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Grazie ai bonobo abbiamo scoperto una nuova specie di tartufo

Alcuni scienziati hanno individuato quasi per caso una nuova e pregiata specie di tartufo della quale si nutrono i bonobo, i nostri "parenti" primati che vivono nelle foreste del Congo.

Bonobo
Un gruppo di bonobo in Congo | GUDKOV ANDREY / Shutterstock

Tartufi e funghi sono cibi universalmente apprezzati non solo da noi ma anche dal regno animale. Non è un caso, infatti, che molte specie "si affidano" al fatto di venire mangiate dagli animali e poi espulse in natura per diffondere le loro spore.

 

Che prelibatezza! I tartufi, in particolare, sono considerati una vera prelibatezza anche dai bonobo che abitano nelle foreste pluviali del Congo. E proprio grazie a questi nostri "parenti" primati - come spiega nel dettaglio uno studio pubblicato sulla rivista Mycologia - siamo venuti a conoscenza di una nuova e pregiata specie di tartufo.

 

La scoperta è avvenuta quasi per caso: Alexander Georgiev dell'università di Bangor, in Galles, uno degli autori dello studio, si trovava in Congo, nella riserva di Kokolopori, quando ha osservato un gruppo di bonobo nutrirsi di quelli che sembravano tartufi. Dopo averli raccolti e portati a un collaboratore per l'identificazione, Georgiev ha scoperto che si trattava di una specie ancora sconosciuta, caratterizzata tra l'altro da una copertura di minuscoli filamenti cristallini, il cui ruolo è ancora da identificare con precisione.

 

Dieta pregiata. La specie è stata battezzata Hysterangium bonobo, in onore degli scopritori, che ne apprezzano il gusto al punto da farne una parte rilevante della loro dieta; una nozione, quest'ultima, che giunge nuova a noi occidentali ma non alle popolazioni locali, che sanno da sempre di questo loro "vizietto".

 

Il tartufo in questione ha un nome Bantu, "simbokilo", che fa riferimento a un proverbio locale che ne mette in evidenza il sapore e il valore nutrizionale. Le popolazioni del Congo lo conoscono bene, e lo usano come esca in varie trappole per piccoli animali; sanno anche che i bonobo ne vanno ghiotti, motivo per cui quella che per noi è una nuova scoperta è parte della cultura locale da sempre.

 

Non è un dettaglio da poco: il caso dei bonobo e dei tartufi indica che la scienza ha molto da imparare da queste tradizioni, che potrebbero rivelarsi un vero e proprio scrigno di conoscenze.

 

7 ottobre 2020 | Gabriele Ferrari