I 10 luoghi più "alieni" della Terra

Neve tagliente, laghi esplosivi, cristalli alti il doppio di un essere umano e massi che rotolano senza che nessuno li abbia lanciati. Dai cieli dell'Australia ai ghiacciai del Bhutan, dalle montagne dell'Islanda ai fondali del Brasile, i 10 luoghi della Terra che si distinguono per le loro curiose peculiarità naturalistiche.

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Dimenticatevi i soffici manti di neve fresca su cui ogni sciatore si abbandonerebbe a prendere il sole. Questa neve è appuntita e certo non invoglia a sdraiarcisi sopra. Le curiose formazioni - che prendono il nome "penitenti", dalla forma appuntita dei cappucci indossati in alcune tradizionali processioni cristiane - si formano ad alta quota un po' in tutto il mondo, ma il luogo dove è più facile osservarle è la cima delle Ande Secche di Cile e Argentina, a partire da quota 4 mila metri.

La loro formazione è dovuta principalmente al clima freddo e secco delle montagne, che favorisce la sublimazione della neve: la neve, cioè, passa dallo stato solido a quello di vapore senza prima sciogliersi. Le formazioni bianche e appuntite attirano la luce solare, alimentando e accelerando il processo. Alcuni penitenti possono raggiungere anche i 5 metri d'altezza.

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Questi rulli di nubi, che sembrano correre lungo tutto l'orizzonte, sono detti "morning glory" perché si formano generalmente nelle prime ore della mattina. Lunghi anche centinaia di chilometri, sono generati dall'incontro delle onde d'aria provenienti dall'oceano con l'aria umida e calda che al mattino risale verticalmente dal terreno.

Il luogo migliore dove osservarli è il Golfo di Carpentaria, sulla costa settentrionale dell'Australia, dove è stata scattata questa foto.

Le nuvole dalle forme più strane: guarda

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Chi l'ha vista, anche solo in foto, parla di una sorta di cattedrale di cristallo sepolta sottoterra. Nella grotta di Naica, in Messico, i cristalli di selenite arrivano a sfiorare i 10 metri d'altezza e i 2 di diametro.

Questi colossi simili ai denti di un gigante hanno origine da cristalli di gesso che si accumulano nelle profondità di una miniera di piombo e gesso, sepolta 300 metri sotto il suolo del deserto del Chihuahuan, ad un ritmo che equivale allo spessore di un capello ogni 100 anni.

Queste meraviglie possono essere osservate dai geologi più esperti solo per pochi minuti: la temperatura della grotta si aggira attorno ai 48 °C, con un'umidità quasi al 100%, condizioni che l'uomo non può sostenere a lungo.

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In corrispondenza dei margini delle placche continentali, nelle profondità oceaniche, si genera nuova crosta terrestre grazie alla presenza del magma che risale dalla sottostante astenosfera a colmare il "buco".

Il corridoio d'acqua dolce tra America ed Europa nei fondali d'Islanda


Questo fenomeno ha dato origine alla Dorsale medio-atlantica, una catena montuosa sottomarina che si estende dal Polo Nord fino all'Antartide, e che in alcuni punti risale in superficie. Uno di questi è il Reykjanes Ridge (nella foto), una località geologicamente attiva dell'Islanda che segna anche il confine naturale tra la placca euroasiatica e quella nordamericana.

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Nella Racetrack Playa, un lago asciutto situato nella Death Valley in California, i massi si spostano anche per diverse centinaia di metri e senza l'intervento dell'uomo o degli animali.

Le "moving rocks", o "sailing stones" come sono state soprannominate, lasciano sul letto del lago lunghe scie quando si spostano: i loro movimenti sono allo studio degli esperti dagli anni '40. Secondo le teorie più recenti, a sospingerle sarebbero i fori venti della Playa, aiutati dal sottile strato di ghiaccio che si deposita sui massi nei periodi in cui il clima è più rigido. Con l'attrito ridotto al minimo e i venti a mille, il gioco è fatto.

