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Come fanno le radici a "farsi strada" nel suolo, evitando gli ostacoli?

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radici |

Le radici degli alberi riescono a insinuarsi ovunque: emergono dal terreno spaccando l'asfalto e aggirano sassi e altre radici che incontrano durante la crescita. Uno studio condotto dal John Innes Centre, un istituto di ricerca inglese specializzato in botanica e microbiologia, ha mostrato che questa capacità è permessa da un sistema di "navigazione" basato su una particolare peluria di cui tutte le radici sono ricoperte. Questa peluria agisce come le vibrisse (baffi) dei gatti: "sente" gli ostacoli lungo il percorso di sviluppo alla ricerca di nutrimenti.
Radici "a tastoni". Quando incontra una roccia, un sasso o un altro ostacolo, come ad esempio le fondamenta di una casa, la peluria lo percepisce grazie a un sistema chimico decisamente evoluto: sulla punta di ogni "pelo" è collocata infatti una proteina (Rhd2) coinvolta nella produzione delle sostanze che stimolano l'assorbimento di calcio proveniente dal terreno, indispensabile per la crescita della pianta. Il calcio mette in funzione la Rhd2, generando così un "circolo virtuoso" che si interrompe solo quando i peli incontrano qualcosa che ne blocca l'assorbimento. È a quel punto che, per riprendere il normale ciclo, la radice cambia direzione aggirando l'ostacolo.


 

Le radici degli alberi riescono a insinuarsi ovunque: emergono dal terreno spaccando l'asfalto e aggirano sassi e altre radici che incontrano durante la crescita. Uno studio condotto dal John Innes Centre, un istituto di ricerca inglese specializzato in botanica e microbiologia, ha mostrato che questa capacità è permessa da un sistema di "navigazione" basato su una particolare peluria di cui tutte le radici sono ricoperte. Questa peluria agisce come le vibrisse (baffi) dei gatti: "sente" gli ostacoli lungo il percorso di sviluppo alla ricerca di nutrimenti.
Radici "a tastoni". Quando incontra una roccia, un sasso o un altro ostacolo, come ad esempio le fondamenta di una casa, la peluria lo percepisce grazie a un sistema chimico decisamente evoluto: sulla punta di ogni "pelo" è collocata infatti una proteina (Rhd2) coinvolta nella produzione delle sostanze che stimolano l'assorbimento di calcio proveniente dal terreno, indispensabile per la crescita della pianta. Il calcio mette in funzione la Rhd2, generando così un "circolo virtuoso" che si interrompe solo quando i peli incontrano qualcosa che ne blocca l'assorbimento. È a quel punto che, per riprendere il normale ciclo, la radice cambia direzione aggirando l'ostacolo.


 

1 gennaio 2009