I 19 nuovi tesori dell'Unesco

Dalla Sicilia al Giappone, passando per India, Canada e Namibia, una carrellata di quanto di meglio il mondo ci offre dal punto di vista naturalistico e culturale. Rifatevi gli occhi con le nuove meraviglie appena entrate a far parte della World Heritage List.

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È un duro lavoro, ma qualcuno lo dovrà pur fare. Riuniti a Phnom Penh, in Cambogia, in occasione della 37esima sessione di incontro annuale, i membri del Comitato dell'Unesco hanno attentamente vagliato le caratteristiche dei luoghi più incantevoli del mondo e accettato 19 "new entry", 14 culturali e 5 paesaggistiche, nella lista dei Patrimoni dell'Umanità.

Ve le presentiamo uno per uno, in un indimenticabile giro del mondo che include anche due località italiane. Lo Stivale rimane, con 49 siti sui 981 totali della World Heritage List, il paese con più "gioielli" in assoluto, seguito dalla Cina che ne conta 44.

Nella foto, le terrazze di riso dello Honghe Hani, in Cina, un ecosistema che integra acqua irrigua, campi coltivati e foreste nella provincia meridionle dello Yunnan.

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Restiamo in Cina per ammirare un'altra neo-meraviglia appena entrata nella lista: queste sono le montagne della catena dello Xinjang Tianshan, 2800 chilometri di montagne con cime alte in media 4 mila metri, nate dalla collisione tra la placca indiana e quella euroasiatica.

Il Monte Fuji, la vetta del Giappone con i suoi 3776 metri d'altezza. Il vulcano, la cui cima è innevata 10 mesi all'anno, è considerato sacro dai seguaci della religione shintoista.

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Il centro storico di Agadez, la più importante città Tuareg, in Niger, con la Grande Moschea costruita con il fango.

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I deserti più belli (le foto)

Le rovine dell'antica città di Cherson, una colonia greca, in seguito conquistata dai Romani e quindi entrata a far parte dell'impero bizantino, nell'attuale Crimea. Nota oggi con il nome di Sebastopoli, fa parte dell'Ucraina.

Le fortezze collinari del Rajasthan, India: una serie di insediamenti militari situati sui monti Aravallis, finalizzati alla difesa delle città dai nemici. Nella foto, quella di Kumbhalgarh.

Il Bergpark Wilhelmshöhe a Kassel, in Germania. Il parco collinare costruito tra il 1696 e il 1806, è la più grande area verde in collina d'Europa. È noto soprattutto per il monumento ad Ercole e le cascate in pietra create dall'architetto italiano Giovanni Francesco Guerniero.

Anche la "Montagna" per antonomasia, l'Etna, è entrata di diritto nella World Heritage List. Leggi le motivazioni dell'iscrizione e guarda le foto più spettacolari del vulcano più irrequieto d'Europa.

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L'Università di Coimbra, in Portogallo: tra le più antiche università europee (è stata ultimata nel 1290, 202 anni dopo la fondazione dell'Università di Bologna), conta circa 22 mila studenti e un importante centro di ricerca internazionale ancora oggi attivo.

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La Riserva della Biosfera di El Pinacate con il Gran Deserto di Altar, situata tra il Messico e l'Arizona. Come gli altri "gioielli" della biosfera (qui alcune foto) anche quest'area è ricca di biodiversità e ospita centinaia di specie vegetali e animali, molte delle quali minacciate di estinzione.

Il sito archeologico di Al Zubarah (Qatar), una città fortificata e deserta a un centinaio di chilometri dalla capitale Doha. I resti dell'insediamento rappresentano un'eccezionale testimonianza dell'organizzazione spaziale delle città del Golfo Persico tra il 18esimo e il 19esimo secolo, prima dell'avvento delle attività estrattive del petrolio. Un tempo questa città era dedita alla pesca di perle e al commercio portuale.

Il Palazzo Golestan a Teheran, il palazzo reale della dinastia safavide che risale a un periodo compreso tra il XVI e il XVII secolo (ma fu successivamente ampliato). Il suo nome significa "roseto".

Le montagne del Pamir, in Tagikistan: un tempo attraversata dalla Via della Seta, questa regione scarsamente popolata è tappezzata di laghi e ospita alcuni ghiacciai.

Le ville medicee, le case di villeggiatura - ma anche regge periferiche - dalla famiglia Medici in Toscana. Nella foto, quella di Cafaggiolo, nel comune di Barberino del Mugello, di proprietà della famiglia sin dalla metà del 1300.

Il parco nazionale di Namib-Naukluft, una distesa di dune grande poco meno di 50 mila chilometri quadrati (quasi quanto la Svizzera) nel deserto della Namibia. L'arancione intenso delle dune di quest'area naturale protetta è dovuto all'ossidazione delle particelle di ferro presenti nella sabbia.

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Le 16 chiese di legno, note come tserkvas, distribuite tra Polonia e Ucraina ed edificate, tra il 16esimo e il 19esimo secolo, dalle comunità religiose ortodosse e greco-cattoliche dell'est Europa.

L'antica stazione baleniera basca di Red Bay nello Stretto di Belle Isle, Canada orientale. Il sito, risalente al 16esimo secolo, comprende i resti archeologici sommersi di antichi vascelli spagnoli e le testimonianze dell'attività di produzione dell'olio di balena destinato al mercato europeo.

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Levuka, una cittadina delle Fiji, antica capitale del paese. Si tratta del primo sito figiano a finire nella World Heritage List.

I resti della fortezza che un tempo circondava Kaesong, l'antica capitale della dinastia Koryo (918-1392) nella Corea del Nord. La città (di cui vediamo qui la parte vecchia) si trova al confine con la Corea del Sud e ospita un distretto industriale che qualche mese fa è stato temporanemente chiuso a causa delle ostilità tra i due paesi.

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È un duro lavoro, ma qualcuno lo dovrà pur fare. Riuniti a Phnom Penh, in Cambogia, in occasione della 37esima sessione di incontro annuale, i membri del Comitato dell'Unesco hanno attentamente vagliato le caratteristiche dei luoghi più incantevoli del mondo e accettato 19 "new entry", 14 culturali e 5 paesaggistiche, nella lista dei Patrimoni dell'Umanità.

Ve le presentiamo uno per uno, in un indimenticabile giro del mondo che include anche due località italiane. Lo Stivale rimane, con 49 siti sui 981 totali della World Heritage List, il paese con più "gioielli" in assoluto, seguito dalla Cina che ne conta 44.

Nella foto, le terrazze di riso dello Honghe Hani, in Cina, un ecosistema che integra acqua irrigua, campi coltivati e foreste nella provincia meridionle dello Yunnan.

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