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Se volete farvi un'idea di che aspetto avesse la vita sulla Terra molto prima della comparsa dell'uomo la cosa migliore da fare è recarsi a Shark Bay, Australia, per ammirare le stromatoliti.

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Queste concrezioni calcaree fossili, generate dall'attività dei cianobatteri o delle alghe azzurre hanno poche migliaia di anni, ma secondo gli esperti sarebbero praticamente identiche a quelle presenti sul nostro pianeta 3 miliardi e mezzo di anni fa, quando l'ossigeno costituiva appena l'1% della nostra atmosfera.

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In lingua spagnola è chiamato "relampago del Catatumbo": è quel fenomeno per cui sopra al delta del fiume Catatumbo, sul Lago di Maracaibo in Venezuela, si concentrano temporali anche per 10 ore a notte, fino a 160 notti ogni anno.

Le condizioni meteo caratterizzate da una forte umidità, venti caldi e le cime Ande nei pressi, fanno sì che i fulmini si sprechino (anche 1,2 milioni all'anno). I pescatori in passato, hanno usato la loro luce per navigare: si dice che i bagliori da essi prodotti siano visibili fino a 400 chilometri di distanza.

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Il riscaldamento globale sta accelerando lo scioglimento dei ghiacciai himalayani, e il ghiaccio sciolto che scende dai monti rischia di sfondare le dighe e distruggere interi villaggi. In Bhutan è già successo, nel 1994, e 24 dei 2.674 ghiacciai dello stato rischiano di andare incontro a un simile destino.

I GLOF (glacial-lake-outburst floods) improvvise inondazioni provenienti da laghi glaciali, possono essere causate da valanghe, terremoti, eruzioni vulcaniche sommerse o semplicemente dalla pressione dell'acqua: il Bhutan è purtroppo tra gli epicentri di questo fenomeno.

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Queste strane strutture che ricordano nella forma, le cappelle dei funghi, sono state fotografate nei fondali davanti alla costa nordorientale del Brasile, all'interno del Parco Marino Nazionale di Abrolhos. Qui è possibile ammirare i "chapeiroes" (così sono soprannominati), colonne di coralli isolate che popolano il fondale marino e crescono fino a 20 metri d'altezza e 50 di diametro.

I cambiamenti climatici stanno mettendo a dura prova la sopravvivenza di questi organismi, come di tutti gli altri coralli.

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Laghi mortali, capaci di uccidere anche a distanza. Tra il Camerun e il confine tra il Rwanda e la Repubblica Democratica del Congo si trovano tre di questi "killer" naturali: il Nyos (nella foto), il Monoun e il Kivu. Giacciono all'interno di crateri vulcanici, e il magma sottostante rilascia esalazioni di anidride carbonica che formano uno spesso strato di gas irrespirabile appena sopra lo specchio d'acqua.

Nel 1984, un'eruzione sotto al Monoun rilasciò una nube di CO2 che uccise 37 persone; due anni dopo toccò al Nyos, e questa volta il bilancio fu ancora più drammatico: 1700 vittime.

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Un mondo di vulcani: vai alle foto

Dimenticatevi i soffici manti di neve fresca su cui ogni sciatore si abbandonerebbe a prendere il sole. Questa neve è appuntita e certo non invoglia a sdraiarcisi sopra. Le curiose formazioni - che prendono il nome "penitenti", dalla forma appuntita dei cappucci indossati in alcune tradizionali processioni cristiane - si formano ad alta quota un po' in tutto il mondo, ma il luogo dove è più facile osservarle è la cima delle Ande Secche di Cile e Argentina, a partire da quota 4 mila metri.

La loro formazione è dovuta principalmente al clima freddo e secco delle montagne, che favorisce la sublimazione della neve: la neve, cioè, passa dallo stato solido a quello di vapore senza prima sciogliersi. Le formazioni bianche e appuntite attirano la luce solare, alimentando e accelerando il processo. Alcuni penitenti possono raggiungere anche i 5 metri d'altezza.