una goccia d'ambra l'antenata delle piante carnivore

Ritrovato il più antico fossile di mangia-insetti, una pianta carnivora diffusa ancora oggi, ma a latitudini differenti. Aiuterà a farsi un'idea più precisa del nord Europa, ma non darà informazioni sul suo cibo preferito.

Nascosta nelle paludi costiere del Baltico, attendeva paziente le sue prede, per intrappolarle con i suoi peli appiccicosi. Ma alla fine è stata intrappolata a sua volta, in una goccia d'ambra che l'ha preservata fino ad oggi: è il fossile di una pianta carnivora della famiglia delle Roridulaceae, rinvenuto vicino alla città russa di Kaliningrad. Perfettamente conservato, risalirebbe a 35-47 milioni di anni fa.

assassina Fuori sede. La scoperta è stata descritta in un articolo pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences. Trovare il fossile nel nostro continente è stata una sorpresa: le Roridulaceae sono considerate endemiche del Sudafrica. «Probabilmente erano più ampiamente distribuite di quanto si credesse, e il loro areale si è poi ristretto», racconta Alexander Schmidt, botanico dell'Università di Göttingen e coautore dello studio. A contribuire all'isolamento in Sudafrica di questa famiglia sarebbe stata la suddivisione della Gondwana, il supercontinente che si è frammentato 180 milioni di anni fa.

Pranzo di seconda mano. Le Roridulaceae sono piante atipiche: sebbene posseggano tratti tipici delle piante carnivore, non sanno digerire gli insetti che catturano. Per mangiare sfruttano il rapporto mutualistico con piccoli insetti del genere Pameridea, che vivono sulle loro foglie e che si nutrono delle loro prede: le Roridulaceae si accontentano poi delle loro escrezioni.

Che cosa mangiava? Il fossile consiste in sole due foglie, tappezzate di peli appiccicosi: impossibile stabilire le dimensioni della pianta e di cosa si cibasse: possiamo immaginare che gli insetti, alla sua epoca, fossero più corposi di quelli di oggi, ma l'esemplare ritrovato è morto a stomaco vuoto.

Una strana convivenza. Il luogo del ritrovamento fornisce preziose informazioni sulla flora di milioni di anni fa. Si può ipotizzare che la pianta, che oggi vive nei climi caldi del Sudafrica, abitasse in una foresta di querce, e che la cosa fosse perfettamente normale. Altri fossili di piante dell'epoca potrebbero aiutare a ricostruire con maggiore precisione l'aspetto di questa foresta baltica dell'Eocene. Ma trovare residui vegetali così ben conservati nell'ambra è piuttosto raro, concludono gli scienziati.

4 dicembre 2014 Elisabetta Intini
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