Focus

Grotta profonda

Tappeti pungenti, meduse pietrificate e persino… spade nella roccia. Sono nascosti in grotte sorprendenti, mondi segreti che unicamente gli speleologi, talvolta soltanto i più coraggiosi, riescono a vedere.
Max Wisshak è uno di questi. In uno stupefacente libro - Inside Mother Earth (Dentro la Madre Terra) - ha raccolto le tappe di un viaggio fotografico realizzato in diverse esplorazioni speleologiche.
Le luci del fotografo illuminano particolari di formazioni geologiche - dalle stalattiti a impressionanti colonne di ghiaccio - e grandi profondi spazi di grotte così come di altre mete sotteranee raggiunte da questo straordinario fotografo e speloelogo. Una serie di immagni a colori di grande interesse.
Che vi mostriamo in queste pagine.

Pronti a scendere nel ventre della Terra? Non sempre è facile. Una discesa di 40 metri porta a una grande caverna. È nel Causse Noir (sud della Francia), altopiano calcareo dove le acque hanno scavato grotte: le rocce calcaree sono disciolte più facilmente dall’acqua, acida per la CO2 contenuta.

Foto: © Max Wisshak

Cascate gelate nella Eiskogelhöhle, in Austria: a 2.100 metri, è una grotta di ghiaccio, dove l’aria fredda resta “intrappolata” e l’acqua che si infiltra dà origine a spettacolari formazioni di ghiaccio.

Foto: © Max Wisshak

Nella vastità di questo pozzo profondo più di 100 metri è facile perdere le proporzioni. Lo vedete lo speleologo che si sta calando in corda doppia?

Foto: © Max Wisshak

In una grotta sul massiccio francese della Montagne Noire, una spettacolare “medusa” di calcite rossa: le stalattiti di questo minerale si formano dalla precipitazione del carbonato di calcio presente nelle goccioline d’acqua che scendono nelle grotte.

Foto: © Max Wisshak

Un tunnel in un ghiacciaio sulle Alpi di Berchtesgaden, in Germania. Grotte così sono scavate dall’acqua che scorre dentro o sotto di essi, e che viene dallo scioglimento in superficie; oppure si formano se sotto il ghiaccio ci sono vulcani o sorgenti calde.

Queste stalattiti di aragonite bianca, in una grotta dell’altopiano Causse des Bondons (Francia), sono chiamate “eccentriche”: formano biforcazioni, curve, complicati e sottili grovigli.

Foto: © Max Wisshak

Nel sottosuolo prosperano creature che si adattano perfettamente all'ambiente poco ospitale. Come nel caso di questa muffa che cresce su materiale organico morto. Attenzione, in caso di inalazione può essere pericoloso per gli esseri umani.

Foto: © Max Wisshak

Le formazioni nella grotta Lechuguilla hanno fogge strane (dette eccentriche) perché le gocce d’acqua, che depositano i minerali, sono “spostate”, forse per fenomeni di capillarità o da correnti d’aria.
La grotta Lechuguilla è tra le più lunghe del mondo: 196 km! Si trova nel New Mexico (USA).

Foto: © Max Wisshak

Una bocca di ghiaccio sembra divorare uno speleologo nella grotta di Eiskogelhöhle, in Austria.

Foto: © Max Wisshak

Queste stalagmiti di ghiaccio sembrano spuntare dal suolo. Ma in realtà si formano per il gocciolamento dell'acqua dal soffitto: l'aria freddissima ghiaccia le gocce d'acqua che si depositano sul terreno.

Foto: © Max Wisshak

Non sono formazioni calcaree e neppure minuscole stalattiti appese al soffito di una grotta. Siamo in Nuova Zelanda, nelle grotte del Waitomo e dal soffito pendono le larve fluorescenti del moscerino dei funghi (Arachnocampa luminosa). Allo stato larvale questi moscerini emettono una luce verdastra molto debole. Complice il buio delle grotte e la loro numerosità le larve compongono sulle pareti dei filamenti fosforescenti. E appiccicosi.
Se desiderate visitare le grotte, non mancate l'albergo speciale che sorge a poca distanza dall'entrata... sembra uscito dal Signore degli Anelli.

Foto: © Max Wisshak

Un tappeto di delicati cristalli di gesso, lunghi fino a 20 cm: una delle insolite formazioni della grotta Lechuguilla (USA), lunga 196 km (una delle più lunghe).
La grotta Krubera-Voronya, in Georgia, è invece la più profonda del mondo: scende per 2.190 metri, tra pozzi e passaggi sommersi.

Foto: © Max Wisshak

Agli occhi dei due speleologi il tempo sembra essersi fermato. La stalattite di ghiaccio si trova in Austria.

Foto: © Max Wisshak

Lacopertina del libro da cui sono tratte le foto di questa gallery. Un viaggio affascinante al centro della terra guidati da un coraggioso speleologo.
Il libro è in vendita anche online.

Alle pareti non ha affreschi o mosaici, ma motivi decorativi creati dall'azione erosiva dell'acqua. Eppure la grotta che vedete è stata soprannominata, per la perfezione delle sue lineee e colori, "Marble Cathedral", cattedrale di marmo. Questa serie di caverne scolpite nella roccia, secondo molti tra le più suggestive al mondo, si specchia sulle acque del Lago Carrera, in Patagonia. L'acqua deve il suo colore azzurro "piscina" al riflesso del cielo cileno e forse anche a un particolare fango che ha origine dai ghiacciai che alimentano il bacino lacustre. Gli immissari del lago sono a rischio a causa dell'impatto che potrebbero subire da un sistema di dighe, il cui progetto è attualmente al vaglio del governo cileno.
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Altre meraviglie create dall'erosione

Tappeti pungenti, meduse pietrificate e persino… spade nella roccia. Sono nascosti in grotte sorprendenti, mondi segreti che unicamente gli speleologi, talvolta soltanto i più coraggiosi, riescono a vedere.
Max Wisshak è uno di questi. In uno stupefacente libro - Inside Mother Earth (Dentro la Madre Terra) - ha raccolto le tappe di un viaggio fotografico realizzato in diverse esplorazioni speleologiche.
Le luci del fotografo illuminano particolari di formazioni geologiche - dalle stalattiti a impressionanti colonne di ghiaccio - e grandi profondi spazi di grotte così come di altre mete sotteranee raggiunte da questo straordinario fotografo e speloelogo. Una serie di immagni a colori di grande interesse.
Che vi mostriamo in queste pagine.

Pronti a scendere nel ventre della Terra? Non sempre è facile. Una discesa di 40 metri porta a una grande caverna. È nel Causse Noir (sud della Francia), altopiano calcareo dove le acque hanno scavato grotte: le rocce calcaree sono disciolte più facilmente dall’acqua, acida per la CO2 contenuta.

Foto: © Max Wisshak