Un fungo più vecchio della cristianità e pesante come 100 elefanti

L'organismo sotterraneo scoperto 30 anni fa nella foresta del Michigan si è rivelato molto più antico ed esteso del previsto: era già lì quando i filosofi greci si interrogavano sulla natura dell'Universo.

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Alla conquista della foresta: il fungo più famoso del Michigan.|Smith, Bruhn & Anderson

Nel sottosuolo di una foresta degli Stati Uniti c'è un fungo che si espande in modo lento e inesorabile da almeno 2500 anni. Lo hanno scoperto - due volte - alcuni scienziati dell'Università di Toronto (Canada). L'organismo, un'Armillaria gallica, fu individuato per la prima volta sul finire degli anni '80 nei boschi di Crystal Falls, nel Michigan. Già allora ci si rese conto che le parti affioranti in superficie non erano che "cloni" di uno stesso organismo, un unico individuo genetico le cui ife - i filamenti ramificati e sotterranei attraverso cui il fungo si nutre - si estendevano per almeno 0,37 km quadrati.

 

In quell'occasione si stimò che il fungo pesasse circa 100 mila kg e che avesse più o meno 1500 anni. Quando fu descritto, nel 1992, il fungo di Crystal Falls era uno dei più grandi organismi viventi, ma nel frattempo altri funghi gli hanno sottratto il primato. Uno di questi, un'Armillaria ostoyae dell'Oregon, occupa 9,6 km quadrati con la sua rete sotterranea.

Quanta acqua è passata. Ora però lo stesso gruppo di scienziati è tornato nel Michigan per prelevare campioni genetici del mega fungo. Ne ha analizzati pezzetti in 245 punti della foresta, e ha stimato che il suo peso debba essere almeno quattro volte quello immaginato al principio, cioè circa 400 mila kg. La nuova estensione ha permesso di ricalcolare l'età in almeno 2500 anni, ma considerando che prima di crescere potrebbe aver attraversato un periodo di stasi, le spore si trovano forse lì da molto prima: il limite superiore è la fine dell'ultima era glaciale, 11 mila anni fa, perché solo dopo quella data cominciarono a crescere alberi in quell'area, prima ricoperta di ghiacci.

 

Chi va piano... Nonostante la crescita esagerata, soltanto 163 delle 100 milioni di basi che compongono il suo DNA risultano cambiate nel tempo: per qualche meccanismo ancora sconosciuto, l'evoluzione è stata lentissima, un fatto che potrebbe avere aiutato il fungo a vivere così a lungo. L'organismo potrebbe avere meccanismi molto efficaci di riparazione del DNA, o un ritmo molto lento e vantaggioso di divisione cellulare.

 

22 Ottobre 2018 | Elisabetta Intini