Il terremoto di Sumatra ha scosso l'intero pianeta

Le gigantesche onde (tsunami) che hanno colpito le coste del sud est asiatico lo scorso dicembre, facendo centinaia di migliaia di morti sono state generate da un terremoto di dimensioni eccezionali, come confermato da alcuni nuovi dati.

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Febbraio 2005. Isola di Kamorta: un villaggio abbandonato dopo lo tsunami e ancora devastato dagli effetti dell'onda. |

Il sisma di Sumatra-Andaman, che ha generato il gigantesco tsunami (guarda come è avvenuto questo tsunami) sulle coste del sud est asiatico il 26 dicembre scorso, causando oltre 150.000 morti, è stato talmente forte da far "tremare" tutto il pianeta. Nulla di simile era mai stato registrato finora, almeno da quando l'uomo è capace di misurare certi fenomeni. Lo confermerebbero le ricerche più accurate, pubblicate soltanto ora dopo l'analisi di dati recenti ottenuti con strumentazioni avanzate. «Solitamente un piccolo terremoto può durare meno di un secondo; uno medio qualche secondo - afferma Charles Ammon, professore di geologia all'università di Penn State - questo è durato tra i 500 e i 600 secondi (circa dieci minuti)».

 

Uno scossone per la Terra

Tre animazioni riproduconogli effetti del terremoto. Il primo mostra come l'onda d'urto si è propagata scuotendo l'intero pianeta.
Nel secondo come dal suo epicentro si è sviluppato il sisma che ha raggiunto le coste in appena 12 minuti.
La terza animazione mostra i movimenti del fondale marino registrati a Ovest di Sumatra.
Tutti i flmati © Center for Advanced Computing Research, Caltech

Un evento mostruoso
Con una potenza simile a 100 miliardi di tonnellate di tritolo, il terremoto con epicentro nell'Oceano Indiano, vicino all'isola di Sumatra ha creato la più grossa faglia mai osservata prima sul fondo marino: 1.280 chilometri. Poco di più della distanza che divide Milano da Messina. E nessun luogo della Terra è sfuggito a tanta potenza. «Globalmente questo terremoto è stato abbastanza grande da far muovere l'intero pianeta per più di un centimetro - afferma Ammon che ha seguito uno dei tre studi pubblicati da Science questa settimana - dappertutto abbiamo strumenti in grado di misurare ed è stato così possibile registrare anche il più piccolo movimento». Da qualche anno sono in uso anche sofisticati strumenti di misurazione: i sismografi globali a banda larga, sensibili al punto da catturare anche le vibrazioni del vento che soffia tra glli alberi. Grazie ai nuovi rilevamenti i ricercatori hanno anche aggiornato la magnitudo del terremoto che è passata dai 9,0 della scala Richter delle prime misurazioni, ai 9,3. Una forza senza precedenti: quello che sconvolse il Cile nel 1960 - considerato fino allo scorso anno il più potente - aveva una magnitudo di 8,3 gradi.

(Notizia aggiornata al 23 maggio 2005)

 
23 maggio 2005