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Coronavirus e CoViD-19 ci fanno ascoltare il rumore della Terra

Lo stop obbligato alle attività umane per la CoViD-19, provocata dal coronavirus, ha ridotto il "rumore sismico": ora si sentono solo le vibrazioni della Terra.

Times Square
New York, 28 marzo 2020: una Times Square un po' diversa dalla piazza brulicante di gente che siamo abituati a vedere. | haeryung stock images | Shutterstock

Tra i (pochi) effetti collaterali positivi della diffusione del coronavirus e della pandemia da CoViD-19 abbiamo già registrato la riduzione dei livelli di inquinamento atmosferici (tranne qualche eccezione in Italia dovuta a spostamenti di masse d'aria provenienti da est) e la riconquista del territorio da parte della fauna locale (quando non si tratta di bufale). Ora se ne palesa un'altra: la riduzione del rumore sismico provocato dall'attività umana. Da quando un terzo della popolazione mondiale è obbligata a stare a casa, infatti, il movimento prodotto dalle vibrazioni della crosta terrestre è diminuito, rendendo anche più semplice per i sismologi rilevare le onde sismiche.

Traffico e musica rock. Il rumore sismico (dagli esperti chiamato anche noise sismico ambientale, o NSA) è provocato da disturbi di natura geologica come valanghe, eruzioni vulcaniche, vento e onde del mare. Come rilevato da uno studio del 2017, questo insieme di rumori a bassa frequenza (non percepibili dall'orecchio umano) può anche essere causato dal traffico aereo, da quello terrestre e dalle linee elettriche. Prima della quarantena, le differenze nei livelli di vibrazione causati dall'attività umana si potevano notare confrontando il rumore sismico di notte e di giorno, nei giorni feriali e in quelli festivi. Anche la musica rock fa tremare la terra: talvolta, durante i concerti, accade che sismografi finiscano per captare la vibrazione causata dalla potenza dell'impianto audio e persino dai fan che ballano.

Silenzio, parla la Terra. «Negli ultimi giorni, all'alba il livello di rumore sismico aumenta molto meno rispetto alle scorse settimane, probabilmente a causa del fatto che sono meno le persone che si spostano per andare a lavorare o a scuola», ha affermato in un tweet Stephen Hicks, sismologo dell'Imperial College London. Anche secondo il sismologo Thomas Lecocq il rumore medio attuale in Belgio sarebbe diminuito del 33% rispetto alla situazione pre-quarantena.

 

Per gli esperti questo periodo di quiete si rivela prezioso per ascoltare il suono naturale del pianeta senza il disturbo della vita umana e per raccogliere informazioni di riferimento per studi futuri. L'attuale calma permette inoltre ai sismografi di rilevare la presenza di piccoli terremoti o altre attività sismiche che non verrebbero altrimenti percepite.

 

12 aprile 2020 | Chiara Guzzonato