Il Giappone un anno dopo

Il Giappone un anno dopo: ecco come appaiono oggi i luoghi simbolo della tragedia dello tsunami dell'11 marzo 2011. Ingrandisci e naviga le foto per vedere i particolari.

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L'11 marzo 2011 alle 14:45:23 ora locale, le 6:45 in Italia, il Giappone veniva scosso da uno dei terremoti più potenti mai registrati nella storia, per l'esattezza il quarto. Un sisma così forte da aver impresso al suolo delle zone colpite un'accelerazione di 2,99 g - praticamente quella di una Formula 1 in curva - e aver fatto spostare l'asse terrestre di 17 centimetri.
La scossa ha a sua volta generato uno tsunami che si è abbattuto sulle coste del Sol Levante con onde alte più di 10 metri che viaggiavano a oltre 750 km/h. È stata una catastrofe di proporzioni immani che ha spazzato via intere città, mandato in fusione il nocciolo della centrale nucleare di Fukushima e causato la morte di oltre 30.000 persone.
Ma il Giappone non si è arreso e dopo soli 12 mesi il disastro è solo un doloroso ricordo.  


Moli e muri di contenimento, anche se hanno resistito (foto in basso) non hanno potuto molto contro le onde alte fino a 10 metri sollevate dal terremoto.
Secondo gli esperti l'onda di tsunami, che si è fatta sentire fino all'Australia, la Nuova Zelanda e le Hawaii, in alcuni punti si è abbattuta sulla costa a oltre 700 km orari.

Tutti i numeri della tragedia.

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L'onda di tsunami è stata così forte da schiacciare una nave e trascinarla sotto al ponte che attraversa il porto di Miyako, nella prefettura di Iwate. Nell'immagine sotto, il porto come appare oggi.

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Una sfilata di container sigillati contenenti l'acqua di raffreddamento dell'impianto di Fukushima Daiichi. I danni alla centrale nucleare provocati dallo tsunami hanno tenuto il mondo con il fiato sospeso per settimane: dopo gli incidenti, le autorità hanno deciso di evacuare oltre 110.000 persone che abitavano nel raggio di 30 km dai reattori. A un anno di distanza nessuno è ancora potuto tornare nella propria casa: se tutto andrà come previsto i primi rientri potrebbero avvenire a partire dalla fine di aprile. Ma la zona più vicina a ciò che resta dei reattori rimarrà off limits per almeno 5 anni.

Fukushima: a che punto siamo?

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Non è una trovata pubblicitaria: 12 mesi dopo, sul tetto di questo palazzo di Minamisanriku nella prefettura di Miyagi, c'è ancora un'auto scaraventata dalle onde in questa insolita posizione.

Guarda la gallery dedicata ai tetti più strani.

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A un anno dal disastro una grossa nave da carico trasportata nel centro della città di Kasennuma, nella prefettura di Miyagi, fa ancora bella mostra di sé: le tre immagini sono state scattate, rispettivamente, il 17 marzo 2011, pochi giorni dopo il terremoto, il 12 luglio 2011 e lo scorso 19 febbraio.
Sopri come si smantella una nave in pochi minuti.

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L'11 marzo 2011 l'onda di tsunami travolge auto e furgoni che lungo la strada costiera di Miyako.
L'immagine scattata un anno dopo, quella in basso, è apparentemente identica, ma molto meno drammatica.

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La catastrofe ha colpito nel primo pomeriggio, quando scuole e uffici erano in piena attività. In queste due immagini il campo sportivo di un istituto superiore di Miyako, nella provincia di Iwate, nella parte nordorientale del paese, come appariva poche ore dopo lo tsunami e qualche giorno fa.

Scopri la città sepolta portata alla luce dallo tsunami di Sumatra del dicembre 2004

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Nella foto in alto una squadra di soccorritori scava tra le macerie nei pressi di una cappella votiva a Rikuzentakata, nella prefettura di Iwate, pochi giorni dopo lo tsunami. Sotto, la stessa località un anno dopo.

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Una delle tante case che non è stato possibile salvare dopo il passaggio dell'onda devastatrice a Miyako. Lo tsunami dell'11 marzo 2011 ha provocato danni per oltre 300 miliardi di dollari, che solo in parte sono stati coperti dalle assicurazioni.

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La forza dello tsunami è stata tale da far atterrare una grossa imbarcazione da turismo sul tetto di una casa di Otsuchi, nel Giappone nordorientale. Incredibilmente la casa non è crollata e un anno dopo è pronta per essere ristrutturata.

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La Asia Symphony, una grossa barca da pesca, portata sul ciglio della strada dalle onde di tsunami.
Oggi (foto in basso), il peschereccio è stato rimosso, ma il fondo stradale è ancora pesantemente segnato dal suo passaggio.

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Dopo soli nove mesi dal terremoto e dal passaggio devastante dello tsunami, quest'area commerciale alle porte di Otsuchi riapre i battenti. Un'inagurazione in grande stile e tanta voglia di ricominciare.

Non perderti l'instant documentario "Japan Tsunami: how it happened", realizzato dalla Pioneer Productions per Channel 4 UK e Nova USA.

L'11 marzo 2011 alle 14:45:23 ora locale, le 6:45 in Italia, il Giappone veniva scosso da uno dei terremoti più potenti mai registrati nella storia, per l'esattezza il quarto. Un sisma così forte da aver impresso al suolo delle zone colpite un'accelerazione di 2,99 g - praticamente quella di una Formula 1 in curva - e aver fatto spostare l'asse terrestre di 17 centimetri.
La scossa ha a sua volta generato uno tsunami che si è abbattuto sulle coste del Sol Levante con onde alte più di 10 metri che viaggiavano a oltre 750 km/h. È stata una catastrofe di proporzioni immani che ha spazzato via intere città, mandato in fusione il nocciolo della centrale nucleare di Fukushima e causato la morte di oltre 30.000 persone.
Ma il Giappone non si è arreso e dopo soli 12 mesi il disastro è solo un doloroso ricordo.  


Moli e muri di contenimento, anche se hanno resistito (foto in basso) non hanno potuto molto contro le onde alte fino a 10 metri sollevate dal terremoto.
Secondo gli esperti l'onda di tsunami, che si è fatta sentire fino all'Australia, la Nuova Zelanda e le Hawaii, in alcuni punti si è abbattuta sulla costa a oltre 700 km orari.

Tutti i numeri della tragedia.