Il Grand Canyon in un mare di nuvole

Le foto dell'immensa gola rocciosa avvolta da una fitta coltre di nebbia: l'effetto del raro fenomeno meteo dell'inversione della temperatura.

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Il parcheggio "sospeso" nella nebbia
E le nubi dalla forma più curiosa

Venerdì 29 novembre la maggior parte degli americani era probabilmente impegnata in una delle serrate sessioni di shopping del Black Friday. Ma chi ha preferito trascorrere la giornata nell'incantevole scenario del Grand Canyon (Arizona) è stato ripagato da uno spettacolo ancor più emozionante del solito.

Quel giorno la gigantesca gola rocciosa è stata interessata da un raro fenomeno meteorologico, la cosiddetta inversione di temperatura: una fortunata sovrapposizione di strati d'aria fredda e calda che causa la formazione di una fitta coltre di nebbia, un mare di nuvole basse che inghiotte ogni cima e dirupo.

Quelle che seguono sono alcune delle più suggestive testimonianze del fenomeno, documentato sulla pagina Facebook del Grand Canyon National Park.

Tipicamente, la temperatura atmosferica scende mano a mano che si sale di quota. Nei rari casi in cui si verifica un'inversione di temperatura, uno strato d'aria fredda rimane intrappolato vicino al suolo da un "coperchio" di aria calda che impedisce che le correnti si mischino verticalmente.

L'umidità intrappolata dalla calotta di aria calda può dare origine a una distesa di nebbia a perdita d'occhio, come è successo in questo caso (e altre due volte nei giorni seguenti).

Il fenomeno, tipicamente invernale, si verifica un paio di volte all'anno, ma un'inversione di temperatura così estesa e spettacolare non si osservava da almeno 10 anni, fanno notare i ranger del Parco.

Di solito, infatti, la nebbia investe solo alcune porzioni del canyon, che è lungo 446 chilometri, e non l'intera distesa di creste rocciose come è accaduto questa volta.

Le foto impressionanti di uno "tsunami" di nuvole che ha investito la Florida

Al calare del Sole, il fondo della gola rocciosa perde calore molto velocemente, e l'aria a contatto con esso si raffredda. «Ma poiché l'aria non è un buon conduttore di calore, lo strato che si trova appena sopra alla superficie del terreno rimane caldo» spiegano gli esperti del National Weather Service, il servizio meteo ufficiale degli Stati Uniti. Si crea così l'effetto "coperchio".

Le condizioni ideali affinché si verifichi un'inversione di temperatura? Venti calmi, cieli tersi e notti lunghe: tre circostanze che si sono verificate in contemporanea, sul Grand Canyon, nella giornata di venerdì 29 novembre.

I venti calmi evitano che i due strati di aria fredda e calda si mescolino; i cieli tersi fanno raffreddare più velocemente l'aria vicina alla superficie, mentre la lunga durata delle notti assicura che il raffreddamento del suolo continui a lungo, generando temperature più basse vicino al terreno.

Sul web - e su Instagram - le voci e le foto si diffondono in fretta: appena si è saputo del fenomeno, chi ha potuto ha organizzato una gita imprevista tra le gole rocciose per fotografare (o anche solo fissare nella memoria) l'incredibile mare di nebbia.

La maggior parte dei visitatori ha reagito con entusiasmo alla novità e anche i ranger dei parchi vicini sono accorsi per non perdersi lo spettacolo. Solo pochi turisti - ignari dell'eccezionalità del fenomeno - hanno manifestato il loro malcontento per non essere riusciti a scorgere, tra le rocce, il fiume Colorado, coperto dallo spesso strato di nebbia.

L'immensa gola formata dal fiume Colorado - profonda in alcuni tratti fino a 1600 metri - è divenuta Parco Nazionale nel 1919 (uno dei primi casi negli Stati Uniti). A quei tempi era raggiunta da circa 44 mila visitatori all'anno: oggi i turisti che si concedono una gita tra le gole rocciose sono oltre 5 milioni.

Solitamente ad attirare l'attenzione dei fotografi sono diverse gradazioni di colore delle rocce sedimentarie erose dal fiume Colorado e dai suoi affluenti, testimonianza di quasi due miliardi di anni di storia della Terra.

Ma qualche giorno fa le nuvole basse hanno rubato la scena (in questo scatto fortunato si intravede anche un piccolo arcobaleno riflesso nella nebbia).

Una coltre sconfinata e bianca. In questa stagione l'area del Grand Canyon è solitamente coperta di un altro manto bianco: quello generato dalle frequenti e pesanti nevicate.

Un'ultima immagine dell'ipnotico mare di nuvole, qui in ombra.

Venerdì 29 novembre la maggior parte degli americani era probabilmente impegnata in una delle serrate sessioni di shopping del Black Friday. Ma chi ha preferito trascorrere la giornata nell'incantevole scenario del Grand Canyon (Arizona) è stato ripagato da uno spettacolo ancor più emozionante del solito.

Quel giorno la gigantesca gola rocciosa è stata interessata da un raro fenomeno meteorologico, la cosiddetta inversione di temperatura: una fortunata sovrapposizione di strati d'aria fredda e calda che causa la formazione di una fitta coltre di nebbia, un mare di nuvole basse che inghiotte ogni cima e dirupo.

Quelle che seguono sono alcune delle più suggestive testimonianze del fenomeno, documentato sulla pagina Facebook del Grand Canyon National Park.