Natura

In città gli alberi crescono più velocemente che non in campagna

La crescita accelerata dipende dalle isole di calore cittadine, ma vi sono anche altri fattori - non del tutto chiari.

Campagne e colline possono essere luoghi da sogno, che possono persino fare pensare che "la natura" sia in splendida forma e che tutto cresca per il meglio. No: in città il verde e gli alberi crescono più rapidamente (e questo non è bene). Lo afferma una recente ricerca, pubblicata su Scientific Reports, che ha monitorato qualcosa come 14.000 alberi di 10 città del mondo, da Parigi a Houston, da Santiago a Sapporo.

Otto per cento. La ricerca si è avvalsa di campioni di carote prelevate da alberi di varie età e che globalmente hanno permesso - attraverso lo studio degli anelli di crescita - di valutare come si sono sviluppati da 150 anni a questa parte.

C'è un dato che accomuna le piante di città a quelle campagnole: i cambiamenti climatici, ossia l'aumento generalizzato delle temperature medie, hanno stimolato la fotosintesi ed esteso la durata delle stagioni di crescita. Tuttavia, gli alberi delle campagne sono cresciuti (rispetto al 1960) del 17% più rapidamente, mentre le piante di città sono cresciute più velocemente del 25%. C'è una differenza dell'8%.

Secondo lo studio, questo è dovuto all'effetto isola di calore urbana: le temperature, in città, sono in media di 10° C superiori rispetto alle zone circostanti, soprattutto in estate.

Alcune eccezioni. Non è uguale dappertutto. In alcune città, per esempio Hanoi (Vietnam), Houston (Usa) e Brisbane (Australia), le piante sono cresciute più velocemente rispetto a quelle delle campagne fino a prima del 1960, mentre in tempi più recenti la differenza si è fatta minima. Questo significa che la temperatura non è l'unico elemento che entra in gioco nel velocizzare la crescita delle piante, ma sono fattori importanti anche l'acqua presente nel sottosuolo e gli spazi a disposizione.

I biologi ora si chiedono se queste differenze si accentueranno o se si stabilizzeranno nei prossimi anni, con l'aumento della temperatura media globale, o se si arriverà a un punto di stasi se non addirittura a una regressione della velocità di crescita delle piante cittadine. Al momento, però, queste sono domande senza risposta.

18 novembre 2017 Luigi Bignami
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