I Canyon più spettacolari

Non tutti i canyon riescono col buco... il Blyde River Canyon invece è un vero colabrodo!
Tutta colpa della corrente che si fa più intensa quando il fiume Blyde incontra un altro fiume il Treur. Le potenti rapide che si scatenano da questo connubio, infatti, hanno scavato per secoli la roccia arenaria, formando questi giganteschi buchi.
Con i suoi 26 chilometri di lunghezza il Blyde River Canyon è il secondo canyon dell'Africa. Il primo è Fish River Canyon, in Namibia, lungo 160 chilometri, uno dei più grandi del mondo, secondo solo al Gran Canyon nordamericano.
Non perderti gli altri fantastici capolavori dell'erosione

[E. I.]

A scolpire minuziosamente le cesellature del Brimstone Slot Canyon (nello Utah, Usa) sono stati artigiani d'eccezione: agenti geologici e atmosferici, che assieme al fiume Escalante hanno plasmato la roccia per secoli. Per avventurarsi in questa gola bisogna essere camminatori esperti. Ma anche molto magri: in alcuni punti, la spaccatura è profonda diversi metri e larga solo pochi centimetri. Comunque ne vale la pena: la poca luce che riesce a filtrare tra queste rocce offre uno spettacolo di chiaroscuri unico al mondo. Se state pensando di tentare quest'impresa, sappiate però che si rischia di fare "incontri ravvicinati" poco graditi: le crepe più strette sono le tane preferite di diversi animali selvatici, tra cui piccoli serpenti a sonagli.

Inaugurato da poco, il Grand Canyon Skywalk ha poco a che fare con le battaglie interplanetarie di Guerre Stellari [Luke Skywalker è il nome del protagonista, N.d.R.].
Ma di stellare ha di certo il costo del biglietto di ingresso: con la modica cifra di 25 dollari, si ha diritto a passeggiare su una passerella completamente trasparente che si spinge per 20 metri di profondità sul baratro del Gran Canyon, dando ai visitatori l'impressione di camminare nel vuoto.
La passerella, costruita con uno speciale vetro temperato spesso 5 centimetri e capace di sopportare il peso di 800 persone, si trova a 1220 metri di altezza e permettere una vista “galattica” su uno dei luoghi più belli del mondo, patrocinato dall'UNESCO.
Di certo lo Skywalk è un prodigio dell'edilizia e un'esperienza mozzafiato, ma si tratta pur sempre di un intervento dell'uomo in un luogo la cui bellezza sarebbe dovuta rimanere incontaminata.

È un vero e proprio buco nella terra quello che è stato creato dall'attività estrattiva presso il canyon Bingham, nello Utah (USA). Un tempo vi sorgeva una collina: ora c'è una cavità con un diametro di 4 chilometri e la profondità di oltre un chilometro. Sono stati estratti 16 miliardi di tonnellate di roccia e materiale metallifero, da cui ricavare rame, argento, molibdeno e oro, a partire dalla fine del diciannovesimo secolo. Per ottenere mezzo chilo di rame o un'oncia (vale a dire 29 grammi) d'ora, si devono prelevare 410 tonnellate di materia.
Foto: © Dale Chadwick

Il sole ci offre spesso bizzarri effetti ottici. In questo caso, quelli colti sopra il Horseshoe Canyon, nello Utah (U.S.A.) sono i cosiddetti anti-crepuscular ray, raggi "anti-crepuscolari". Quando il Sole è basso all'orizzonte (al tramonto o all'alba), i cosidetti raggi crepuscolari spuntano fra le nuvole e appaiono scaturire da un punto del cielo per divergere sulla Terra. Dall'altra parte dell'orizzonte, l'effetto è opposto: i raggi sembrano convergono tutti verso un unico punto, come nella foto.
© Peggy Peterson

Il fiume Green nello stato dello Utah attraversa da nord a sud l'altopiano Tavaputs prima di inoltrarsi tra i canyon della Valle della Desolazione (ancor meglio visibile nell'ingrandimento del link sottostante). La valle della Desolazione fu così nominata dal famoso esploratore americano John Wesley Powell per il suo terreno aspro e minaccioso. La foto dagli intensi colori falsati mostra in rosso la vegetazione, in blu il corso del fiume e in bianco le cime innevate delle Roan cliffs.
© Nasa (Landasat 7)

