Saette, cenere e lapilli: il risveglio del vulcano cileno

42-2861828242-2861827642-2861889742-286182775809123867_f5fc6ce0cf_b-nasa-goddard42-2861824742-2861827942-2861867342-2861743342-2861739942-2863233342-28625050reu_rtr2nr53_webApprofondimenti
42-28618282

Lo scorso 4 giugno il vulcano cileno Puyehue-Cordón Caulle, dopo cinquant'anni di pacifica inattività, è entrato in eruzione.
Una gigantesca esplosione ha lanciato nel cielo una colonna di fumo, cenere e lapilli alta più di 10 km che i venti hanno spinto verso est, oltre le Ande, in direzione dell'Argentina.
Le autorità cilene hanno immediatamente evacuato le oltre 4.000 persone residenti nelle località alle pendici del vulcano, situato 1.000 km a sud di Santiago.

(©  foto Victor Rojas/XinHua/Xinhua Press/Corbis)

42-28618276

Luci e saette rendono la gigantesca nube di cenere eruttata dal vulcano Puyehue-Cordón Caulle uno spettacolo senza precedenti. 
Le collisioni tra le particelle di cenere sospese nell'atmosfera producono delle intense cariche elettrostatiche che generano fulmini come quelli visibili in questa immagine. 

(© foto Victor Rojas/XinHua/Xinhua Press/Corbis)

42-28618897

La nube di cenere generata da un'esplosione vulcanica ricorda nella forma un fungo atomico.
Sopra il cratere del vulcano può generarsi un fenomeno simile a un tornado noto come "mesociclone vulcanico": i fumi dell'esplosione ruotano attorno al proprio asse  fino a formare una spessa colonna e, se l'eruzione è particolarmente potente, nello strato superiore si allargano a ombrello (la testa del fungo).


(© foto AGENCIAPUNTOPRESS/XinHua/Xinhua Press/Corbis)

42-28618277

La disposizione lenticolare delle nubi di cenere e fumo che si può osservare in alcuni eruzioni vulcaniche, è provocata dalle diverse temperature e densità dei gas e delle particelle solide proiettate nell'atmosfera.

(© foto Victor Rojas/XinHua/Xinhua Press/Corbis)

5809123867_f5fc6ce0cf_b-nasa-goddard

La grande colonna di fumo e cenere eruttata dal vulcano Puyehue-Cordón Caulle vista dallo spazio, in una foto scattata dal satellite americano Aqua. 
In questa immagine, realizzata pochi minuti dopo l'esplosione, è ben visibile, verso sud-est, la grande ombra che ha oscurato per diverse ore la zona dell'eruzione.
La parte più scura della nuvola è formata dai materiali solidi più pesanti che ricadono al suolo. Le autorità cilene e argentine hanno riferito di aver recuperato pietre pomici grandi come palle da golf anche a 25-30 km dalle pendici del vulcano.

(© foto NASA image by Jeff Schmaltz MODIS Rapid Response Team, NASA-GSFC)

42-28618247

La nube di cenere del Puyehue-Cordo Caulle ha creato non pochi problemi al traffico aereo cileno e quello della vicina Argentina, soprattuto nella zona turistica della Patagonia, come era già successo qualche mese fa in Europa in seguito all'esplosione del vulcano islandese Eyjafjallajökull.

(© foto Victor Rojas/XinHua/Xinhua Press/Corbis)

42-28618279

Un turista guarda la grande nube di cenere dalle pendici del vulcano andino. Ma un'eruzione di questo tipo non è solo un grande spettacolo naturale: oltre ai disagi che causa nell'immediato alla popolazione residente, può avere effetti negativi di medio e lungo periodo sul cilma della regione.
Quando quantità così grandi di cenere e polveri raggiungono la stratosfera possono infatti rimanere in circolazione anche per 1 o 2 anni, modificando l'irraggiamento solare della zona, i venti e le condizioni climatiche. Le ceneri riflettono parte dei raggi solari, diminuendo le temperature e provicando un aumento delle precipitazioni.

(© foto Victor Rojas/XinHua/Xinhua Press/Corbis)

42-28618673

Le ceneri del vulcano Puyehue hanno trasformato la zona di Bariloche, in Argentina, distante più di 100 km dal luogo dell'eruzione,  in un suggestivo paesaggio lunare. Lo strato di materiale vulcanico ha raggiunto lo spessore di 30 centimetri e ha creato non pochi disagi in tutta la zona. 

(© Fen Junyang/XinHua/Xinhua Press/Corbis)

42-28617433

Per questi turisti l'eruzione del vulcano cileno e la pioggia di cenere rimangono comunque un momento da ricordare, con tanto di foto nella piazza principale di Bariloche.
In Cile invece, nella zona dell'eruzione, la popolazione locale è assistita dall'esercito che sta provvedendo a fornire acqua potabile, cibo e medicinali.

(© foto Photo Patagonia/dpa/Corbis)

42-28617399

La pioggia caduta dopo la cenere ha trasformato le strade di Bariloche e delle zone limitrofe in paludi di fango che è stato rimosso con le ruspe.

(© foto Photo Patagonia/dpa/Corbis)

42-28632333

Il paesaggio della Patagonia trasformato dalla pioggia di cenere in un immagine spettrale da film post-atomico...

(© foto Photo Patagonia/dpa/Corbis)

42-28625050

Lama argentini ricoperti di cenere. Secondo gli esperti, anche se in queste ore l'attività del vulcano è diminuita, non è possibile stabilire quando cesserà del tutto nè se nei prossimi giorni ci saranno nuove esplosioni. 

(© foto Photo Patagonia/dpa/Corbis)

reu_rtr2nr53_web

Questo sub si è appena immerso nella cenere, ma non per sport. Armato di maschera e boccaglio, sta ispezionando il Rio Limay, un importante fiume della Patagonia argentina rimasto coperto da uno spesso strato di materiale vulcanico eruttato dal monte Puyehue (in Cile) il 4 giugno scorso. Nonostante siano passati più di 100 giorni dal risveglio del vulcano cileno, gli effetti dell'evento sulla natura incontaminata della Patagonia si fanno ancora sentire. Secondo gli esperti della Facoltà di Agronomia dell'Università di Buenos Aires, la vegetazione nella zona sarebbe a rischio sopravvivenza: le ceneri, infatti, la ricoprono lasciando passare solo il 15% delle radiazioni solari necessarie alla sua crescita. Il materiale fuoriuscito dal Puyehue, inoltre, potrebbe erodere le zone vicine ai laghi e provocare, al momento del disgelo la prossima primavera, ondate di fango e frane.
Guarda anche le spettacolari foto dell'eruzione del Puyehue
Un mare di cenere: se non ci credi, ecco il video

Lo scorso 4 giugno il vulcano cileno Puyehue-Cordón Caulle, dopo cinquant'anni di pacifica inattività, è entrato in eruzione.
Una gigantesca esplosione ha lanciato nel cielo una colonna di fumo, cenere e lapilli alta più di 10 km che i venti hanno spinto verso est, oltre le Ande, in direzione dell'Argentina.
Le autorità cilene hanno immediatamente evacuato le oltre 4.000 persone residenti nelle località alle pendici del vulcano, situato 1.000 km a sud di Santiago.

(©  foto Victor Rojas/XinHua/Xinhua Press/Corbis)