Fukushima due anni dopo la catastrofe

Oceano Pacifico, 11 marzo 2011. Tutti ricordiamo le ore drammatiche in cui a largo delle coste del Giappone si verificava il sisma più potente della storia del Paese, provocando uno tsunami devastante con onde alte fino a dieci metri. Nonostante sofisticati sistemi di rilevazione e di sicurezza antisismica, a Fukushima Daiichi, una delle centrali nucleari più moderne al mondo, avveniva un incidente nucleare paragonabile soltanto a quello di ?ernobyl' del 1986. Oggi, a distanza di due anni, Fukushima si presenta così ai suoi visitatori, tra la volontà di ricostruire, di ricordare e tra le proteste degli anti-nuclearisti.

Vedi anche: il Giappone a due anni dal terremoto.

Alcuni operai effettuano i rilevamenti di radiazioni sull'autobus che accompagna un gruppo di giornalisti all'interno della centrale. In occasione del secondo anniversario dal disastro di Fukushima, i media internazionali sono stati ammessi all'interno dei luoghi famigerati.

Foto: © REUTERS/Issei Kato

Atsufumi Yoshizawa è il direttore generale del dipartimento che coordina il ciclo del combustibile nucleare della TEPCO, la società che gestisce gli impianti di Fukushima. Fa parte del gruppo soprannominato dai media "Fukushima 50", composto da 50 impiegati che a seguito dell'incendio del reattore 4 avvenuto il 15 marzo 2011, rimasero all'interno dell'impianto in attesa che gli operai evacuassero. Yoshizawa non si considera un eroe: "stavamo semplicemente svolgendo il nostro lavoro".

Foto: © REUTERS/Issei Kato

Gli operai della centrale indossano tute e maschere protettive nei pressi del reattore numero 4.

Foto: © REUTERS/Issei Kato

Gli impiegati della TEPCO, la società che gestisce Fukushima-Daiichi, scortano giornalisti e fotografi nei pressi del reattore 4 e delle sue fondamenta, dove viene stoccato il combustibile fuso.

Foto: © REUTERS/Issei Kato

Un rilevatore indica 114,00 microsievert all'ora nei pressi del reattore 4. La radiazione di fondo, cioè la "radioattività" naturale è pari a 2400 microsievert all'anno! (vedi anche Radioattività e danno radiologico: la mappa per capire)

Foto: © REUTERS/Issei Kato

Ecco la piscina di stoccaggio per il combustibile da decommissionare. Il decommissionamento della centrale nucleare è iniziato da pochi giorni e si stima che le operazioni richiederanno fino a quarant'anni di lavori.

Foto: © REUTERS/Issei Kato

La piscina di stoccaggio vista dall'alto.

Foto: © REUTERS/Issei Kato

"Uniamo i nostri cuori e andiamo avanti, Fukushima!" cita lo striscione appeso all'interno della centrale.

Da ieri nel distretto di Fukushima sono iniziate le commemorazioni. Nella foto alcune persone si uniscono sulla costa di Ikawa, stringendosi le mani in ricordo delle vittime.

Foto: © REUTERS/Kyodo

Il sisma ha provocato quasi 20 mila vittime nel marzo del 2011, di cui moltissime ancora disperse. Per tanti giapponesi oggi sarà l'occasione per recarsi nei luoghi del disastro e rendere loro omaggio.

Foto: © REUTERS/Kyodo

Mitsue Masukura (a sinistra) parla con altri residenti della città di Namie, negli alloggi temporanei di Minami-Yanome, a circa 60 chilometri dalla centrale di Fukushima Daiichi, nei sobborghi della città. Qui vivono ancora decine di migliaia di persone che nel 2011 hanno perso le loro case.

Foto: © FRANCK ROBICHON/epa/Corbis

Ad oggi, sono circa 100 mila i rifugiati "nucleari", costretti a vivere in abitazioni temporanee.

Foto: © FRANCK ROBICHON/epa/Corbis

I coniugi Katsuji Anzai e Hisako Anzai vendono mele a circa 60 chilometri dalla centrale nucleare. A seguito di un'intensa operazione di ripulitura dalle radiazioni il raccolto registra un livello di cesio pari a 2 becquerel al chilogrammo. La fattoria di Anzai continua ad avere una clientela di fiducia, ma le vendite sono calate drasticamente del 60% rispetto al periodo pre-incidente.

© EVERETT KENNEDY BROWN/epa/Corbis

Le proteste anti-nucleare si susseguono in questi giorni a Tokyo. I dimostranti, coordinati dalla Coalizione Metropolitana Contro il Nucleare fondata a settembre 2011, chiedono al governo giapponese di abbandonare definitivamente l'energia nucleare.

Foto: © Rodrigo Reyes Marin/AFLO/Nippon News/Corbis

Alcuni operai effettuano i rilevamenti di radiazioni sull'autobus che accompagna un gruppo di giornalisti all'interno della centrale. In occasione del secondo anniversario dal disastro di Fukushima, i media internazionali sono stati ammessi all'interno dei luoghi famigerati.

Foto: © REUTERS/Issei Kato