Continuiamo la carrellata dei paralleli tra strutture della Terra e strutture del corpo umano, azzardati nelle "Foto del giorno" precedenti. Questa è la veduta aerea del delta del Colorado River nel Golfo della California (USA) che si dirama come rami di albero su un terreno sabbioso. Quasi due milioni di acri sono trasformati in una regione paludosa dove il fiume trasporta i sedimenti trascinati via nella sua corsa dal Gran Canyon. Anche il corpo umano ha strutture che si diramano in modo capillare: questa immagine che cosa vi ricorda in particolare? A domani, la risposta!

L'acqua su Marte non fa più notizia: la vera novità è che le tracce fotografate da Mars Express testimoniano l'esistenza di probabili depositi di ghiaccio in tempi piuttosto recenti, molto più di quanto se ne avesse avuto prova finora.
Le immagini 3D inoltre rilevano come sia cambiata nel tempo la geologia del pianeta e come l'attività vulcanica sul Pianeta Rosso risalga ad "appena" un milione di anni fa. Le nuove immagini hanno convinto ancor più sulla probabilità della vita su Marte gli scienziati dell'Esa, l'agenzia spaziale europea, che stanno ipotizzando una nuova missione. Un nuovo atterraggio su Marte in cerca di vita entro il 2009.
Nella foto, il canyon Tithonium Chasa il cui punto più profondo si trova a 5,5 chilometri sotto la superficie marziana. Clicca qui per conoscere gli altri "Segreti del Pianeta Rosso". Foto: © Esa

Questa non è la Terra vista dal satellite, ma il pianeta Marte, fotografato dalla sonda spaziale Mars Express. E' un canyon marziano chiamato Valles Marineris e la valle qui in "primo piano" si chiama Chandor Chasma. Ma a differenza dei nostri canyon questo è molto più grande. E' 10 volte più lungo e 7 volte più profondo del Gran Canyon che si trova Arizona (negli Usa), che è lungo quasi 450 chilometri e profondo fino a 1.600 metri. 
Forse proprio per queste misure da capogiro, sull'origine del Valles sono state avanzate le ipotesi più fantasiose. Per esempio che si tratti di un sistema di canali ideato dai marziani. Ipotesi oggi superate da teorie più scientifiche, come quella che vuole che l'enorme canyon si sia formato il seguito all'erosione degli agenti atmosferici.
Non perderti anche le cartoline da Marte.
[E.I.]

Foto: © ESA/ DLR/ FU Berlin (G. Neukum)

È di eccezionali dimensioni il canyon che taglia in due il pianeta Marte. Fu la navicella spaziale Mariner 7, mandata in orbita nel 1969, a inviare sulla Terra le prime immagini della grande cicatrice marziana che prese così il nome di quella missione, Valles Marineris.
Il canyon, lungo quasi 4.000 km, se fosse sulla Terra attraverserebbe da costa a costa gli Stati Uniti: l'enorme solco ha una larghezza che varia tra i cinquanta e i cento metri e una profondità di una decina di chilometri - sei o sette volte più profondo del Grand Canyon, in Arizona (U.S.A.).
Questa immagine è una sorta di mosaico formato da più di 100 immagini scattate al Pianeta Rosso dalle stazioni orbitali Viking negli anni '70.
(Foto Nasa).

Non tutti i canyon riescono col buco... il Blyde River Canyon invece è un vero colabrodo!
Tutta colpa della corrente che si fa più intensa quando il fiume Blyde incontra un altro fiume il Treur. Le potenti rapide che si scatenano da questo connubio, infatti, hanno scavato per secoli la roccia arenaria, formando questi giganteschi buchi.
Con i suoi 26 chilometri di lunghezza il Blyde River Canyon è il secondo canyon dell'Africa. Il primo è Fish River Canyon, in Namibia, lungo 160 chilometri, uno dei più grandi del mondo, secondo solo al Gran Canyon nordamericano.
Non perderti gli altri fantastici capolavori dell'erosione

[E. I.]