Cosa ti perdi se vivi in città

L'inquinamento luminoso selvaggio e sregolato nasconde agli abitanti di città gran parte del panorama stellare. Eppure basterebbe utilizzare illuminazioni più efficaci e meno dispersive.

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Trova le differenze: dal cielo di città a quello di campagna |

MULTIMEDIA # Accecati dalla luce: illuminare la notte a giorno fino a farla quasi scomparire è una bella conquista in termini di progresso e tecnologia, ma quali sono i reali effetti della scomparsa del buio?

Il cittadino modello prende i mezzi pubblici, usa il car sharing, compra cibo biologico, fa la raccolta differenziata e risparmia sul consumo di energia. Ma c'è una cosa di cui nemmeno lui si accorge più: le stelle di città si sono estinte.

Non c'è dubbio: abbiamo bisogno di luce artificiale nelle ore buie, ma troppo spesso nelle aree urbane la luce artificiale è esageratamente intensa, oppure si disperde al di fuori della zona che dovrebbe illuminare schermando la volta celeste di un arancione opaco poco suggestivo. È l'inquinamento luminoso, un fenomeno che ogni notte miete "vittime" tra astronomi e amanti dei cieli stellati, ma che riguarda anche i nostri portafogli e la nostra percezione dell'ambiente circostante.

[Come sarebbe la vita nelle grandi metropoli se l'inquinamento luminoso non ci privasse dello spettacolo delle stelle]

Le regole d'oro
Eppure sono semplicissimi gli accorgimenti che possono aiutarci a risparmiare energia elettrica e a goderci un cielo più naturale. Il sito inglese della campagna Need-less mette a disposizione alcune simulazioni come quella qui sotto e dà indicazioni per ridurre l'inquinamento luminoso.



La regola delle regole è ovvia ma spesso trascurata: spegnere le luci se non necessarie. Per esempio, quante volte passeggiando per le vie del centro vi capita di notare vetrine illuminate a giorno? Seconda regola, non meno importante: i lampioni in strada dovrebbero essere totalmente schermati, in modo da indirizzare le radiazioni luminose soltanto verso il basso ed evitare dispersioni (guardatevi attorno la sera...). Terza regola: quando è possibile, utilizzare sensori di accensione e spegnimento, per esempio per le luci di sicurezza agli ingressi delle abitazioni o in zone poco trafficate. Un sistema molto utilizzato all'estero, ma che in Italia quasi ignoriamo. Last, but not least, evitare le sovrailluminazioni, in strada come a casa. Cosa c'è di meglio di una cena a luci soffuse?

[Gli sprechi di energia visti dallo spazio]

Per un pugno di stelle
Certo, il nostro cittadino modello non può fare granché da solo e non possiamo pretendere che i cieli di città offrano stellate mozzafiato come quelle di montagna con Mercurio, Venere, Marte, Giove e Saturno al seguito, ma possiamo provare a ridurre il divario rappresentato dall'immagine qui sopra e rendere l'atmosfera notturna delle nostre metropoli un po' più romantica e meno dannosa per l'ambiente e i nostri occhi.

 

10 aprile 2013 | Sara Zapponi